La scena (purtroppo) tagliata in Cime Tempestose che ci avrebbe fatto saltare dalla sedia
Emerald Fennell ha tagliato da Cime Tempestose una scena con le ascelle pelose di Margot Robbie: un dettaglio storico che il pubblico non vedrà mai.
Al Hay Festival in Galles, Emerald Fennell ha fatto una confessione che nessuno si aspettava. Nella sua versione di Cime Tempestose, uscita a febbraio 2026 con Margot Robbie nel ruolo di Cathy e Jacob Elordi in quello di Heathcliff, c'era una scena destinata a mostrare le ascelle di Robbie coperte di peli. Non come provocazione studiata a tavolino, non come trovata pensata per far discutere nelle settimane successive all'uscita. Come semplice, precisa richiesta di accuratezza storica, in un'epoca, la fine del Settecento, in cui la depilazione femminile non era minimamente contemplata. La scena è stata tagliata in fase di montaggio. Fennell lo ha ammesso con un rammarico che non ha cercato di nascondere, davanti al pubblico del festival. Adesso ce ne dispiace anche a noi.
Donne in costume e ascelle: il grande tabù che il cinema non vuole vedere
Fennell ha spiegato di essere spesso distratta, guardando film in costume, da un dettaglio che considera un'assurdità: le protagoniste con le ascelle perfettamente depilate. "Dove sono i rasoi che usano queste donne?", ha chiesto alla platea del festival, come riportato dal The Guardian. "Sono tutte lisce come le anguille." Non è una questione di lana caprina. Ogni volta che una produzione in costume ignora questo tipo di dettaglio, sta implicitamente sostenendo che il corpo femminile del passato debba conformarsi agli standard estetici del presente, una piccola bugia raccontata fotogramma per fotogramma. In un adattamento ambientato nel Settecento o nell'Ottocento, un'ascella depilata o un'acconciatura troppo curata per l'epoca finiscono per creare una distanza silenziosa tra il tempo raccontato e il corpo dell'attrice che lo incarna. A Fennell questo tipo di distorsione dà fastidio, e la sua versione di Cime Tempestose avrebbe voluto correggere almeno quel piccolo pezzo di record.
La scena che la regista rimpiange
Per questo, lavorando al film, Fennell si è assicurata che Cathy, il personaggio di Margot Robbie, avesse le ascelle "estremamente pelose", in linea con i costumi della fine del Settecento e con un approccio complessivo alla ricostruzione del periodo che non cedesse ai compromessi estetici del cinema in costume tradizionale. Il problema è che la scena in cui questo dettaglio sarebbe stato visibile non ha superato il montaggio finale. "Purtroppo, la scena in cui le si vedono non ce l'ha fatta", ha dichiarato la regista, senza nascondere il disappunto. Una di quelle rinunce che ogni film porta con sé, decisa in sala di montaggio spesso con il cuore in mano, ma che in questo caso racconta qualcosa di preciso sul tipo di cinema che Fennell vuole fare: un cinema in cui i corpi del passato abbiano davvero l'aspetto dei corpi del passato, senza sconti.
Un adattamento costruito sui ricordi di un'adolescente
Fennell ha diretto e scritto la sceneggiatura del film, e ha già spiegato in più occasioni che la sua versione di Cime Tempestose non è un adattamento fedele del romanzo di Emily Brontë, pubblicato nel 1847 e ambientato sui mori dello Yorkshire. È qualcosa di più personale: una reinterpretazione costruita sui ricordi di quando lesse il libro da adolescente, con tutto il filtro emotivo che questo comporta. Ci sono personaggi che ha dimenticato, altri che ha condensato, e una certa quota di "realizzazione di desideri" che ha rimodellato la storia nella sua memoria prima ancora che sulla pagina della sceneggiatura. Il risultato è un film che vuole rispondere al "sentore" del romanzo più che riprodurlo fedelmente, un'ambizione che, per stessa ammissione della regista, avrebbe richiesto una miniserie di dieci ore per essere sviluppata nel modo giusto.
Il pesce in aspic e l'arte di non schivare il disagio
C'è un'altra scena di cui Fennell ha parlato al festival, e che nel film c'è davvero: quella in cui Cathy infila il dito nella bocca di un pesce immerso nell'aspic. La regista ha raccontato di aver visto un pesce nell'aspic e di aver sentito immediatamente l'impulso di infilarci il dito, e da lì ha dedotto che la stessa cosa l'avrebbe fatta istintivamente una donna sessualmente frustrata e intrappolata nella sua condizione. La produzione ha testato dodici pesci diversi, alcuni finti, alcuni con il rossetto; alla fine ne è stato usato uno vero. Margot Robbie ha dovuto girare la scena più volte. Questa capacità di stare dentro il disagio piuttosto che aggirarlo è una delle firme di Fennell: la regista ha parlato apertamente di quanto "essere imbarazzante, essere cringe" sia una parte centrale della sua voce artistica, in controtendenza con una cultura che, a suo avviso, ha sviluppato una sorda ambivalenza verso qualsiasi cosa possa sembrare eccessiva.
Cime Tempestose non smette di ossessionarci
Il romanzo di Emily Brontë ha una storia di adattamenti cinematografici che attraversa quasi un secolo, e ogni generazione sente il bisogno di riscrivere la storia di Heathcliff e Catherine Earnshaw secondo i propri codici. La versione di Fennell, la regista di Saltburn e Promising Young Woman, porta al materiale una sensibilità contemporanea che non teme di forzare i confini del genere in costume tradizionale. L'attenzione ai corpi, alla loro realtà fisica e storica, è uno degli strumenti con cui cerca di differenziarsi dalle trasposizioni precedenti. La scena delle ascelle tagliata è, paradossalmente, l'esempio più chiaro di questa ambizione: non era un dettaglio provocatorio fine a se stesso, ma un tentativo di restituire ai corpi del passato la loro realtà concreta, sottratta da decenni di convenzioni cinematografiche. Peccato che sia rimasta sul pavimento della sala di montaggio. Adesso sappiamo che c'era, e in qualche modo questo cambia tutto.