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La ragazza della palude sembra una storia vera, ma il retroscena dietro il film è ancora più inquietante

La ragazza della palude non è una storia vera, ma dietro il film con Daisy Edgar-Jones c’è un controverso caso reale legato all’autrice Delia Owens.

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Guardando La ragazza della palude, è facile chiedersi se dietro la storia di Kya Clark, interpretata da Daisy Edgar-Jones, si nasconda un fatto di cronaca realmente accaduto. La solitudine della protagonista, l'ambientazione nelle paludi della Carolina del Nord e soprattutto il misterioso omicidio al centro della vicenda sembrano avere tutti gli ingredienti di una storia vera. La realtà, però, è diversa, visto che La ragazza della palude non è tratto da una storia vera.

Kya Clark non è mai esistita e neppure il caso giudiziario raccontato nel film è la ricostruzione di un vero omicidio. Il lungometraggio diretto da Olivia Newman è l'adattamento di Where the Crawdads Sing, romanzo pubblicato nel 2018 dalla scrittrice e zoologa Delia Owens e arrivato in Italia con il titolo La ragazza della palude, ma questo non significa che Kya sia nata completamente dal nulla. Owens ha spiegato che nel personaggio è confluita parte della propria esperienza personale.

Cresciuta nella Georgia del Sud, trascorreva moltissimo tempo all'aperto e sua madre la incoraggiava a spingersi nella natura usando proprio l'espressione che avrebbe poi dato il titolo originale al romanzo: andare lontano, là dove “cantano i gamberi”. Ancora più importante è stata l'esperienza vissuta dalla scrittrice in Africa. Owens ha studiato zoologia e comportamento animale e per oltre vent'anni ha lavorato sul campo, osservando da vicino le dinamiche sociali di leoni, elefanti e altri animali. Per lunghi periodi si è trovata inoltre a vivere in luoghi estremamente remoti, lontana da qualsiasi comunità.

La ragazza della palude, fonte: Sony Pictures

Proprio la solitudine sarebbe diventata uno dei semi da cui è nata Kya. Owens ha raccontato di essersi interrogata sugli effetti dell'isolamento dopo aver osservato quanto fossero importanti i gruppi sociali per gli animali che studiava e, vedere i leoni insieme ai propri cuccioli, le faceva pensare agli amici e alle persone che aveva lasciato negli Stati Uniti, facendole percepire ancora di più quanto fosse isolata. C'è quindi qualcosa di profondamente autobiografico nel rapporto che Kya sviluppa con la natura. Come la protagonista, anche Owens ha trascorso gran parte della propria vita osservando animali e ambienti selvaggi e ha trasformato quelle conoscenze in uno degli elementi fondamentali della storia.

La scrittrice ha spiegato anche che la natura le ha insegnato quanto la sopravvivenza possa essere dura: dietro la sua bellezza esiste un mondo nel quale ogni creatura, prima o poi, è costretta a lottare. Un'idea che attraversa l'intera vicenda di Kya e diventa particolarmente importante quando si arriva alle rivelazioni conclusive del romanzo e del film. Intorno a La ragazza della palude esiste però anche un'altra storia vera, decisamente più controversa, che negli anni è tornata inevitabilmente a far discutere.

Prima di diventare una scrittrice di enorme successo, Delia Owens aveva infatti vissuto per anni in Africa insieme all'allora marito Mark Owens, dedicandosi alla conservazione della fauna selvatica. Durante il periodo trascorso in Zambia, il loro lavoro contro il bracconaggio finì al centro di una vicenda che ancora oggi presenta diversi punti oscuri. Nel 1996 il programma della ABC Turning Point trasmise un documentario dedicato agli Owens nel quale comparivano le immagini dell'uccisione di un uomo indicato come un presunto bracconiere.

La ragazza della palude, fonte: Sony Pictures

L'identità della vittima e quella di chi sparò non furono mostrate chiaramente e il corpo non venne recuperato e le autorità dello Zambia aprirono un'indagine, ma il caso rimase irrisolto. Negli anni successivi alcune ricostruzioni giornalistiche hanno riportato l'attenzione sulla vicenda e sui membri della famiglia Owens, ma Delia Owens che ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nell'uccisione, e non è stata accusata del delitto. La vicenda è tornata sotto i riflettori soprattutto dopo l'enorme successo di Where the Crawdads Sing e l'arrivo dell'adattamento cinematografico.

È importante, però, non trasformare questa inquietante coincidenza biografica in qualcosa che al momento non è dimostrato, visto che non ci sono prove che l'omicidio raccontato ne La ragazza della palude sia basato sul caso avvenuto in Zambia, né che Kya sia una versione romanzata della stessa Owens. Il vero legame tra la vita della scrittrice e il film va cercato soprattutto altrove: nell'isolamento, nel rapporto quasi viscerale con la natura e nell'idea che il comportamento umano possa essere osservato anche attraverso le stesse regole di sopravvivenza presenti nel mondo animale.

Ed è probabilmente proprio questo a rendere La ragazza della palude così credibile pur essendo una storia di finzione: Kya Clark non è mai esistita, ma buona parte del mondo attraverso cui guarda la vita nasce da esperienze che Delia Owens conosceva molto bene.

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