L'Europa passa al digitale grazie al 3D. L'Italia...
E' boom di conversioni da analogico a digitale nei cinema europei, grazie principalmente al successo del 3D. E mentre i vari stati pensano a incentivi, in Italia si crea allarmismo sull'uso degli occhialini 3D...
Fonte: Deadline.com
Adler ha parlato con Dodona, una agenzia di consulenze che sta facendo ricerche sulla diffusione della tecnologia digitale nelle sale europee, e ha scoperto che il trend è in costante crescita. Il processo di conversione delle sale da pellicola a digitale ha subito una forte accelerazione grazie alle possibilità offerte dalla novità del 3D: a Copenaghen i prezzi dei biglietti di un cinema 3D sono esattamente il doppio (20 euro!) rispetto a un normale film in 2D, mentre in Slovacchia è 8 euro (contro i 4 di un cinema normale). Il prezzo medio dei biglietti in Europa è di 7 Euro (con l'Italia un po' sopra la media), ma la possibilità di offrire nuovi servizi, la sicurezza che la novità del 3D porterà al cinema molti spettatori e la possibilità di chiedere prezzi maggiorati sta spingendo anche i circuiti più resistenti (come UGC in Francia) a fare il grande salto. "L'onda del 3D ha acquistato molta energia ora," spiega il consigliere dell'istituto cinematografico danese Claus Hjort a Adler. "Avatar ha provato a tutti che in Europa il 3D funziona benissimo."
La digitalizzazione delle sale europee sta assumendo risvolti particolarmente importanti per quanto riguarda gli aiuti statali a compiere il "grande salto". L'antitrust ha appena bloccato la proposta del governo francese di partecipare al pagamento delle spese di conversione di tutti i cinema (considerandoli aiuti di stato): la CNC (l'agenzia cinematografica francese) potrà aiutare solo le catene più piccole. In Inghilterra catene come Cineworld, Odeon e Vue hanno già operato lo switch grazie alla collaborazione dell'UK Film Council, che ha deciso di co-finanziare una sorta "digital screen network", una rete di schermi digitali, in giro per il Paese: 240 schermi in 213 cinema inglesi sono stati convertiti da pellicola a digitale, con una spesa di 18 milioni di euro. In Danimarca e Polonia i governi stanno contribuendo in maniera simile alla conversione di alcune sale.