Liam Payne, 3.000 pagine di documenti svelano le sue ultime ore: cosa accadde prima della tragedia
Nuovi documenti giudiziari ricostruiscono le ultime ore di Liam Payne: testimonianze, messaggi e filmati mostrano cosa accadde prima della morte.
A quasi due anni dalla morte di Liam Payne, nuovi documenti giudiziari permettono di ricostruire con maggiore precisione cosa accadde nelle ore precedenti alla tragedia del 16 ottobre 2024. L'ex membro degli One Direction precipitò dal terzo piano dell'hotel CasaSur Palermo di Buenos Aires, dopo una giornata segnata da un evidente stato di alterazione e da una serie di episodi che oggi assumono un peso ancora maggiore.
Le escort hanno raccontato agli investigatori di aver trovato Payne già in condizioni di forte alterazione. La stanza sarebbe stata in disordine e il suo comportamento avrebbe alternato momenti di euforia ad altri di forte irritabilità. Anche il personale del CasaSur aveva iniziato a preoccuparsi. In una chat interna, la manager Gilda Martin descriveva Payne come un cliente "molto complicato" e invitava lo staff a prestare particolare attenzione. Quando una dipendente dovette portargli cinque bottiglie di whisky in camera, le venne consigliato di non salire da sola e di farsi accompagnare dalla sicurezza.
La gestione di quelle ore finì successivamente anche al centro dell'inchiesta. Martin e il responsabile della reception Esteban Grassi furono inizialmente accusati di omicidio colposo, ma vennero poi prosciolti nel febbraio 2025. Nelle carte compare anche il nome di Roger Nores, amico di lunga data di Payne. Il cantante gli aveva scritto poco prima della morte e, secondo la sua testimonianza, Nores conosceva da tempo i problemi dell'amico con alcol e sostanze stupefacenti.
Le immagini delle telecamere di sicurezza aggiungono un altro elemento alla ricostruzione. Nelle prime ore del 16 ottobre, Payne venne ripreso all'esterno dell'hotel mentre si sosteneva con le sole braccia a un palo, mantenendo il corpo quasi parallelo al terreno. Molte ore più tardi, nel pomeriggio, le telecamere lo mostrarono invece nella hall in evidente difficoltà. Il personale decise quindi di accompagnarlo nuovamente nella sua stanza al terzo piano. Poco dopo le 17, venne avvertito il rumore della caduta.
È proprio su quei minuti che si concentra una parte importante della ricostruzione. Una delle ipotesi è che Payne possa aver provato a scavalcare o calarsi dal balcone, sopravvalutando la propria capacità di sostenere il peso del corpo. La dinamica, però, non è mai stata accertata in modo definitivo. Le indagini argentine hanno escluso elementi che facciano pensare all'intervento fisico di altre persone e non hanno trovato prove sufficienti per sostenere l'ipotesi del suicidio. Gli investigatori hanno inoltre rilevato che Payne non avrebbe assunto la posizione istintiva con cui normalmente una persona cerca di proteggersi durante una caduta.
Le nuove carte non riscrivono quindi quanto già noto sulla morte del cantante, ma permettono di osservare con maggiore dettaglio come la situazione sia precipitata nel corso di quella giornata. A quasi due anni dalla tragedia, messaggi, testimonianze e immagini delle telecamere restituiscono un quadro ancora più chiaro delle condizioni in cui Liam Payne si trovava nelle sue ultime ore.