TV

La Volta Buona sanzionata dal Codacons? Caterina Balivo fa l'annuncio, ma c'è lo zampino di Emanuela Fanelli

Caterina Balivo annuncia una sanzione del Codacons a La Volta Buona, ma è tutto inventato: ecco la trovata di Emanuela Fanelli nella serie Peccato.

Condividi
TV

Una comunicazione inaspettata, le scuse ai telespettatori e persino una presunta sanzione del Codacons. Per qualche istante, tutto sembra suggerire che La Volta Buona, il programma pomeridiano di Rai 1 condotto da Caterina Balivo, sia finito al centro di una nuova polemica con Emanuela Fanelli. A sorprendere è soprattutto il motivo del provvedimento, apparentemente legato ad alcune dichiarazioni di Emanuela Fanelli. Dietro quella che potrebbe sembrare una vera bufera televisiva, però, si nasconde qualcosa di completamente diverso: una trovata comica dell'attrice, che ha coinvolto diversi personaggi famosi in una satira sulle polemiche e sui meccanismi della comunicazione contemporanea.

La vicenda nasce infatti all'interno di Peccato, la serie televisiva ideata e interpretata da Emanuela Fanelli, diretta da Valerio Vestoso e disponibile su HBO Max dal 2 ottobre 2026. Presentato fuori concorso all'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il progetto è un mockumentary, ovvero un falso documentario che utilizza gli strumenti e il linguaggio delle produzioni giornalistiche per raccontare una storia inventata. La protagonista è proprio Emanuela Fanelli, o meglio una versione alternativa di se stessa.

La storia è ambientata nel 2049, quando l'attrice ha 63 anni e vive ormai lontana dai riflettori, dopo che uno scandalo ha compromesso irrimediabilmente la sua carriera. A ricostruire gli avvenimenti che l'hanno portata a sparire dal mondo dello spettacolo è il giornalista Malcolm Pagani, attraverso interviste, testimonianze e materiali d'archivio che mescolano continuamente realtà e finzione. Ed è proprio durante questa ricostruzione che entra in scena Caterina Balivo, protagonista di una delle sequenze più particolari della serie.

Nella quarta puntata, intitolata To Play, viene raccontato un episodio ambientato nel periodo di maggiore successo dell'immaginaria carriera di Fanelli. L'attrice partecipa a La Volta Buona e, durante la conversazione con la conduttrice, riceve un complimento per il proprio abbigliamento. La sua risposta, apparentemente innocua, diventa però l'origine di una polemica destinata ad assumere proporzioni sempre più assurde. Fanelli attribuisce infatti alla propria magrezza il merito di riuscire a indossare bene determinati vestiti. Una considerazione personale che, nella realtà alternativa costruita dalla serie, viene interpretata come un'offesa nei confronti delle persone in sovrappeso.

Da quel momento, una semplice battuta si trasforma in uno scandalo nazionale, alimentato da accuse, commenti indignati e ricostruzioni sempre più lontane dalle parole pronunciate inizialmente. La sequenza più sorprendente arriva quando Caterina Balivo compare nello studio di La Volta Buona per rivolgersi direttamente al pubblico. La conduttrice, interpretando se stessa, annuncia che il programma avrebbe ricevuto una sanzione da parte del Codacons proprio a causa dell'ospitata di Emanuela Fanelli.

“Qualche giorno fa in questo studio si è scritta una brutta, bruttissima pagina di televisione italiana. Il Codacons giustamente ha deciso di sanzionarci, noi ne prendiamo atto”, dichiara Balivo nella scena. La presentatrice aggiunge poi una promessa destinata a rendere ancora più surreale la situazione: “Da oggi in poi davvero faremo molta attenzione a chi invitare”. Naturalmente, non esiste alcuna sanzione reale: tutto fa parte della sceneggiatura di Peccato. Anche le dichiarazioni di Balivo sono state realizzate per la serie, con l'obiettivo di riprodurre il linguaggio delle scuse pubbliche e delle polemiche televisive.

Fanelli primo piano, fonte: RAI

Ma la provocazione di Fanelli non si ferma qui e nel filmato compare anche Daniela Collu, chiamata a commentare la presunta gravità delle dichiarazioni dell'attrice. “Le persone in sovrappeso non si prendono in giro”, afferma, contribuendo a costruire il clima di indignazione collettiva che caratterizza la sequenza. Il montaggio prosegue con una serie di interventi nei quali la vicenda viene presentata come un episodio imperdonabile. Le reazioni diventano progressivamente più sproporzionate, fino a trasformare una frase sull'abbigliamento in una controversia apparentemente impossibile da contenere.

Tra le partecipazioni più divertenti spicca quella di Sabrina Ferilli, che compare con una parrucca grigia per interpretare una versione invecchiata di se stessa. L'attrice ricorda lo scandalo attribuendo a Fanelli parole estremamente offensive, che però non corrispondono affatto alla battuta pronunciata durante l'ospitata televisiva. Il meccanismo è volutamente paradossale: a forza di essere ripetuta e raccontata da persone diverse, la frase originale viene deformata fino a diventare qualcosa di completamente differente.

Ferilli, nella sua testimonianza immaginaria, si mostra incredula davanti al comportamento della collega e lascia intendere che una reazione così dura fosse inevitabile. Un altro contributo arriva da Giovanni Floris, coinvolto in una sequenza ambientata nel podcast Tintoria, condotto da Daniele Tinti e Stefano Rapone. Quando qualcuno gli fa notare che appare in ottima forma, Floris risponde scherzando sul proprio peso, salvo poi preoccuparsi improvvisamente della possibile presenza di Fanelli. “Ma non è che c'è la Fanelli in giro?”, domanda, trasformando il nome dell'attrice in una sorta di minaccia comica per chiunque si trovi a parlare del proprio aspetto fisico.

Il vero bersaglio della satira, però, non sono le persone coinvolte nella vicenda, ma il modo in cui nascono e si sviluppano determinate polemiche. Peccato porta all'estremo alcuni meccanismi riconoscibili nella comunicazione contemporanea: una frase estrapolata dal contesto, l'indignazione immediata, gli interventi dei personaggi pubblici e la progressiva trasformazione di un episodio marginale in un caso nazionale. La serie prende inoltre in giro la tendenza a ricostruire gli scandali attraverso testimonianze che, con il passare del tempo, possono diventare sempre meno fedeli agli avvenimenti originali. In questo contesto, la presenza di volti realmente conosciuti dal pubblico contribuisce a rendere ancora più convincente il falso documentario.

Oltre a Balivo, Ferilli, Collu e Floris, il progetto coinvolge infatti numerosi protagonisti del cinema e della televisione italiana, tra cui Paola Cortellesi, Alessandro Borghi, Valerio Mastandrea, Geppi Cucciari, Fabio Fazio e Ferzan Özpetek. Tutti partecipano, in forme differenti, alla costruzione di un universo nel quale la carriera di Emanuela Fanelli viene raccontata attraverso successi improbabili, cadute clamorose e testimonianze volutamente esagerate. L'attrice ha spiegato che, attraverso Peccato, ha voluto soprattutto prendere in giro se stessa, immaginando un futuro nel quale il successo lascia spazio al fallimento e all'oblio. La serie utilizza quindi la comicità per affrontare anche temi meno leggeri, come il rapporto con la notorietà, la paura di essere dimenticati e la fragilità della reputazione pubblica.

La finta sanzione del Codacons a La Volta Buona diventa così uno degli esempi più evidenti dello spirito del progetto. Quello che inizialmente sembra un annuncio televisivo serio si rivela parte di una costruzione narrativa nella quale ogni reazione contribuisce ad alimentare una polemica inesistente. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti di Peccato, la nuova serie di Emanuela Fanelli disponibile su HBO Max: per rendere credibile uno scandalo completamente inventato, all'attrice è bastato riprodurre alcuni meccanismi che il pubblico è ormai abituato a vedere ogni giorno.

Continua a leggere su BadTaste