Luciana Littizzetto a Che Tempo Che Fa: "Anche Pinocchio era un maranza, ma Geppetto non ha mai mollato"
Luciana Littizzetto dedica una commovente letterina a Che Tempo Che Fa ai genitori dei giovani "maranza". Il paragone con Pinocchio e l'appello agli adulti.
Nel corso del consueto appuntamento della domenica sera sul Nove con Che Tempo Che Fa, Luciana Littizzetto ha sorpreso e commosso il pubblico a casa con una riflessione profonda e di stretta attualità. La comica e attrice torinese ha infatti dedicato la sua celebre letterina ai genitori dei cosiddetti “maranza”, i giovanissimi spesso protagonisti della cronaca più recente per episodi di disordine urbano, spaccate e atti di vandalismo nelle grandi città.
Ispirandosi alle sfide educative moderne, l'attrice si è rivolta direttamente a chi si ritrova a gestire questa fase delicata: «Siete gli unici influencer che non ascoltano», ha ironizzato, rimarcando come la società contemporanea offra modelli di riferimento tutt'altro che edificanti, tra provocazioni sui social network e tensioni geopolitiche internazionali. Il momento centrale della letterina è stato il parallelo con la letteratura classica italiana. Luciana Littizzetto ha infatti ricordato come anche nella finzione narrativa siano esistiti celebri "maranza": Pinocchio.
Il celebre burattino di Collodi era disubbidiente, irrispettoso delle regole, scappava di casa e si faceva raggirare da cattive compagnie. Eppure, c'è un elemento che ha fatto la differenza nella favola: Geppetto. Il falegname non ha mai smesso di lottare, finendo persino nella pancia di una balena pur di ritrovare e salvare quella testa di legno: "Se ci è riuscito lui, non dobbiamo arrenderci nemmeno noi", è il messaggio di speranza inviato ai genitori.
Il consiglio di Luciana Littizzetto ai "colleghi genitori" si sintetizza in un ritorno all'essenziale: il confronto vis-à-vis e il dialogo. Niente litigi freddi su WhatsApp o silenzi sdegnati, ma la presenza fisica di un adulto nella stanza pronto ad accogliere la rabbia dei ragazzi e a guidarli. Per uscire da questa crisi non servono nuove misure punitive, ma più ascolto e comprensione tra le mura domestiche.