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L'uomo dei sussuri è tratto da una storia vera? La verità sul thriller Netflix con Robert Deniro

Il nuovo thriller con protagonista Robert Deniro uscito su Netflix, è tratto da una storia vera? Ecco la verità sul nuovo film con protagonista Robert Deniro.

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L'uomo dei sussurri domina le classifiche Netflix da giorni. Il thriller con Robert De Niro, Adam Scott, Michelle Monaghan e Michael Keaton ha tutti gli ingredienti per sembrare la ricostruzione di un caso di cronaca nera: bambini scomparsi, un serial killer che sussurra alle vittime prima di rapirle, una filastrocca inquietante che trasforma l'assassino in leggenda urbana. Ma Frank Carter, l'uomo dei sussurri, è davvero esistito? La risposta è complessa: il serial killer è frutto della fantasia dello scrittore Alex North, ma dietro il thriller si nasconde qualcosa di profondamente reale e personale.

Il film diretto da James Ashcroft è l'adattamento di The Whisper Man, romanzo pubblicato nel 2019 da Alex North, pseudonimo dello scrittore britannico Steve Mosby. Il libro divenne immediatamente un bestseller del New York Times e arrivò in Italia per Mondadori il 25 giugno dello stesso anno, mantenendo il titolo L'uomo dei sussurri. La storia presenta già tutti gli elementi che avrebbero trovato spazio sullo schermo: il vedovo Tom Kennedy, suo figlio Jake, la cittadina di Featherbank, l'investigatore Pete Willis e soprattutto Frank Carter, il serial killer che vent'anni prima aveva rapito e ucciso cinque bambini avvicinandoli durante la notte e sussurrando fuori dalle loro finestre.

L'uomo dei sussuri - Netflix

Frank Carter, fortunatamente, non è mai esistito. Non c'è alcun caso reale di cronaca dietro i delitti dell'uomo dei sussurri, né un'indagine dalla quale Alex North abbia ricavato direttamente la trama. Lo stesso scrittore ha confermato in diverse interviste che nulla nel libro è realmente accaduto nel modo in cui viene raccontato. Eppure c'è del vero nel thriller, e questa verità riguarda proprio l'esperienza più intima e inquietante che un genitore possa vivere: scoprire che il mondo interiore del proprio figlio contiene zone d'ombra irraggiungibili.

Quando Alex North cominciò a sviluppare il romanzo, era appena diventato padre e voleva scrivere una storia sui rapporti tra padri e figli, costruita intorno a un uomo rimasto vedovo che fatica a comunicare con il proprio bambino dopo un lutto. L'elemento horror arrivò durante un episodio domestico che lo scrittore ha raccontato in numerose interviste. North si era appena trasferito in una nuova casa e un giorno sentì suo figlio, allora di circa quattro anni, parlare da solo nella stanza accanto. Quando fece capolino dalla porta della cucina per chiedergli con chi stesse giocando, il bambino rispose tranquillamente: "Sto solo giocando con il ragazzo nel pavimento".

L'uomo dei sussuri - Netflix

La frase colpì immediatamente il padre. Non c'era nulla di minaccioso nel tono del bambino, eppure quella risposta così innocente conteneva qualcosa di profondamente disturbante. North raccontò l'episodio a Digital Trends spiegando che quella frase gli aveva fatto venire i brividi, ma contemporaneamente aveva attivato la sua immaginazione di scrittore. Decise che anche Jake, il protagonista bambino del romanzo, avrebbe avuto amici immaginari e che alcune di quelle presenze sarebbero diventate progressivamente più inquietanti. Nel film questa componente viene mantenuta: Jake parla con una bambina che soltanto lui sembra vedere, accenna a un "ragazzo nel pavimento" e soprattutto sostiene che qualcuno gli stia sussurrando dalla finestra.

La genesi del romanzo contiene anche un altro episodio reale, risalente a quando lo scrittore aveva circa trent'anni. Durante un soggiorno in hotel gli venne comunicato che qualcuno si era appena presentato utilizzando il suo nome e aveva pagato il conto della colazione. North chiese alla receptionist che aspetto avesse quell'uomo, ma la donna non riuscì praticamente a ricordarlo: era sembrato così ordinario e anonimo da non lasciare alcuna impressione precisa. In seguito si scoprì che non c'era stato alcun piano criminale, bensì un semplice errore legato ai dati della stanza, ma l'episodio rimase nella memoria dello scrittore proprio per la sensazione inquietante prodotta da un perfetto sconosciuto capace, almeno per qualche minuto, di assumere la sua identità senza attirare attenzione.

L'uomo dei sussuri - Netflix

Questi due momenti, apparentemente distanti, confluirono nella costruzione di L'uomo dei sussuri. Il primo fornì il nucleo emotivo della storia: la paura di un genitore che scopre di non poter conoscere e proteggere completamente il mondo del proprio bambino. Il secondo contribuì invece alla creazione di Frank Carter, serial killer capace di mimetizzarsi perfettamente nella quotidianità fino a diventare invisibile. North ha spiegato che la paternità aveva inevitabilmente modificato le sue paure e ciò di cui sentiva il bisogno di raccontare. Diventare genitori significa scoprire una responsabilità enorme senza ottenere contemporaneamente la possibilità di controllare tutto ciò che accadrà ai propri figli.

Il successo di L'uomo dei sussurri su Netflix dimostra quanto il pubblico risponda ancora a thriller costruiti intorno a dinamiche familiari complesse e a paure universali. Frank Carter non è mai esistito, ma la sensazione di un padre che ascolta il proprio figlio parlare con qualcuno che non c'è appartiene alla realtà di molte famiglie. È questa verità emotiva, più che qualsiasi possibile serial killer realmente esistito, a spiegare perché la storia utilizzi l'orrore criminale per raccontare una paura molto più profonda e quotidiana. Per questo, il thriller poliziesco diventa quindi il linguaggio attraverso cui Alex North ha scelto di esplorare la propria esperienza di genitore, trasformando un episodio domestico apparentemente innocente in una riflessione sul limite della protezione che possiamo offrire ai nostri figli.

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