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Liam Payne, 3.000 pagine di documenti svelano le sue ultime ore: cosa accadde prima della tragedia

Nuovi documenti giudiziari ricostruiscono le ultime ore di Liam Payne: testimonianze, messaggi e filmati mostrano cosa accadde prima della morte.

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A quasi due anni dalla morte di Liam Payne, nuovi documenti giudiziari permettono di ricostruire con maggiore precisione cosa accadde nelle ore precedenti alla tragedia del 16 ottobre 2024. L'ex membro degli One Direction precipitò dal terzo piano dell'hotel CasaSur Palermo di Buenos Aires, dopo una giornata segnata da un evidente stato di alterazione e da una serie di episodi che oggi assumono un peso ancora maggiore.

Il Daily Mail ha avuto accesso a oltre 3.000 pagine di atti, tra testimonianze, messaggi, chat interne dello staff e immagini delle telecamere di sicurezza. Il materiale non cambia la causa della morte, ma aggiunge nuovi elementi alla ricostruzione di quelle ultime ore. Tra i dettagli emersi ci sono i messaggi inviati da Payne a una delle due escort che lo raggiunsero in hotel. Il cantante avrebbe chiesto esplicitamente della droga e, secondo quanto riportato negli atti, avrebbe offerto 5.000 dollari alle due donne perché restassero con lui.

Le escort hanno raccontato agli investigatori di aver trovato Payne già in condizioni di forte alterazione. La stanza sarebbe stata in disordine e il suo comportamento avrebbe alternato momenti di euforia ad altri di forte irritabilità. Anche il personale del CasaSur aveva iniziato a preoccuparsi. In una chat interna, la manager Gilda Martin descriveva Payne come un cliente "molto complicato" e invitava lo staff a prestare particolare attenzione. Quando una dipendente dovette portargli cinque bottiglie di whisky in camera, le venne consigliato di non salire da sola e di farsi accompagnare dalla sicurezza.

La gestione di quelle ore finì successivamente anche al centro dell'inchiesta. Martin e il responsabile della reception Esteban Grassi furono inizialmente accusati di omicidio colposo, ma vennero poi prosciolti nel febbraio 2025. Nelle carte compare anche il nome di Roger Nores, amico di lunga data di Payne. Il cantante gli aveva scritto poco prima della morte e, secondo la sua testimonianza, Nores conosceva da tempo i problemi dell'amico con alcol e sostanze stupefacenti.

Durante l'interrogatorio, Nores avrebbe parlato anche di una "dipendenza dal sexting", raccontando che Payne temeva di aver inviato una foto intima a una minorenne senza rendersene conto. Nores ha però precisato di non aver mai assistito direttamente a comportamenti di questo tipo. Un altro episodio ricostruito nei documenti riguarda il pagamento delle escort. Payne non avrebbe avuto con sé abbastanza contanti e avrebbe proposto un Rolex come compenso. Dopo il rifiuto delle due donne, avrebbe reagito con rabbia scagliando l'orologio contro una parete.

Le immagini delle telecamere di sicurezza aggiungono un altro elemento alla ricostruzione. Nelle prime ore del 16 ottobre, Payne venne ripreso all'esterno dell'hotel mentre si sosteneva con le sole braccia a un palo, mantenendo il corpo quasi parallelo al terreno. Molte ore più tardi, nel pomeriggio, le telecamere lo mostrarono invece nella hall in evidente difficoltà. Il personale decise quindi di accompagnarlo nuovamente nella sua stanza al terzo piano. Poco dopo le 17, venne avvertito il rumore della caduta.

È proprio su quei minuti che si concentra una parte importante della ricostruzione. Una delle ipotesi è che Payne possa aver provato a scavalcare o calarsi dal balcone, sopravvalutando la propria capacità di sostenere il peso del corpo. La dinamica, però, non è mai stata accertata in modo definitivo. Le indagini argentine hanno escluso elementi che facciano pensare all'intervento fisico di altre persone e non hanno trovato prove sufficienti per sostenere l'ipotesi del suicidio. Gli investigatori hanno inoltre rilevato che Payne non avrebbe assunto la posizione istintiva con cui normalmente una persona cerca di proteggersi durante una caduta.

Questo dettaglio è stato interpretato come compatibile con uno stato di alterazione molto profondo, tale da compromettere anche i riflessi. Gli esami tossicologici avevano già rilevato la presenza di alcol e cocaina, oltre a un farmaco prescritto. La morte venne attribuita ai gravi traumi e alle emorragie provocate dalla caduta. Nel frattempo, anche il quadro giudiziario è cambiato. Roger Nores è stato definitivamente scagionato, mentre Braian Nahuel Paiz ed Ezequiel David Pereyra restano imputati con l'accusa di aver fornito cocaina a Payne.

Le nuove carte non riscrivono quindi quanto già noto sulla morte del cantante, ma permettono di osservare con maggiore dettaglio come la situazione sia precipitata nel corso di quella giornata. A quasi due anni dalla tragedia, messaggi, testimonianze e immagini delle telecamere restituiscono un quadro ancora più chiaro delle condizioni in cui Liam Payne si trovava nelle sue ultime ore.

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