Lo spin‑off di The Office arriva in Italia, ma saprà raccogliere un'eredità così pesante? Satira, uffici e caos: cosa ci aspetta davvero

Dopo il successo negli Stati Uniti - già confermata la seconda stagione - arriva in Italia lo spin-off di The Office.

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Per più di un decennio The Office è stato molto più di una serie: è stato un modo di guardare al lavoro, alle sue assurdità, alle sue piccole tragedie quotidiane trasformate in comicità pura.

La Dunder Mifflin di Scranton è diventata un luogo immaginario familiare quanto il salotto di casa, popolato da personaggi che hanno segnato un’epoca televisiva. Quando la serie si è conclusa, molti spettatori hanno avuto la sensazione di salutare un gruppo di colleghi veri, di chiudere la porta di un ufficio che, in fondo, non avrebbero mai voluto lasciare.

The Paper, arriva in Italia lo spin-off di The Office

Eppure quell’universo non era destinato a rimanere fermo. A distanza di anni, la troupe che documentava le follie di Michael Scott e dei suoi dipendenti torna dietro la telecamera per raccontare un’altra storia, in un altro ufficio, con un’altra umanità da osservare. Nasce così The Paper, lo spin‑off che riporta in vita lo spirito del mockumentary più amato di sempre, spostando però il baricentro dal mondo delle forniture per ufficio a quello del giornalismo locale.

La nuova serie è ambientata a Toledo, Ohio, nella redazione del Truth Teller, un giornale in crisi che lotta per sopravvivere in un’epoca dominata dagli algoritmi e dalla corsa al click. È un ambiente perfetto per replicare quel mix di caos, ambizione e disfunzionalità che ha reso iconica la Dunder Mifflin. Al centro della storia c’è Ned Sampson, un caporedattore idealista interpretato da Domhnall Gleeson, catapultato in un mondo che sembra sfuggirgli di mano fin dal primo giorno. Attorno a lui si muove una galleria di personaggi eccentrici, nevrotici, irresistibili, pronti a trasformare ogni riunione in un campo minato e ogni articolo in un’occasione per mettere in scena il proprio ego.

A fare da ponte con il passato c’è un volto che i fan riconosceranno immediatamente: Oscar Martinez. Il personaggio interpretato da Oscar Nuñez torna in scena, questa volta come capo contabile del Truth Teller. È un dettaglio che non solo strizza l’occhio agli spettatori storici, ma conferma che The Paper non è un semplice “ispirato a”, bensì un vero tassello dello stesso universo narrativo.

Tra i protagonisti spicca anche una presenza italiana che negli ultimi anni ha conquistato sempre più spazio internazionale: Sabrina Impacciatore. La sua Esmeralda Grand è una caporedattrice ad interim brillante, manipolatrice, imprevedibile, una figura che porta nella serie un’energia magnetica e un’ironia tagliente. La sua performance è stata accolta con entusiasmo negli Stati Uniti, dove la serie ha debuttato con ottime reazioni e ha ottenuto il rinnovo per una seconda stagione ancora prima di arrivare in Italia.

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Il successo americano non sorprende: The Paper riesce a recuperare l’essenza di The Office senza imitarlo. Il tono è lo stesso, quel misto di imbarazzo, umanità e comicità involontaria che nasce dall’osservazione delle piccole miserie quotidiane. Ma il contesto è nuovo, attuale, perfetto per raccontare un mondo — quello dell’informazione locale — che vive una trasformazione profonda e spesso drammatica. La serie gioca con le contraddizioni del giornalismo contemporaneo, tra ideali romantici e necessità di sopravvivenza, tra vocazione e precarietà, tra verità e clickbait.

E ora tocca al pubblico italiano scoprire se questo nuovo capitolo sarà davvero all’altezza del mito. The Paper arriverà da noi il 26 gennaio 2026, con tutti gli episodi disponibili su Sky e in streaming su NOW. Un debutto molto atteso, soprattutto perché la serie madre continua a essere un punto di riferimento generazionale, un cult che ancora oggi viene rivisto, citato, condiviso. La domanda, inevitabile, è una sola: The Paper riuscirà a raccogliere un’eredità così pesante?

Forse la risposta non sta nel confronto diretto, ma nella capacità della nuova serie di trovare una propria voce, un proprio ritmo, un proprio modo di raccontare il lavoro e le sue follie. Se c’è una cosa che The Office ci ha insegnato, è che anche il luogo più anonimo può diventare teatro di storie indimenticabili. E la redazione del Truth Teller sembra avere tutte le carte in regola per provarci.

Cover Photo: Copyright by production studio and/or distributor.

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