Lo strano caso del kolossal con Anthony Mackey da 150 millioni di dollari (che nessuno ha visto)
Un ottimo regista, un grande cast internazionale e un budget da 150 millioni di dollari e un misero incasso al botteghino per quello che potrebbe essere il peggior flop cinematografico della storia.
Ci sono flop cinematografici che fanno rumore, che scatenano dibattiti, che diventano casi di studio nelle business school. E poi ci sono quelli che semplicemente scompaiono, inghiottiti dal silenzio imbarazzato di un'industria che preferisce non parlarne. Desert Warrior appartiene a questa seconda categoria, ma con una particolarità: potrebbe essere destinato a diventare uno dei più grandi disastri commerciali nella storia del cinema.
La regia della pellicola è affidata a Rupert Wyatt, regista che aveva dimostrato il suo talento con L'alba del Pianeta delle scimmie (2011), ma che qui si è trovato invischiato in una produzione tormentata che ha poco a che fare con Hollywood tradizionale. Desert Warrior è infatti una produzione finanziata dall'Arabia Saudita attraverso MBC Group, girata interamente nel regno saudita. E qui inizia a delinearsi il quadro di quello che è andato storto.
Il film ha avuto una produzione travagliata che ha visto le riprese iniziare alla fine del 2021 e concludersi all'inizio del 2022, per poi sprofondare in un inferno di post-produzione durato anni. Secondo quanto riportato da Deadline in un'inchiesta approfondita pubblicata nel 2024, Rupert Wyatt abbandonò il progetto durante la fase di montaggio a causa di divergenze creative, per poi tornare successivamente.
Vertical Entertainment ha acquisito i diritti di distribuzione per il Nord America solo a febbraio, poco prima dell'uscita. Si tratta di un distributore indipendente di piccole dimensioni, senza la capacità promozionale di un major studio. La campagna marketing è stata praticamente inesistente, il film è stato scaricato nelle sale senza alcun supporto reale, destinato a un'uscita simbolica più che a un vero tentativo di conquista del box office. Oltre a ciò, si aggiunge anche la pessima accoglienza da parte della critica, come testimoniato il 28% di recensioni positive su Rotten Tomatoes.
È importante sottolineare che questo disastro non può essere attribuito ad Anthony Mackie o agli altri attori coinvolti. Mackie rimane un interprete di talento e una presenza carismatica sullo schermo, come dimostrato dal suo lavoro nell'MCU. Anche Rupert Wyatt conserva la sua reputazione di regista capace, nonostante il risultato finale. La responsabilità di questo fallimento è sistemica, distribuita tra divergenze creative, problemi strutturali di produzione, strategie distributive fallimentari e una totale mancanza di comunicazione con il pubblico.