L'idea per Ghostbusters nacque da sedute spiritiche vere: la storia segreta della famiglia Aykroyd
Dan Aykroyd rivela come il bisnonno dentista e medium Samuel Augustus ispirò Ghostbusters con sedute spiritiche reali. La vera storia dietro il cult del 1984.
Quando pensiamo a Ghostbusters, ci vengono in mente gli Acchiappafantasmi con le loro tute beige, gli zaini protonici e quella canzone impossibile da non canticchiare. Ma dietro la commedia cult del 1984 si nasconde una storia vera, fatta di sedute spiritiche, medium e un dentista canadese convinto che i morti potessero comunicare coi vivi. Una storia di famiglia che Dan Aykroyd, co-sceneggiatore e interprete del film, ha custodito e trasformato in uno dei franchise cinematografici più amati di sempre. L'attore ha recentemente condiviso sui social un oggetto che potrebbe sembrare uscito dalla scenografia di un film gotico: un libro di trascrizioni manoscritte delle sedute spiritiche condotte dal suo bisnonno, il dottor Samuel Augustus Aykroyd.
Da questa pratica nacque una convinzione più profonda: che la personalità umana sopravvivesse alla morte fisica e che chi era ancora in vita potesse entrare in contatto con quelle che definiva "menti senza corpi". Lo spiritualismo, secondo l'Encyclopedia of Ghosts and Spirits di Rosemary Guiley, si fondava proprio sull'idea che fosse possibile ottenere prove della sopravvivenza dopo la morte attraverso comunicazioni spiritiche. Il dottor Aykroyd non si limitò a studiare il fenomeno: divenne recensore ufficiale degli spettacoli paranormali che arrivavano in città. Levitatori, pittori in trance, veggenti e medium venivano valutati da lui per il giornale locale. Ma soprattutto, ospitava sedute spiritiche nella vecchia fattoria di famiglia, sessioni che continuarono per decenni, dagli anni Venti fino agli anni Cinquanta. Questa eredità spirituale venne tramandata di generazione in generazione.
Peter Aykroyd, padre di Dan e autore del libro "A History of Ghosts", racconta di aver scoperto un baule blu nella vecchia casa di famiglia, pieno di documenti e appunti del nonno. Quel baule divenne la chiave di volta per comprendere le radici profonde dell'interesse familiare per il paranormale. E quando Dan scrisse Ghostbusters insieme a Harold Ramis, attinse direttamente da quel pozzo di storie, credenze e ricerche accumulate in oltre un secolo. "Nel 1984, anno di uscita di Ghostbusters, il film divenne la commedia di maggior successo nella storia del cinema", scrive Peter Aykroyd nel suo libro. "Ad oggi è stato visto da un miliardo di persone, ed è stato assolutamente e direttamente ispirato da quel baule blu. Spero solo che il nonno sappia quanto divertimento ha generato".
E quando gli hanno chiesto quale fosse la sua religione, la risposta è stata netta: "Spiritualismo. Credo nella sopravvivenza dell'anima e dell'energia spirituale dopo la morte, nella sopravvivenza della coscienza. Credo che con un buon medium trans-canalizzatore si possa identificare qualcuno dall'altra parte e parlare con chi ci ha preceduto". Questa convinzione personale permea non solo la genesi di Ghostbusters, ma anche il modo in cui il film affronta il paranormale. Non è un semplice esercizio di fantasia o una parodia degli horror anni Ottanta. C'è rispetto, anche quando c'è ironia. I protagonisti sono ricercatori, scienziati che cercano di documentare e comprendere fenomeni inspiegabili. Proprio come faceva il dottor Sam Aykroyd oltre un secolo fa.
La rivelazione dei diari manoscritti ha scatenato l'entusiasmo dei fan del franchise, molti dei quali non conoscevano questa dimensione biografica. Vedere quelle pagine antiche, con annotazioni precise su sedute condotte in una fattoria canadese all'inizio del Novecento, aggiunge uno strato di profondità a un film che per molti era semplicemente un divertimento spensierato. Ghostbusters diventa così anche un ponte tra generazioni, un modo per Dan Aykroyd di onorare un'eredità familiare trasformandola in cultura popolare.