MUSICA

L'emozionante arrivederci (o addio) di Caparezza preoccupa tutti: "Non so che fine farò, lasciatemi andare"

Caparezza in lacrime a Caserta chiude il tour Orbit Orbit con un discorso toccante sul suo futuro incerto a causa dell'acufene. Le sue parole ai fan.

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La sera del 5 settembre, davanti alla maestosa Reggia di Caserta, circa ventimila persone hanno trattenuto il fiato. Sul palco di Piazza Borbone, Michele Salvemini, in arte Caparezza, ha concluso il tour di Orbit Orbit con un discorso che ha lasciato il segno. Non un semplice arrivederci, ma qualcosa di più profondo, più definitivo. Parole cariche di emozione, pronunciate con quella sincerità disarmante che da sempre caratterizza il rapper di Molfetta.

"Non so che fine farò, ve lo dico con molta sincerità. È ovvio che ogni fine concerto dico che è l'ultimo e poi puntualmente vengo smentito, però sono in una condizione particolare per cui non abbiate paura, qualsiasi cosa farò starò bene, quindi lasciatemi andare". -Caparezza

Quella "condizione particolare" non è un mistero per chi segue Caparezza da anni. L'artista convive da tempo con l'acufene e l'ipoacusia, patologie che hanno profondamente condizionato non solo la sua vita quotidiana, ma l'intera produzione musicale. Il fastidio verso alcune frequenze acute lo ha costretto a ripensare completamente l'impostazione sonora delle sue canzoni, riducendo l'uso delle chitarre elettriche in favore di arrangiamenti elettronici e orchestrali. Una rivoluzione artistica nata dalla necessità, dalla sofferenza fisica che accompagna ogni nota, ogni concerto.



Sul palco della Reggia, Caparezza ha voluto ringraziare la band e tutti gli spettatori che lo hanno sostenuto "dal giorno zero fino a oggi". Ha parlato di spettacoli realizzati "con onestà e sincerità", sottolineando come questa scelta abbia avuto un prezzo. "Questo ha un prezzo, però siamo contenti di averlo fatto", ha aggiunto, lasciando trasparire tutta la fatica dietro ogni esibizione live. Ma il momento più toccante del discorso è arrivato quando Caparezza si è rivolto direttamente ai suoi fan con un messaggio che va oltre la musica, oltre il rap.

"Non tenete le vostre idee sedimentate dentro di voi, date loro corpo, perché non ci sarà più tempo, non c'è già più tempo. Dovete creare per voi stessi. Create senza paura del giudizio degli altri. Senza paura dei fallimenti, perché fallire è un verbo destinato a chi non ci prova neanche, perché chi ci prova è coraggioso a prescindere dai risultati". -Caparezza

Parole che suonano come un testamento artistico, un lascito morale che supera i confini della musica hip hop italiana. Il discorso ha lasciato aperta la possibilità che quello di Piazza Borbone possa essere un arrivederci o un addio definitivo. L'ambiguità è voluta, forse necessaria. Caparezza stesso non sembra avere certezze sul suo futuro artistico, e chiede al pubblico la libertà di decidere senza pressioni, senza aspettative.

Il tour Orbit Orbit si chiude così, tra lacrime e applausi, tra gratitudine e incertezza. Un epilogo che riflette perfettamente l'anima di un artista che ha sempre rifiutato le etichette, le convenzioni, le formule preconfezionate del successo commerciale. Un artista che ha scelto l'onestà intellettuale anche quando questa scelta comportava sacrifici personali e fisici.

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