MasterChef Italia 8: ecco cosa è successo nella quarta puntata
Il nostro racconto della quarta puntata di Masterchef Italia
Chef Antonino Cannavacciuolo non perde l’occasione per estrarre da un trolley quella che ironicamente definisce la “mia caffettiera da viaggio”, un’enorme moka per fare il caffè per tutti gli aspiranti chef già pronti dietro i banconi. Giorgio Locatelli mette però in guardia tutti dicendo “Il caffè può dare una nota vincente al piatto o rovinarlo inesorabilmente”. Bisogna prestare quindi attenzione ad usarlo correttamente.
Tra i piatti migliori i giudici individuano proprio le tagliatelle aromatizzate con ragù di scampi e pomodorini di Loretta, poi il coniglio rollè al caffè di Samuele e ancora la spalla di coniglio con salsa al caffè di Valeria, che si commuove non appena i giudici la riempiono di complimenti per il perfetto equilibrio della sua ricetta. Ma c’è anche un quarto “migliore”, Gilberto con scampi croccanti, maionese e bisque al caffè, un piatto completo con dietro un’idea precisa. A sorpresa, soprattutto per lui, anche Giuseppe viene chiamato sul podio dei più bravi grazie ad uno scampo che, seppur minimal, viene molto apprezzato dagli chef. “Due scampi, un buon caffè tutti in sella” è il simpatico nome del piatto di Verando che unendo mare e terra, coniglio e scampi, raggiunge i compagni più capaci.
Ma è una gloria solo momentanea perché solo Samuele, Gilberto, Valerio e Loretta sono i veri vincitori definitivi della prima prova e solo loro, come premio, ricevono il vantaggio di salire in balconata e salvarsi subito, lasciando i compagni alle prese con un Pressure Test che dall’alto fa esclamare al giovane Samuele “Che prova di m***a!”. Il quinto quarto di mare, questo sconosciuto per i cuochi amatoriali, che consiste in trippa di baccalà, gole di baccalà, guance di rana pescatrice, pelle di ricciola, fegato di tonno, lattume di tonno, cuore di tonno, lische e testa di palamita, tutte le parti meno nobili del pesce, è il protagonista della seconda sfida della serata. A prima vista sembra una prova impossibile e per quattro sfidanti la situazione peggiora quando, malignamente selezionati tra gli altri proprio dai vincitori della Mystery, scoprono che dovranno estrarre le frattaglie da grosse ricciole intere che li attendono in dispensa.
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Il timer segna il passaggio dei minuti e tutti sono impegnati ad assaggiare in continuazione perché le frattaglie di pesce non sono un cibo che si cucina tutti i giorni. Anna parla da sola e sente già che quello che sta cucinando ha un gusto amaro che non va affatto bene. Caterina è nel panico totale, cucina un sacco di verdure, e, al passaggio dei giudici tra i banchi, non riesce a spiegare cosa sta facendo, perché, dice lei, quando è agitata, non le vengono le parole. Figuriamoci i piatti. Intanto assistiamo ad una lezione di risotto di chef Barbieri rivolta a Federico che viene malamente ripreso quando butta il riso nel ragù di pesce, senza tostarlo prima, gesto inconsulto che rischia di compromettere la buona riuscita della ricetta.
Proprio il piatto di Giovanni viene giudicato il più raffinato e così l’aspirante medico si aggiudica questa prova diventando immediatamente capitano della brigata che andrà a sfidarsi nella prova in esterna. Caterina con un piatto composto da funghi e pezzi di quinto quarto inevitabilmente si condanna da sola a togliersi il grembiule e a tornarsene a casa, portando con sé tutte le sue paure e la sua emotività. Non era una concorrente da Masterchef, lo si era intuito dal primo istante e a dirla tutta ci è parso singolare che invece i giudici ci tenessero tanto ad inserirla nella rosa dei fantastici venti.
Si passa alla prova in esterna ed un evento e una location d’eccezione attendono i nostri cuochi. La combriccola si trasferisce in una bellissima villa alle porte di Milano in occasione della “Quinceanera” di Giorgia, una ragazza italiana di origine sudamericana che compie i 15 anni, una tappa fondamentale, nella cultura latina, che segna per le ragazze il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Una festa sfarzosa con ottanta ospiti che devono esser sfamati con un menu deciso dalla famiglia della festeggiata e che miscela la tradizione culinaria italiana e quella sudamericana. Il menu blu prevede insalata crostacei con frutta esotica, crespelle di mais al ragù pesce, mousse di cioccolato e cocco con ananas caramellato. Nel menu rosso ci sono invece spiedini di pollo fritto con platano e maionese al coriandolo, controfiletto di manzo su crema di fagioli e peperone aji amarillo e per finire un’empanada dolce con mele e salsa al mango. Giovanni sceglie il menu rosso di carne e nomina tutti quelli che non vuole nel suo gruppo, mostrando un temperamento deciso quando ad ognuno dà una spiegazione per l’esclusione. Tuttavia dimostra un pessimo intuito destinando Federico, di professione pescatore, alla brigata blu che si deve cimentare a cucinare il pesce.
Nonostante la sconfitta, la squadra rossa rimane compatta e tutti i suoi componenti sono concordi nel ritenere Giovanni un ottimo capitano. Alla luce degli apprezzamenti del gruppo, a Giovanni viene concesso l’opportunità di decidere se salvare se stesso o uno dei compagni. Dato che tutti hanno detto che ha lavorato bene, lui sceglie se stesso e va in balconata sotto le critiche di tutti gli altri concorrenti che lo definiscono un codardo.
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Entrambi peccano di presunzione, Alessandro fa dei pessimi gnocchi e anche il piatto di Tiziana è molto brutto e non solo a vedersi. Gli gnocchi rimangono un piatto killer, dice Barbieri, e colpiscono senza pietà Tiziana, signora alla ricerca di una seconda possibilità nella sua vita, che ora invece deve levarsi definitivamente il grembiule nero. Lei è però contenta, non rinuncerà al suo sogno, ma andrà avanti solo più lentamente. Non è mai troppo tardi, “Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando toglie gli occhi dalla meta” conclude Joe Bastianich e mentre le immagini sfumano si ode ancora la voce della logorroica Anna che non conosce sosta. Se continua così finisce che ce la ritroviamo fino alla fine, perché il suo, di sguardo, al contrario delle apparenze, è ben puntato sull’obiettivo.