FILM

L'epica sullo schermo: i migliori film per prepararsi all'Odissea di Nolan

Una carrellata di consigli cinematografici per preparare il terreno all'arrivo dell'Odissea di Christopher Nolan.

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Mentre il mondo intero si prepara ad accogliere l’uscita in sala di Odissea - dal 16 luglio 2026 in Italia - potrebbe essere utile, nonché divertente, rispolverare un po’ di “epica da grande schermo”. Sin dagli albori della Settima Arte, il genere ha catalizzato l’attenzione, andando a solleticare la curiosità e la megalomania dei cineasti più audaci. Per il suo monumentale ritorno in scena, Christopher Nolan sceglie proprio Odisseo, il mitico re di Itaca, emblema del viaggio e dell’avventura, ma anche del coraggio e della dedizione.

Se uno dei più grandi autori degli ultimi decenni ha puntato su un personaggio simile, vuol dire che quel fascino antico non ha mai smesso di brillare. Una simpatica curiosità: poco più di un ventennio prima di Odissea, a Nolan venne offerta la regia di un altro film ispirato a temi epici, ma la cosa non andò in porto per precedenti impegni. Se volete sapere di che titolo si tratta, basta scorrere nella lista qui sotto…

Cabiria (1914)

Iniziamo con un titolo da cui è impossibile prescindere: Cabiria di Giovanni Pastrone. Ritenuto il primo kolossal della storia del cinema e il più famoso film muto italiano, Cabiria ha portato addirittura Martin Scorsese a esprimersi in merito. Secondo il Maestro, Pastrone avrebbe inventato il genere epico e meriterebbe alcuni dei meriti attribuiti a Cecil B. DeMille e D.W. Griffith. Al centro della storia, la figura di una giovane orfana, scelta prima come vittima sacrificale e poi in fuga da Siracusa a Cartagine, durante la seconda guerra punica. Alla sceneggiatura collaborò Gabriele D’Annunzio, a cui si devono i nomi dei personaggi e il titolo stesso.

Sansone e Dalila (1949)

Cecil B. DeMille realizza un adattamento di grandissimo successo (circa 9 milioni di dollari nel 1950), basandosi sul Libro dei Giudici e sul romanzo Samson the Nazarite di Vladimir Žabotinskij. Da quest’ultimo proviene infatti la caratterizzazione di Dalila come sorella minore della promessa sposa - che ha il volto di Angela Lansbury - di Sansone, creando dinamiche particolari all’interno della relazione. Al centro della pellicola, ovviamente, la storia d’amore tra i due protagonisti, interpretati da Victor Mature ed Hedy Lamarr. Per il ruolo la Lamarr indossò un abito arricchito da quasi 2000 piume di pavone, raccolte per anni da DeMille nel suo ranch.

Ulisse (1954)

Tra i diretti competitor dell’Odissea di Nolan, l’Ulisse di Mario Camerini racconta le vicende di Ulisse, dal naufragio sull’isola dei Feaci sino al ritorno a Itaca, presa d’assedio dai Proci. A vestire i panni del mitico eroe, troviamo un Kirk Douglas al massimo del suo splendore, affiancato da Silvana Mangano, nel doppio ruolo di Penelope e Circe. L’uscita in sala in Italia - nell’ottobre del 1954, con quasi un anno di anticipo rispetto agli USA - si rivelò un vero e proprio successo al botteghino, diventando il maggior incasso di quella stagione cinematografica. Ancora oggi è tra i film italiani più visti di tutti i tempi.

Elena di Troia (1956)

La figura femminile ha sempre giocato un ruolo fondamentale nell’epica, e con il personaggio di Elena di Troia ne abbiamo una dimostrazione assoluta. Con il volto di Rossana Podestà, questa Elena fa impazzire il Paride di Jacques Sernas, che per lei scatena una guerra. Se i fatti sono ben noti e ampiamente sfruttati dal cinema, la resa sullo schermo non convinse del tutto la critica, anche per la scarsa adesione alla storia originale, sebbene oggi sia ricordato da alcuni come “l’epopea dimenticata di Robert Wise”. Gran parte delle riprese si è svolta a Cinecittà, mentre alcune inquadrature della scena iniziale con l’assalto alle mura di Troia saranno riutilizzate ne Gli Argonauti.

Ben-Hur (1959)

Altro esempio ineccepibile di kolossal, Ben-Hur di William Wyler è uno dei titoli più premiati della storia della Settima Arte, oltre che uno dei maggiori successi. Prima di questo, ben due adattamenti (nel 1907 e nel 1925) dell’omonimo romanzo di Lewis Wallace erano stati realizzati, entrambi considerati un modello del cinema muto. Fuori concorso a Cannes e ambientato nel primo secolo dopo Cristo, Ben-Hur salvò la Metro Goldwyn Mayer dalla bancarotta. Il protagonista (l’indimenticabile Charlton Heston) parte dall’essere l’uomo più facoltoso di Gerusalemme alle catene della schiavitù, prima sulle galee romane e poi sulle bighe lanciate a folle velocità nel Circo Massimo.

Gli Argonauti (1963)

Tra le prime opere a fare uso di effetti speciali in stop motion, oggi considerato un grande classico del genere, Gli Argonauti di Don Chaffey prende ispirazione dal poema epico Le Argonautiche di Apollonio Rodio. Al centro della storia, il mitico Giasone, con i suoi 50 Argonauti, si imbarca in una missione importantissima: recuperare il Vello d’oro, capace di guarire ferite e malattie, e custodito nella regione della Colchide. Todd Armstrong presta il volto (e il fisico) al protagonista, mentre al suo fianco fanno la loro comparsa star dell’epoca come Nancy Kovack, nei panni di Medea, Niall MacGinnis e Honor Blackman, in quelli, rispettivamente, di Zeus ed Era.

Hercules (1983)

Diventato un cult solo anni dopo la sua uscita, sebbene il pubblico lo abbia apprezzato sin dall’inizio, Hercules di Luigi Cozzi vede come protagonista niente meno che Lou Ferrigno. Per chi non lo sapesse, il culturista statunitense intraprese la strada della recitazione con la serie tv degli anni Settanta, L’incredibile Hulk - per cui batté la concorrenza di Arnold Schwarzenegger. Nel film, premiato con due Razzie Award, vengono narrate la nascita dell’eroe, mezzo dio e mezzo uomo, e le avventure che resero il suo nome immortale. Il personaggio è ovviamente tra i più sfruttati dal cinema, tanto che nel 1997 uscì la versione animata Disney e nel 2014 una con Dwayne “The Rock” Johnson.

Troy (2004)

Eccoci finalmente al titolo che avrebbe potuto sfoggiare la firma di Christopher Nolan, se avesse accettato la proposta fattagli. All’epoca, però, il cineasta era alle prese con Batman, portando Wolfgang Petersen a prendere la cabina di regia. Liberamente ispirato all’Iliade di Omero, Troy presenta un parterre attoriale incredibile: Brad Pitt è Achille, Eric Bana Ettore, Diane Kruger Elena, Orlando Bloom Paride, Rose Byrne Briseide. Ed è forse il fascino del cast a costituire la maggiore attrattiva di un progetto che fa indiscutibilmente dell’intrattenimento il suo cavallo di battaglia. Il film è stato presentato anche al Festival di Cannes fuori concorso e ha ricevuto una nomination agli Oscar per i Migliori costumi.

Scontro tra titani (2010)

Remake di Scontro di titani (1981) di Desmond Davis, con Laurence Olivier, Ursula Andress e Maggie Smith, Scontro tra titani ha per protagonista Perseo, semidio della mitologia greca. A vestirne corazza e gonnella c’è l’australiano Sam Worthington, un anno dopo il successo di Avatar. Al suo fianco star del calibro di Liam Neeson, Ralph Fiennes e Rosamund Pike. Dirige Louis Leterrier, ma non eguaglia il successo del suo predecessore, almeno per quanto riguarda il pubblico e le nomination ai premi. La critica è stata abbastanza fredda con entrambi i progetti. Ciononostante nel 2012 arriva il sequel, La furia dei titani, diretto da Jonathan Liebesman.

Itaca - Il ritorno (2024)

Uberto Pasolini firma la regia di un’opera incredibilmente intensa e umana. Lungi dal raccontare solo il racconto mitologico, il cineasta romano si concentra sugli aspetti più intimi del personaggio di Odisseo, splendidamente interpretato da Ralph Fiennes. Prendendo spunto dagli ultimi canti del poema omerico, Itaca - Il ritorno presenta un eroe ormai invecchiato, debilitato dalle fatiche fisiche e dalla lontananza da casa, ma ancora in grado di difendere ciò a cui tiene di più. Juliette Binoche e Charlie Plummer sono rispettivamente Penelope e Telemaco. Il film, girato in Grecia e costato 20 milioni di dollari - contro i 250$ serviti a Nolano per la sua Odissea -, è stato presentato in anteprima al Toronto Film Festival.

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