TV

L’amica geniale, dove è stata girata? Il rione di Lila e Lenù è stato ricostruito lontano da Napoli

L’amica geniale è da poco disponibile su Netflix: un’occasione per tornare nella storia di Lila e Lenù e scoprire quanto siano sorprendenti i luoghi scelti per trasformare in immagini la Napoli di Elena Ferrante.

Condividi
TV

Quando si pensa a L’amica geniale, la prima immagine che viene in mente è quella di una Napoli popolare, sospesa tra gli anni Cinquanta e il presente del racconto: Il Rione Luzzatti, le palazzine, la scuola, la chiesa, il cortile dove i bambini giocano e le strade percorse da Lila e Lenù sembrano appartenere a un unico quartiere realmente esistente. Ma c’è un dettaglio sorprendente: una parte fondamentale di quella Napoli non è Napoli.

La serie tratta dalla tetralogia di Elena Ferrante è stata infatti realizzata attraverso un complesso intreccio di location autentiche e scenografie costruite appositamente. Ovviamente il cuore della serie è il Rione Luzzatti di Gianturco, nella periferia orientale di Napoli, il luogo in cui crescono Elena Greco e Raffaella Cerullo. Nella realtà, però, per ricreare la Napoli del dopoguerra la produzione ha scelto l'area dell'ex stabilimento Saint-Gobain a Marcianise, nel Casertano.

Qui venne realizzato un enorme set cinematografico che fosse in grado di restituire l'aspetto del quartiere negli anni Cinquanta. La scenografia comprendeva edifici, strade, negozi, abitazioni, una scuola, una chiesa e gli spazi comuni del rione. Secondo Italy for Movies si tratta di un'area di circa 20 mila metri quadrati e di un lavoro che coinvolse circa 150 persone per oltre cento giorni.

La ricostruzione doveva avere un obiettivo preciso: far dimenticare allo spettatore che quel quartiere non era realmente quello di Gianturco. Anche alcuni dettagli furono studiati per restituire la dimensione storica dell'epoca. Oggetti di scena e ambienti scolastici contribuirono a creare una Napoli popolare lontana dall'immagine turistica della città contemporanea. Il terrapieno ferroviario, inoltre, venne ricreato con effetti digitali, mentre la facciata della chiesa fu realizzata prendendo come riferimento il suo aspetto negli anni Cinquanta.

Una ricostruzione che spiega una delle caratteristiche più immediate della serie: il rione appare come un mondo quasi autonomo, chiuso su se stesso, nel quale la vita delle famiglie è scandita dal lavoro, dalla scuola, dai conflitti e dalle gerarchie sociali. Il fatto che il rione sia stato ricostruito a Marcianise non significa che Napoli sia stata utilizzata soltanto come ispirazione.

La troupe ha girato numerose sequenze proprio nel capoluogo campano, soprattutto quando la storia porta le protagoniste fuori dal loro quartiere. Tra le location riconoscibili c'è Palazzo Gravina, nel centro storico, sede della Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Il palazzo, costruito nel XVI secolo e legato alla storia architettonica della città, nella serie diventa uno degli spazi scolastici frequentati da Elena e Lila.

Un'altra location particolarmente importante è la Galleria Principe di Napoli, elegante struttura ottocentesca situata nel cuore della città, non lontano dal Museo Archeologico Nazionale. Qui la produzione ha ricreato atmosfere coerenti con la Napoli degli anni Cinquanta. Le riprese nel centro storico coinvolsero anche piazza del Plebiscito, uno degli spazi monumentali più celebri della città.

E poi c'è il lungomare Caracciolo, elemento geografico quasi simbolico. Per una bambina cresciuta in un quartiere periferico, il mare rappresenta qualcosa di enorme: uno spazio aperto, completamente diverso dal mondo ristretto del rione. Sullo sfondo, il golfo e il Vesuvio restituiscono quella particolare identità geografica di Napoli nella quale città, mare e vulcano sembrano appartenere alla stessa scenografia naturale.

Se il rione rappresenta la dimensione chiusa dell'infanzia, Ischia introduce nella storia un paesaggio completamente diverso. L'isola diventa una delle location più importanti della serie, soprattutto nella parte legata alla vacanza estiva di Elena. Le riprese hanno interessato Ischia Ponte, il borgo storico affacciato sul Castello Aragonese, uno dei monumenti più caratteristici dell'isola. È proprio qui che alcune sequenze restituiscono immediatamente la sensazione dell'arrivo in un luogo lontanissimo dalla periferia napoletana.

Il contrasto geografico è significativo: da una parte le palazzine compatte del rione, dall'altra il paesaggio vulcanico e marino di Ischia, con le sue bellissime coste frastagliate, i borghi e le colline che degradano verso il Mediterraneo. Per le scene di mare, inoltre, la produzione utilizzò anche Gaeta, nel Lazio, in particolare l'area della spiaggia di Fontania. È un dettaglio interessante perché dimostra quanto il paesaggio cinematografico della serie sia costruito attraverso una combinazione di luoghi differenti.

Con il passare delle stagioni, anche la geografia de L'amica geniale si amplia. La storia non rimane più confinata al rione e alla Campania: la crescita di Elena e Lila comporta nuovi spostamenti e, di conseguenza, nuove città. Nella terza stagione, per esempio, alcune riprese sono state realizzate a Firenze, con location nel centro storico come piazza della Signoria, piazza Santa Croce e piazza Santissima Annunziata. Altre scene sono state girate a Torre Annunziata, nell'area dell'antica Real Fabbrica d'Armi borbonica, conosciuta anche come Spolettificio.

Nella quarta stagione la geografia si allarga ulteriormente, comprendendo anche Torino e altre location utilizzate per rappresentare i nuovi ambienti attraversati da Elena nella fase adulta.

Continua a leggere su BadTaste