FILM

L'uomo dietro gli effetti speciali di Star Wars e Jurassic Park chiude il suo storico studio dopo 40 anni

Il maestro dei effetti visivi Phil Tippet ha appena annunciato di lasciare il mondo cinematografico, oltre a chiudere il suo studio di effetti speciali per bancarotta.

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Un'epoca si è conclusa questo weekend a Berkeley, California, dove centinaia di collezionisti e appassionati si sono radunati per una liquidazione che ha il sapore di un funerale celebrativo. Phil Tippett, 74 anni, pioniere degli effetti speciali e maestro dell'animazione in stop-motion, ha chiuso definitivamente le porte del suo storico studio dopo quattro decenni di attività, mettendo all'asta un tesoro di memorabilia cinematografica che ha definito l'immaginario visivo di generazioni.

L'asta del 28-30 agosto ha rappresentato molto più di una semplice vendita di oggetti. È stata la dissoluzione fisica di un patrimonio creativo che abbraccia alcuni dei film più iconici della storia del cinema: Star Wars, Jurassic Park, RoboCop, Starship Troopers. Tra i 273 lotti disponibili spiccavano i modelli originali in stop-motion utilizzati per la celebre sequenza Holochess in Una nuova speranza, un modello dell'AT-AT Imperial Walker de L'Impero colpisce ancora creato quando Tippett dirigeva il reparto animazione alla Industrial Light and Magic, storyboard, poster autografati, attrezzature di produzione, prototipi e strumenti di lavoro accumulati in decenni di mestiere artigianale.

Phil Tippett non è un nome che risuona nel grande pubblico quanto quello di George Lucas o Steven Spielberg, eppure il suo contributo al cinema è stato altrettanto fondamentale. Il suo curriculum parla da sé: due premi Oscar per gli effetti visivi, vinti per Il ritorno dello Jedi nel 1983 e per Jurassic Park nel 1994, oltre a contributi determinanti per Dragonslayer, Willow, la saga di RoboCop e decine di altre produzioni. Senza di lui, questi classici non sarebbero quelli che conosciamo oggi e non meravigliebbero ancora oggi.

Ma domenica scorsa, tramite i suoi account social ufficiali, Tippett Studio ha voluto chiarire la propria posizione attuale, smentendo parzialmente le voci di una chiusura totale. Mentre la sede storica di Berkeley è stata effettivamente abbandonata, lo studio mantiene operazioni attive in Canada, dove l'ufficio di Toronto è attualmente "in produzione attiva su un lungometraggio importante", probabilmente Sentinel, il film in stop-motion che Tippett avrebbe dovuto dirigere e scrivere. La dichiarazione ufficiale spiega la strategia:

"Abbiamo recentemente deciso di evolvere la nostra impronta fisica e il nostro approccio produttivo, uscendo dalla nostra storica sede di Berkeley. Durante questa transizione, Tippett Studio continua il suo lavoro di effetti visivi e animazione nel cinema, nella televisione e nell'intrattenimento. Per me la Stop-Motion rimane una parte importante delle nostre capacità creative, ma che mantenere un grande spazio fisico permanente non è più necessario per le nostre esigenze attuali".- Phil Tippet su Facebook

Quindi, quando determinati progetti richiederanno set dedicati, fabbricazione, fotografia motion-control o altre infrastrutture fisiche specializzate, lo studio collaborerà con strutture esterne appropriate. Questo è la dimostrazione di un adattamento pragmatico alla realtà dell'industria contemporanea, dove i grandi magazzini pieni di modellini, armature e creature meccaniche sono stati sostituiti da workstation grafiche e render farm.

Mad God - Midnight Factory

La chiusura della sede di Berkeley segna simbolicamente la fine di un'epoca in cui gli effetti speciali richiedevano sudore, polvere, colla e innumerevoli ore di lavoro maniacale sotto luci soffocanti. Tippett e il suo team hanno dato forma fisica a incubi e meraviglie: dai terrificanti dinosauri che terrorizzarono il pubblico con il primo Jurrassic Park, agli insetti alieni di Starship Troopers, passando per le creature biomeccaniche di RoboCop. Ogni movimento, ogni espressione era frutto di calcolo, intuizione e artigianalità pura.

La vendita di questo weekend non è stata semplicemente una transazione commerciale, ma un passaggio di consegne generazionale, una dispersione del patrimonio materiale di un'arte che sta lentamente scomparendo. Eppure, chiunque abbia visto Mad God o rivisto le sequenze stop-motion originali di Star Wars sa che c'è qualcosa di irriducibilmente umano in quelle animazioni, un calore tattile che nessun algoritmo o qualsiasi intelligenza artificiale può replicare.

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