Masterchef Italia 8: una prova coglie di sorpresa i concorrenti
Ecco cosa è successo nella puntata di ieri di Masterchef
Sotto la temutissima scatola misteriosa, che ogni aspirante chef ha sul bancone davanti a sé, stavolta si nasconde un piatto in cui è raffigurato il volto di uno dei compagni. Facile intuire quale compito a spetti ad ogni sfidante ed infatti i quattro allegri giudici comunicano che è giunto il momento di andare in dispensa a fare la spesa per l’avversario designato. I più perfidi del gruppo non esitano a buttare nel cestino ingredienti improbabili per mettere gli altri in difficoltà. Ma i più cattivi stanno per essere puniti perché tornati al loro posto scoprono che, beffardo scherzetto, saranno proprio loro invece a dovere cucinare con quella terribile accozzaglia di cose che hanno messo insieme. Gilberto si trova quindi a dovere inventarsi un piatto con del granchio, controfiletto, ananas e cocco che aveva pensato di rifilare ad Anna, mentre Verando si trova inaspettatamente alle prese, tra gli altri prodotti, con petto di pollo, trippa, cioccolato bianco e arance, cibi che appaiono incompatibili tra di loro. Non da meno è Loretta che ,scegliendo ingredienti che solitamente non si cuociono come cetrioli e banana, pensava di affondare Alessandro, soprattutto se ai vegetali doveva abbinare uno scorfano.
Il giovane, di cui per la prima volta vediamo il lato tenero ed umano quando si commuove parlando della mamma che l’ha dovuto crescere da sola dopo la prematura scomparsa del marito, si accinge a scoprire i suoi vantaggi per l’Invention Test che stavolta ha per protagonisti dodici ricette che a vengono da anni proposte nei menu dei ristoranti dei quattro giudici sparsi tra Bologna, Lago D’Orta, Londra e New York.
Sono piatti celebri e che caratterizzano la cucina di ciascuno chef ed ora i nostri cuochi amatoriali devono cimentarsi proprio nella riproduzione fedelissima di questi piatti rispettando gusto, impiattamento e spirito delle preparazioni stellate. Gilberto ha la fortuna di potere scegliere per sé e per uno degli altri compagni uno di questi piatti e di assegnare a suo piacimento i rimanenti ad ognuno dei suoi colleghi della Masterclass. Senza esitazioni tiene per sé un must di chef Cannavacciuolo come le trenette con calamaretti spillo e la salsa di pane e dà lo stesso piatto a Virginia, sua vicina di banco, con la chiara intenzione di spiarne le mosse, qualora avesse qualche problema nella realizzazione del piatto. Da abile stratega fa in modo di colpire ogni avversario nel proprio punto debole e con alcuni in effetti ci riesce egregiamente. Gli aspiranti possono assaggiare il piatto da replicare, poi però devono indovinare gli ingredienti e velocemente procurarsi il necessario per cucinare. Alessandro, forse per agitazione o forse per distrazione, anziché prendere le cime di rapa per cucinare l’orzotto di chef Barbieri commette subito un passo falso portando al banco dei broccoli e facendo già tremendamente innervosire il grande cuoco.
Federico, dopo qualche momento di esitazione di fronte al filetto in crosta di mostarda, cavallo di battaglia di Giorgio Locatelli, ascolta avidamente i consigli dello chef e li mette subito in pratica, presentando un piatto discreto. I piatti peggiori sono le trenette di Virginia che secondo il loro creatore Cannavacciuolo sanno solo di olio, il puzzolente, secondo Barbieri, rognone di Giuseppe e, come abbiamo, detto l’improbabile cotolettona di Anna. Tra alti e bassi e difetti perdonabili superano il test Guido con gli involtini di sogliola, Verando con “spaghetti and meatballs” e Giovanni con la zuppa di cannolicchi e fregola.
A proposito di Giovanni, Salvatore, rivelando che il compagno ha una fidanzata davvero molto avvenente, scherzando osserva che vedendo lui, ci si poteva aspettare che stesse con la figlia di Fantozzi, invece ha una compagna proprio invidiabile. Ma siamo nella cucina di Masterchef ed il più invidiato però ,dopo la seconda manche, è di certo Salvatore che, essendo riuscito a riproporre alla perfezione le leggendarie frittelle di bollito con fonduta di formaggio di chef Barbieri, automaticamente si aggiudica il titolo di capitano per la prova successiva.
La cucina di mare mette a dura prova le due brigate. Salvatore, a capo dei rossi, insieme a Federico che di professione fa il pescatore sembra avere già la vittoria in pugno, ma se la deve vedere con Giuseppe, capo della brigate blu che, carico come una molla, ha distribuito i ruoli alla perfezione e comanda dando la carica ai suoi sottoposti. Le due squadre però procedono a rilento, Gilberto vuole dare un tocco di contemporaneità alla zuppa di pesce che viene servita con polenta morbida proponendo di aggiungere una cialdina al prezzemolo, ma Federico, che è della zona e soprattutto conosce bene gli osti locali, dice che è meglio rispettare la tradizione. Non c’è spazio per l’improvvisazione e neppure per gli errori madornali come il baccalà montato con prezzemolo e dal colore giallognolo servito dal team blu. I rossi scalzano così la squadra avversaria e, tornati in studio, ora sono sei gli sfidanti che si giocano il tutto per tutto al Pressure Test.
Joe Bastianich li accoglie così: “Dio ha creato il mondo in sei giorni, voi avete mandato tutto al diavolo in un paio d’ore”. Salvatore, dall’alto della balconata, simbolo di salvezza, divide il sestetto in due gruppi che si devono affrontare con una prova insolita, cucinando a staffetta di un piatto di cui si conoscono gli ingredienti ma non il nome. Si tratta di due note ricette di Bruno Barbieri, un galletto in porchetta a forma di rollè con salsa di Castelmagno e battuto di melanzane e pomodori e una lasagnetta croccante con verdure in salsa di prosciutto di Praga.