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Lo chiamavano Trinità: 5 curiosità che forse non conoscevi sul cult con Bud Spencer e Terence Hill

Scopri 5 segreti su Lo chiamavano Trinità con Bud Spencer e Terence Hill: dal casting originale ai fagioli veri, fino ai titoli tedeschi del film cult del 1970.

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Quando pensiamo al cinema italiano che ha conquistato il mondo, Lo chiamavano Trinità occupa un posto d'onore nell'olimpo dei cult. Il film diretto da Enzo Barboni nel 1970 ha trasformato Bud Spencer e Terence Hill in icone planetarie, ridefinendo il genere western all'italiana con una formula rivoluzionaria: sostituire le sparatorie con scazzottate ironiche, abbassare il livello di violenza senza rinunciare all'azione, e condire il tutto con una comicità irresistibile.

Dal 9 giugno 2022, grazie all'iniziativa della Cineteca di Bologna, il pubblico ha potuto riscoprire questo capolavoro sul grande schermo in versione restaurata. Ma dietro le scene memorabili che tutti ricordiamo si nascondono storie sorprendenti che anche i fan più accaniti potrebbero non conoscere.

1. Il ruolo di Bambino

Una scena di Lo chiamavano Trinità - Netflix

Oggi è praticamente impossibile immaginare Trinità e Bambino con volti diversi da quelli di Terence Hill e Bud Spencer. Eppure, mezzo secolo fa, il regista Enzo Barboni aveva tutt'altre idee. Inizialmente il ruolo di Bambino doveva essere affidato a George Eastman, attore già noto nel panorama del cinema di genere italiano. Per quanto riguarda Trinità, la scelta doveva ricadere su Peter Martell, in un curioso scherzo del destino considerando che Martell era già stato sostituito proprio da Terence Hill sul set di Dio perdona... Io no.

Esiste anche una versione alternativa di questa vicenda, secondo cui Franco Nero era il candidato principale per interpretare Trinità, ma il suo rifiuto costrinse Barboni a ripiegare su Hill per questioni di somiglianza fisica con l'attore originariamente previsto. La storia del cinema è piena di questi incroci fortunati, dove un no diventa la porta d'ingresso per una leggenda.

2. Un doppio sodalizio

Una scena di Lo chiamavano Trinità - Netflix

Il sodalizio artistico tra Spencer e Hill non fu l'unico a nascere con questo film. Lo chiamavano Trinità segna infatti il debutto di un'altra coppia destinata a entrare nell'immaginario collettivo italiano: quella formata dai doppiatori Glauco Onorato e Pino Locchi. È proprio in questo lungometraggio che per la prima volta Onorato presta la sua voce inconfondibile a Bud Spencer, mentre Locchi diventa la voce italiana di Terence Hill.

La loro collaborazione accompagnerà quasi tutta la filmografia del duo: Locchi si fermerà dopo Nati con la camicia, mentre Onorato continuerà a doppiare Spencer nei due film successivi che chiusero l'era classica del filone. Quando Spencer e Hill si ritrovarono negli anni Novanta per un'ultima avventura cinematografica, entrambi avevano nuovi doppiatori per la versione italiana, il che segnò definitivamente la fine di un'epoca.

3. "Schiaffi e fagioli"

Terence Hill in Lo chiamavano Trinità - Netflix

Tra le sequenze più iconiche della storia del cinema italiano c'è sicuramente quella iniziale di Trinità che divora un'intera padella di fagioli con gusto apparentemente inesauribile. Quello che pochi sanno è che Terence Hill riuscì nell'impresa per davvero, senza trucchi o sostituzioni. Per prepararsi alla scena, l'attore digiunò per circa 36 ore, anche se alcune versioni dell'aneddoto parlano addirittura di 48 ore di astinenza dal cibo.

Questa dedizione al realismo ha prodotto uno dei momenti più memorabili della sua carriera, talmente indelebile che nel 2017, quando è stato realizzato un videogioco ispirato alla filmografia di Spencer e Hill, gli sviluppatori lo hanno intitolato Slaps and Beans, letteralmente "schiaffi e fagioli", un omaggio diretto a quella scena leggendaria.

4. "Fischiatine"

Una scena di Lo chiamavano Trinità - Netflix

Nonostante Lo chiamavano Trinità nasca come rilettura comica degli stilemi dello spaghetti western, il film non rinuncia agli elementi filologici che omaggiano il genere in maniera rispettosa e non necessariamente ironica. Il commento musicale ne è l'esempio più lampante. La celebre parte fischiata della colonna sonora porta la firma di Alessandro Alessandroni, musicista divenuto famoso in tutto il mondo proprio per le sue "fischiatine" nei titoli di testa dei film di Sergio Leone, realizzate su richiesta dell'amico Ennio Morricone.

Quel fischio ha attraversato i decenni mantenendo intatta la sua potenza evocativa, tanto che Quentin Tarantino ha scelto di riprenderlo per il finale di Django Unchained, riconoscendo così il debito del cinema contemporaneo verso i maestri italiani del western.

5. Un successo planetario

Una scena di Lo chiamavano Trinità - Netflix

Il successo internazionale di Lo chiamavano Trinità produsse fenomeni curiosi nelle diverse nazioni. Negli Stati Uniti i distributori iniziarono a inserire a casaccio il nome di Trinità nei titoli di altri lungometraggi interpretati da Spencer e Hill, sfruttando la popolarità del personaggio. Ma è in Germania che il fenomeno raggiunse livelli surreali. Il film capostipite venne ribattezzato Die rechte und die linke hand des Teufels, ovvero "La mano destra e la mano sinistra del diavolo", spostando l'attenzione dalle armi ai pugni.

Il seguito, Continuavano a chiamarlo Trinità, divenne Vier Fäuste für ein Halleluja, cioè "Quattro pugni per un alleluia". Questa ossessione teutonica per le scazzottate raggiunse l'apice con lo spin-off sui figli di Trinità e Bambino, conosciuto in Germania come Ein Begräbnis und die Auferstehung der vier Fäuste, traducibile in "Una sepoltura e la resurrezione dei quattro pugni". Titoli che testimoniano come ogni cultura abbia reinterpretato a modo suo un fenomeno che restava comunque inconfondibilmente italiano.

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