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Luca Ward si sfoga dopo 60 anni di carriera: “Prendo una pensione ridicola per quello che ho versato”

Luca Ward si sfoga sulla pensione dopo 60 anni di carriera e denuncia la situazione dei colleghi disperati, costretti a restituire fino a 150.000 euro all'Inps.

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Una delle voci più riconoscibili del cinema italiano racconta una realtà molto diversa da quella che il pubblico potrebbe immaginare. Luca Ward, celebre doppiatore di Russell Crowe ne Il Gladiatore e di numerose star hollywoodiane, ha denunciato le difficoltà economiche che stanno attraversando diversi lavoratori dello spettacolo, compresi professionisti con decenni di carriera alle spalle. Al centro delle sue dichiarazioni ci sono pensioni considerate troppo basse rispetto ai contributi versati e richieste di restituzione che, secondo il suo racconto, arriverebbero fino a 150.000 euro.

Intervistato da Fanpage, l'attore e doppiatore romano ha affrontato il tema delle pensioni nel mondo dello spettacolo, spiegando perché ritiene che alcuni meccanismi previdenziali abbiano penalizzato intere generazioni di artisti e tecnici. Una battaglia che lo coinvolge personalmente e che, stando alle sue parole, avrebbe conseguenze particolarmente pesanti per chi non lavora più e non dispone di altre entrate. Il problema, secondo la ricostruzione fornita da Ward, avrebbe origini lontane. L'attore ha spiegato che negli anni della Seconda guerra mondiale sarebbe stato introdotto un limite ai contributi considerati ai fini pensionistici, un meccanismo che avrebbe continuato a produrre effetti anche molto tempo dopo.

Per chiarire la propria situazione, il doppiatore ha denunciato apertamente il trattamento previdenziale ricevuto dopo oltre sessant'anni di attività: “Prendo una pensione ridicola per quello che ho versato”. Ward non ha specificato quanto riceva ogni mese, ma ha utilizzato un esempio per spiegare la differenza tra i contributi complessivamente versati e quelli che, a suo dire, verrebbero riconosciuti nel calcolo previdenziale. Ward non ha specificato quanto riceva ogni mese, ma ha utilizzato un esempio per spiegare la differenza tra i contributi complessivamente versati e quelli che, a suo dire, verrebbero riconosciuti nel calcolo previdenziale.

La questione non riguarderebbe soltanto lui, visto che secondo il suo racconto, circa 400 professionisti, tra attori e tecnici, avrebbero intrapreso un'azione legale per ottenere il riconoscimento di un trattamento pensionistico più favorevole. Dopo decisioni inizialmente positive nei primi due gradi di giudizio, la vicenda avrebbe avuto un esito diverso in Cassazione. Le conseguenze, sempre secondo quanto riferito dall'attore, sarebbero particolarmente difficili da affrontare per alcuni pensionati. Oltre alla revisione degli importi, diversi lavoratori si sarebbero ritrovati a dover restituire somme già ricevute dall'Inps, con richieste che in alcuni casi raggiungerebbero decine di migliaia di euro. Ward ha parlato di persone alle quali verrebbero richiesti rimborsi da 30.000, 50.000 e persino 150.000 euro, sottolineando come per molti sia impossibile sostenere una spesa simile.

Si tratta di cifre riportate dall'attore nell'intervista, non di importi verificati individualmente attraverso documentazione previdenziale. Uno degli episodi più significativi condivisi da Luca Ward riguarda una collega incontrata casualmente mentre lavorava in un locale. Il doppiatore ha raccontato di averla riconosciuta mentre si trovava fuori casa per acquistare delle pizze da asporto. La donna, madre di tre figli, avrebbe inizialmente cercato di evitare il riconoscimento, spiegando di essersi vergognata della propria situazione. Ward ha ricordato di averla rassicurata, sottolineando che non esiste nulla di cui vergognarsi nello svolgere un lavoro diverso da quello artistico.

Un episodio che, nelle intenzioni dell'attore, serve a raccontare una realtà poco visibile dietro le quinte dello spettacolo. Non tutti coloro che lavorano nel cinema, nella televisione o nel doppiaggio raggiungono guadagni elevati, e una carriera lunga non garantisce necessariamente una vecchiaia economicamente tranquilla. Ward ha spiegato di ricevere numerose richieste di aiuto da colleghi preoccupati per le somme da restituire. A suo dire, alcuni avrebbero ottenuto soltanto una rateizzazione parziale, mentre il resto del debito dovrebbe essere saldato entro la fine dell'anno.

Nato nel 1960, Luca Ward ha iniziato a lavorare da bambino, costruendo una carriera che attraversa cinema, televisione, teatro e doppiaggio. La sua voce è diventata particolarmente celebre grazie a Massimo Decimo Meridio ne Il Gladiatore, ma nel corso degli anni ha interpretato in italiano anche personaggi di film con Keanu Reeves, Samuel L. Jackson e Hugh Grant. Gli appassionati di videogiochi lo conoscono inoltre per il doppiaggio di Sam Fisher nella serie Splinter Cell, uno dei ruoli più riconoscibili della sua carriera nel settore.

Nell'intervista l'attore ha parlato anche della necessità di proteggere la propria voce dall'utilizzo non autorizzato dell'intelligenza artificiale, spiegando di averla registrata come marchio sonoro. Una scelta legata ai cambiamenti tecnologici che stanno interessando il mondo del doppiaggio. Attualmente Ward è impegnato anche come voce narrante di Dante Inferno – Immersive Exhibition, l'esperienza inaugurata il 22 ottobre a Città della Scienza, a Napoli, oltre a portare avanti la propria attività teatrale. Ma è soprattutto il tema delle pensioni a preoccuparlo. Le sue dichiarazioni riportano l'attenzione sulle difficoltà dei professionisti più anziani dello spettacolo, spesso lontani dai riflettori e, secondo il suo racconto, alle prese con richieste economiche che rischiano di compromettere la loro stabilità finanziaria.

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