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Lunetta Savino giudice a Trieste su Rai 1: quando le prove del delitto non dicono tutta la verità

Libera 2 torna su Rai 1 con Lunetta Savino. Il caso Elena Palma nasconde un colpo di scena: il femminicidio non è come sembra.

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Oggi, domenica 25 ottobre, Rai 1 riapre le porte del tribunale di Trieste con la seconda stagione di Libera, intitolata Il caso Elena Palma. Lunetta Savino riprende il ruolo della giudice Libera Orlando, ora promossa a presidente della Sezione Penale, ma con lo stesso istinto infallibile che l'aveva resa indimenticabile nella prima stagione. La trama parte con un caso che sembra avere contorni netti: un giovane rapper extracomunitario è accusato del femminicidio della sua ragazza, Elena Palma. Le prove appaiono schiaccianti, i testi delle sue canzoni contengono contenuti apparentemente misogini, gli indizi convergono tutti verso la sua colpevolezza. Eppure Libera, con quella determinazione pungente che la contraddistingue, nota delle incongruenze. E quando un dettaglio non torna, la giudice non si ferma finché non ha scavato fino alla verità.

Già nei primi minuti della serie, gli sceneggiatori piazzano un colpo di scena clamoroso. Una partenza fortissima, come ha confermato la stessa Lunetta Savino nelle interviste promozionali, capace di dare una spinta narrativa pari al dramma della prima stagione. Due indagini parallele, due processi che si intrecceranno in modi che nessuno si aspetta, portando alla luce retroscena personali che vanno ben oltre la superficie del caso giudiziario. La chiave della vicenda è una testimone fondamentale, attorno alla quale ruoteranno dinamiche pericolose e tensioni che contamineranno inevitabilmente la sfera privata dei protagonisti. Libera, del resto, è così: il suo lavoro invade tutto, con quella passione viscerale e quasi febbrile che Savino riconosce come un tratto che le appartiene anche nella vita reale.

Al fianco della giudice ritroviamo Pietro Zanon, interpretato da Matteo Martari, che ha finalmente riabbracciato sua figlia Clara dopo anni di distanza. Pietro vuole recuperare il tempo perduto, costruire un equilibrio familiare che gli è mancato troppo a lungo. Ma quando il suo ruolo nelle indagini lo porta ad avvicinarsi alla testimone chiave del caso Elena Palma, Clara entra in allarme. La paura di perdere di nuovo suo padre si fa concreta, innescando tensioni che metteranno alla prova il rapporto appena ricucito. Clara, interpretata da Daisy Pieropan, è ormai in piena adolescenza e vive una fase più ribelle. Libera, con quel suo essere un po' inadatta alla vita domestica e all'accudimento quotidiano, applica gli stessi strumenti che usa in tribunale: richiami al senso del dovere, appelli all'onestà, un approccio che sarebbe più adatto a un'aula di giustizia che a una casa. Insieme a Pietro formeranno una coppia di educatori goffi, creando momenti di ironia che si intrecceranno con la gravità delle indagini.

A complicare ulteriormente il quadro arriva Cesare Scuderi, magistrato palermitano interpretato da Gaetano Bruno. Tra lui e Libera esistono vecchie questioni mai risolte, un passato che riemerge proprio mentre Scuderi lavora a un'indagine riservata destinata a incrociarsi con quella della giudice. La collaborazione sarà tutt'altro che semplice, carica di non detti e tensioni professionali. Ma le ripercussioni non si fermeranno al tribunale: Cesare si avvicinerà a Isabella, interpretata da Monica Dugo, mentre Davide, l'ex marito di quest'ultima interpretato da Claudio Bigagli, si renderà conto di provare ancora dei sentimenti per lei. La serie evita le banalità tipiche del genere crime, costruendo personaggi sfaccettati e situazioni in cui la verità giudiziaria si intreccia con quella umana. Gli elementi legali, le dinamiche familiari e il thriller investigativo si fondono in modo fluido, creando un ritmo che alterna momenti di tensione processuale a squarci di intimità domestica.

La seconda stagione di Libera promette di espandere il mondo narrativo costruito nella prima, approfondendo il ruolo di una giudice con maggiori responsabilità ma con lo stesso tarlo da investigatrice. Il caso Elena Palma è solo l'inizio di un percorso che metterà alla prova non solo le capacità professionali di Libera, ma anche la sua tenuta emotiva e i suoi legami personali. La fiction si inserisce in quel filone di produzioni italiane che stanno alzando l'asticella qualitativa, mescolando intrattenimento popolare e spessore narrativo. Una formula che cerca di competere con le grandi serie internazionali, mantenendo però una sensibilità e un'ambientazione profondamente italiane. L'appuntamento è fissato per oggi su Rai 1, quando le luci del tribunale di Trieste si riaccenderanno e Libera Orlando tornerà a fare ciò che sa fare meglio: cercare la verità, anche quando tutti sembrano già averla trovata.

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