L’Ulisse di Matt Damon sarà un kolossal fuori dal tempo: il film di Nolan è la sua sfida più grande
Le parole di Matt Damon sul suo attesissimo Ulisse in Odissea di Nolan.
Matt Damon sta attraversando settimane frenetiche con il press tour di The Rip – Soldi Sporchi, il nuovo film Netflix che lo vede protagonista. Eppure, ogni volta che può, l’attore finisce inevitabilmente per parlare di Odissea, il kolossal di Christopher Nolan tratto dal poema di Omero e atteso nelle sale il 16 luglio 2026.
L’interpretazione di Ulisse rappresenta per lui un punto di arrivo, un ruolo che definisce “unico” e che lo riporta a un cinema epico, monumentale, quasi fuori dal tempo.Matt Damon, Odissea sarà il suo ultimo kolossal?
Il rapporto tra Damon e Nolan è ormai consolidato: dopo il cameo in Interstellar e il ruolo in Oppenheimer, l’attore è diventato una presenza ricorrente nell’universo del regista britannico. E non sorprende che parli di Odissea con un entusiasmo che va oltre la semplice promozione. Damon è un veterano della stagione dei premi, avendo vinto l’Oscar per la sceneggiatura di Will Hunting – Genio Ribelle e ottenuto tre nomination come miglior attore. Ma quando, ospite del podcast di Krista Smith, gli è stato chiesto cosa gli manchi di più del periodo delle cerimonie hollywoodiane, ha risposto senza esitazione: "La stagione dei premi. Al 100%".
Una battuta, certo, perché Damon non ha mai nascosto la sua insofferenza per la macchina promozionale che accompagna gli Oscar. Le campagne sono orchestrate dagli studios, con proiezioni, eventi, interviste e una presenza costante sui media. Un ingranaggio da cui nessuno può sottrarsi, soprattutto quando si tratta di film destinati a lasciare un segno. E Odissea, inevitabilmente, sarà uno di questi. A proposito di questa “attività forzata”, Damon ha spiegato: "Quello che non mi piace è l'idea di fare campagna elettorale. Mi sembra una cosa superata e bizzarra. Forse è utile al film schierare le sue fila e fare in modo che il dibattito sul cinema sia parte della cultura delle persone. Spero che stavolta sia così".Il prossimo anno, dunque, lo attende una nuova maratona promozionale. Ma l’attore sembra pronto ad affrontarla, forte dell’esperienza vissuta sul set di Odissea, che descrive come una delle più intense della sua carriera. Nel podcast ha raccontato: "Mentre in quest'ultimo anno giravamo Odissea, ho avuto l'impressione che fosse la mia unica opportunità di fare un film alla David Lean e che stessi girando l’ultimo grande film della mia carriera. Se ripenso a cosa mi è stato richiesto, mi convinco che sia arrivato al momento giusto. 20 anni fa mi sarei sentito infelice e a disagio ogni singolo giorno. Invece mi è piaciuto tantissimo farlo e mi sono davvero goduto intensamente ogni minuto".
Il paragone con David Lean non è casuale. Nolan ha concepito Odissea come un’opera epica, girata interamente in IMAX, prima produzione hollywoodiana a compiere una scelta così radicale. Le telecamere, come Damon ha raccontato in passato, sono enormi, pesanti e incredibilmente rumorose, al punto da coprire spesso i dialoghi. Una sfida tecnica che ha richiesto agli attori una concentrazione quasi teatrale.
Il cast è uno dei più imponenti mai assemblati da Nolan: Tom Holland nel ruolo di Telemaco, Anne Hathaway come Penelope, Zendaya nel ruolo di una dea-guida reinventata per il film, Elliot Page, Robert Pattinson e Charlize Theron in ruoli chiave che intrecciano mito e reinterpretazione moderna. La sceneggiatura, firmata dallo stesso Nolan, rilegge l’Odissea come un viaggio psicologico oltre che fisico, un ritorno che diventa riflessione sull’identità, sul tempo e sulla memoria — temi centrali nella filmografia del regista.
Il direttore della fotografia è Hoyte van Hoytema, collaboratore storico di Nolan da Interstellar in poi. La coppia ha lavorato per mesi tra location reali in Grecia, Marocco e Malta, con un uso minimo di CGI e un’enfasi quasi maniacale sugli effetti pratici. Secondo indiscrezioni, alcune sequenze marine sono state girate in condizioni estreme, con set costruiti su piattaforme galleggianti e un sistema di riprese IMAX adattato appositamente per l’acqua.
Nonostante l’entusiasmo per questa esperienza, Damon non nasconde una certa nostalgia per i suoi inizi. Lo ha ammesso con sincerità: "Ho avuto nostalgia di come ho cominciato questo mestiere e sono entrato in questa industria, e anche delle sensazioni che provavo girando Scuola d'onore. Il direttore della fotografia era Freddie Francis e io pensavo: Wow! Sta succedendo veramente!".
Odissea sembra avergli restituito proprio quella sensazione: la percezione di partecipare a qualcosa di irripetibile. E forse è questo il motivo per cui, nonostante la fatica delle campagne Oscar, Damon appare pronto a rimettersi in gioco. Perché film così non capitano spesso. E quando accadono, segnano una carriera.
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