Masterchef Italia 8: ritorna l'appuntamento fisso con Iginio Massari
Ecco cosa è accaduto nella puntata di ieri di Masterchef, in cui i concorrenti si sono trovati faccia a faccia con Iginio Massari
Ma in fondo, poi, la Mystery Box di questa nona puntata del talent show culinario non è così terribile come tutti i concorrenti pensano, perché sotto la temuta scatola non si nascondono i consueti dieci ingredienti misteriosi, ma semplicemente il titolo del piatto con cui ciascuno di loro si è conquistato il suo posto nell’ambita Masterclass. Insieme ai quattro giudici si torna con la mente indietro al momento delle selezioni, quando tutti, speranzosi, si affacciavano per la prima volta alla cucina di Masterchef. Adesso sono qui schierati, pronti a dimostrare tutto ciò che hanno imparato in queste lunghe settimane, per riconquistare i giudici proponendo la versione perfetta della loro ricetta cavallo di battaglia. Per superare in maniera trionfale questa prima prova bisogna però tirare fuori tutta la grinta, la fantasia e anche le nozioni apprese nelle sfide precedenti. C’è chi si sente a proprio agio, come in una comfort zone, nel dovere riproporre un piatto che conosce bene, ma c’è anche chi vuole superare se stesso per dimostrare che più degli altri merita di proseguire in questo percorso.
Quando si scopre la cloche, ecco che dal bancone spunta l’inconfondibile volto del maestro Iginio Massari, ospite fisso di tutte le edizioni del talent show. E se c’è Massari vuol dire che siamo arrivati all’immancabile prova di pasticceria, croce e delizia di ogni aspirante chef. Il maestro esordisce dicendo “Vi vedo tutti felici e contenti”, ma con ghigno beffardo un attimo dopo svela il tema di quella che è la prova più temuta di sempre. Quest’anno ha deciso di alzare l’asticella e quindi di testare le abilità dolciarie dei concorrenti con classiche torte da matrimonio, nello specifico la torta italiana a più piani con crema pasticcera, ghiaccia di zucchero e pasta di mandorle, la torta alla francese, ad un piano solo, con pan di spagna e crema e la wedding cake americana con pasta di zucchero, farcitura al burro e impasto spugnoso.
“Sono dolci impegnativi, fate funzionare il cervello prima delle mani” dice Massari, e intanto Valeria decide di assegnare a se stessa, Giuseppe e Alessandro la torta francese, ritenuta la più semplice e di destinare le altre due tipologie di dolce, chiaramente più complesse, distribuendole equamente tra i compagni, con il chiaro intento di mettere in difficoltà Loretta che a suo parere non è motivata a rimanere lì.
Iginio Massari però ha un insolito slancio di bontà e concede altri dieci secondi per recuperare in fretta i prodotti dimenticati.
Sicuramente si pente subito del suo altruismo quando, girando tre le postazioni, vede compiere gesti abominevoli. Giuseppe non ha messo l’albume per fare il pan di spagna, Gilberto si è dimenticato la farina nella crema pasticcera che quindi non viene, Gloria “straccia” la pasticcera e si mette a piangere perché deve rifarla, Salvatore monta una crema al burro che Massari, senza mezzi termini, definisce, con l’aspirata toscana, una “cahata”.
Se la cavano bene anche Alessandro, che però con la coda dell’occhio ha osservato le mosse della sua vicina Valeria e l’ha copiata in tutto e per tutto, e, a sorpresa, riceve tanti apprezzamenti anche Giuseppe e la sua torta che per chef Barbieri è “buonissima”. Pollice verso per Federico e la sua crema al burro carta smeriglia, e anche per Gilberto. Il maestro Massari lo massacra senza pietà “Mi viene da piangere solo a vedere la tua torta”, e completa l’opera Bruno Barbieri “La crema pasticcera fa pena, non eri concentrato, i jolly sono finiti”. Il ragazzo torna al posto con la faccia da vittima, ma si può consolare perché a questo giro è andata male anche a Salvatore,a cui il pasticcere dice “Eri su un altro pianeta o dormivi?”. Non deve disperare però neppure lui, perché è in buona compagnia di Gloria che stavolta ha lavorato davvero male , di Guido con il pan di spagna che soffoca e di Loretta e l’eccesso di lievito che offende il palato, Massari dixit.
Salvatore, con immenso nostro rammarico, è il primo eliminato di questa puntata. Esce così di scena il nostro papabile vincitore per la gioia dei compagni e di Gilberto che, insieme al siciliano, è stato indicato come il peggiore dell’Invention Test.
La brigata rossa e quella blu, capitanata da Gilberto, devono cucinare proprio per le due squadre di religiosi che si siederanno a tavola una volta terminato il match. I due menu sono entrambi di ispirazione religiosa e le ricette arrivano direttamente dalla Bibbia. Zuppa di cipolle con focaccia e petto d’oca farcito di fichi e melagrana con contorno di erbe amare per i rossi e crema di zucca con pane d’orzo, quaglie ripiene con cipolle caramellate per i blu. Per entrambe le squadre dessert a piacere che contenga pero i sette sapori della terra promessa: frumento, orzo, melagrana, fichi, miele, olio, uva, ma, per deroga, anche latte e panna. Mentre i concorrenti si affannano a cucinare e discutono animatamente tra loro, Joe Bastianich e Antonino Cannavacciuolo vanno negli spogliatoi ad incoraggiare le squadre. Se l’americano si sente a suo agio perché, rivela, ha studiato teologia con i gesuiti, lo chef campano non riesce a trattenere la sua gioia quando scopre che uno dei calciatori preti di nome si chiama Diego Armando.
La partita viene vinta dai sacerdoti e la brigata rossa si aggiudica la vittoria in maniera schiacciante. Valeria fa tripletta e torna in studio con il suo team composto da Gloria, Giuseppe e Guido, direttamente in balconata, a godersi lo spettacolo del Pressure Test.
Il duello finale è tra Loretta e Federico che si devono cimentare in una carbonara fritta su stecco da passeggio, opera della chef specialista di uova Barbara Agosti. Per il giovane pescatore veneto Masterchef finisce qui, ma lui ha capito che la cucina è la sua strada. Sbirciando in balconata ci sembra di scorgere tanti concorrenti mediocri e ci chiediamo se in effetti non abbia ragione Valeria che si lascia andare improvvisamente ad una singolare considerazione “Magari non è che abbiamo vinto noi, forse hanno solo perso gli altri”.