FILM

Lo Hobbit: boicottaggio ritirato, forse è troppo tardi

Arrivano di ora in ora le notizie sul fronte Lo Hobbit: mentre i sindacati di tutto il mondo ritirano il boicottaggio, la Warner Bros. pensa di spostare le riprese negli studios dove ha girato Harry Potter...

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Fonte: Variety, Hollywood Reporter, Stuff.co.nz, TheOneRing.net

Ormai pochi giorni e si scoprirà dove la Warner Bros. deciderà di girare Lo Hobbit.

Dopo le manifestazioni dei tecnici neozelandesi di ieri, Variety annuncia che i sindacati degli attori hanno deciso di sospendere il boicottaggio verso il film:

A seguito di sviluppi positivi tra la Screen Production & Development Association e la NZ Actors' Equity nell'ultima settimana, e nel tentativo di ristabilire la stabilità nell'industria cinematografica neozelandese, la NZ Equity ha invitato tutte le unioni internazionali degli attori a rescindere ogni forma di dissuasione nei confronti del loro membri per quanto riguarda la possibilità di lavorare nello Hobbit. (...)

New Line e Warner Bros. non hanno commentato, ma alcuni insider sostengono che la Warner - che ha la decisione finale su dove girare lo Hobbit - non ha ancora preso una decisione. Il primo ministro neozelandese John Key ha fatto un annuncio, sostenendo di essere pronto a incontrare la Warner Bros. per convincerli a rimanere in Nuova Zelanda per le riprese. "Credo che la nostra posizione sia molto forte, ma l'azione industriale da parte delle unioni degli attori ha minato la fiducia che la Warner ha nei confronti del nostro paese," ha spiegato alla Radio New Zealand. "Il governo dovrà sedersi a un tavolo di trattative e vedere se è in grado di ristabilire la fiducia perduta."

Intanto, nelle ore successive alla manifestazione dei tecnici neozelandesi i toni di entrambe le parti si erano accesi. Helen Kelly del Council of Trade Unions ha definito Peter Jackson un "moccioso viziato" durante una intervista, per tutta risposta Jackson ha rilasciato un comunicato stampa ufficiale (che potete leggere per intero su www.hobbitfilm.it).

A quel punto è stato chiarito che la decisione di spostare le riprese è stata causata dal boicottaggio, che ha provocato l'interesse di "almeno un paese" per ospitare le riprese: la Warner Bros. ha ricevuto così alcune offerte molto allettanti, con sgravi fiscali ben superiori al 15% proposto dalla Nuova Zelanda, come spiega Penelope Borland dello SPADA commentando le parole di Helen Kelly:

Queste persone hanno lanciato un boicottaggio internazionale per un mese, proprio mentre si entrava in pre-produzione. E' ovvio che gli studios ora devono guardarsi intorno per cercare altre location. Lo Hobbit era al 100% in Nuova Zelanda, finché gli attori non hanno lanciato il boicottaggio. E più il boicottaggio durava, più altri paesi facevano offerte allo studio. Ma non ha nulla a che fare con la Warner che chiede nuovi incentivi al governo. Il problema è l'ambiente delle relazioni industriali nel nostro paese.

L'Hollywood Reporter entra nel dettaglio del viaggio che la Warner Bros. farà in Nuova Zelanda la prossima settimana: 

In una intervista a una televisione locale, il Ministro dello Sviluppo Economico Gerry Brownlee ha detto di sapere che la Warner Bros. sta esaminando almeno un'altra opzione, e che si incontrerà con i rappresentanti della compagnia che visiteranno il paese la prossima settimana per "vedere cosa è necessario fare".

Inoltre, l'Hollywood Reporter apprende che un gruppo di attori ha in programma dei raduni in cinque città neozelandesi per persuadere la Warner Bros. a mantenere la produzione nel paese. La visita dovrebbe durare infatti da martedì a giovedì.

...prepariamoci a vedere foto e video in cui cinque città della Nuova Zelanda verranno popolate da hobbit, elfi e nani festosi. Ma è possibile che ormai sia davvero troppo tardi, come ha rivelato la produttrice e compagna di Peter Jackson Fran Walsh a Stuff.co.nz:

Walsh, che raramente rilascia interviste, ha detto alla Radio Nazionale questa mattina che la Warner Bros ha scattato parecchie immagini di location in Inghilterra in seguito a quanto accaduto in Nuova Zelanda.

"Il teatro di posa di Harry Potter, là, sarebbe perfetto per noi - questo è quello che dicono," ha aggiunto. Secondo la produttrice, la Warner non percepisce più la Nuova Zelanda come un ambiente stabile dove realizzare un film, a causa della minaccia di una azione industriale, e ora vuole portare la produzione offshore.

"La questione non riguarda sgravi fiscali, per niente. Non è un fattore rilevante".

La Walsh co-produce il film assieme a Peter Jackson e Philippa Boyens, e dice che ora loro tre stanno combattendo per riportare i film in Nuova Zelanda. "Siamo veramente al limite," hanno detto.

L'intera saga di Harry Potter è stata girata ai Pinewood Studios. I sette film sono stati prodotti e distribuiti dalla Warner Bros (assieme alla Heyday Films), e ora che la saga è conclusa ci sono parecchi posti di lavoro in pericolo. I Pinewood sono sempre molto affollati, ma senza Harry Potter avranno certo qualche problema: ecco quindi che girare Lo Hobbit lì, anche solo parzialmente, potrebbe essere una soluzione. Dal punto di vista creativo, si è sempre detto che la Nuova Zelanda è la Terra di Mezzo, ma l'Inghilterra è il paese natale di J.R.R. Tolkien. Inoltre, nel caso si volessero girare delle scene con Christopher "Saruman" Lee, sarebbe sicuramente più facile, visto che l'attore è troppo anziano per i viaggi intercontinentali.

Il primo dei due film dello Hobbit arriverà nei cinema americani il 19 dicembre 2012, undici anni dopo La Compagnia dell'Anello, primo dei tre film della saga del Signore degli Anelli. La seconda parte arriverà a dicembre 2013.

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