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Maurizio Lastrico, il lato nascosto dell’attore di Maschi Veri 2: cosa ha imparato sulla mascolinità

Dall’ironia di Zelig al successo su Netflix, passando per un’infanzia segnata da assenze e modelli maschili difficili da accettare: Maurizio Lastrico torna in Maschi Veri 2 e racconta una ricerca personale che va oltre la recitazione, mettendo al centro le fragilità, la tenerezza e il coraggio di cambiare.

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Maurizio Lastrico ha costruito la propria carriera facendo ridere il pubblico, ma dietro la sua comicità si nasconde una sensibilità profonda, maturata anche attraverso esperienze personali complesse. L’attore genovese, tornato su Netflix con la seconda stagione di Maschi Veri, affronta un tema che lo riguarda anche al di fuori dello schermo: il rapporto con la mascolinità e con quei modelli di uomo che, per molto tempo, hanno lasciato poco spazio alla vulnerabilità. In un’intervista a Vanity Fair, Lastrico ha ripercorso alcune tappe della propria crescita, soffermandosi sulle figure incontrate durante l’infanzia, sull'importanza dell'educazione ricevuta al di fuori della famiglia e sul ruolo del teatro nel permettergli di esprimersi liberamente. Ne emerge il ritratto di un artista che non considera la fragilità un difetto da nascondere, ma una parte essenziale dell'identità umana.

Nato a Genova il 31 marzo 1979, Maurizio Lastrico trascorre l'infanzia a Manesseno, nel comune di Sant'Olcese. La separazione dei genitori segna profondamente i suoi primi anni: cresce accanto alla madre, mentre il padre si allontana dalla famiglia. Un'assenza importante, che si inserisce in un contesto personale non sempre semplice. Durante la crescita, però, l'attore trova anche luoghi e persone che gli offrono nuove prospettive. Tra questi c'è una cooperativa del territorio, frequentata da ragazzo e diventata successivamente anche un ambiente di lavoro, dove svolge attività educativa. Proprio il contatto con educatori e modelli relazionali differenti contribuisce ad allargare il suo sguardo sul mondo.

Dopo il diploma come operatore turistico, Lastrico sceglie di dedicarsi alla recitazione. Nel 2006 conclude il percorso alla scuola del Teatro Stabile di Genova, un'esperienza decisiva per la sua formazione artistica. Qui trova uno spazio in cui sperimentare, valorizzare le proprie peculiarità e imparare a non considerare le differenze personali un limite. La notorietà televisiva arriva anche grazie a Zelig, dove conquista il pubblico con una formula comica originale: raccontare situazioni quotidiane attraverso versi in endecasillabi e rime che richiamano la struttura della Divina Commedia. La sua capacità di unire cultura letteraria e comicità popolare diventa una cifra riconoscibile.

Negli anni successivi alterna teatro, cinema e televisione. Partecipa a Camera Café, recita in Tutto può succedere e conquista una nuova fascia di pubblico interpretando il pubblico ministero Marco Nardi in Don Matteo. Prende parte inoltre a produzioni come Made in Italy, Call My Agent - Italia, Mameli - Il ragazzo che sognò l'Italia e Prima di noi, confermando una versatilità che gli consente di passare dalla commedia a ruoli più drammatici.

A rendere particolarmente interessante il percorso di Lastrico è il modo in cui parla delle esperienze personali senza trasformarle in una semplice storia di riscatto. Nell'intervista a Vanity Fair, l'attore ricorda di essere cresciuto a contatto con figure maschili che manifestavano atteggiamenti razzisti e omofobi e faticavano ad accettare la debolezza e la tenerezza altrui. Si tratta di comportamenti che, secondo il suo racconto, finivano per soffocare la sensibilità e le aspirazioni artistiche di chi non si riconosceva in quei modelli. Per un bambino e poi per un adolescente, il messaggio implicito poteva essere quello di dover nascondere alcune parti di sé per ottenere accettazione.

La presenza degli educatori della cooperativa rappresentò una possibilità diversa. In quell'ambiente, Lastrico ebbe modo di conoscere persone che riuscivano a instaurare rapporti più aperti e rispettosi, scoprendo che l'autorevolezza non deve necessariamente coincidere con la durezza e che la forza non esclude la capacità di ascoltare. La formazione al Teatro Stabile di Genova rappresenta un'altra tappa fondamentale:

"L’entrata allo Stabile di Genova mi ha aiutato. Qui, si veniva incoraggiati a essere particolari, a non nascondere le proprie fragilità. E devo dire che anche ora, nei miei pezzi comici, cerco di restituire ai miei personaggi la loro complessità che comprende, ovviamente, anche le loro debolezze."

Questi temi trovano una corrispondenza narrativa in Maschi Veri, la serie Netflix che racconta con ironia le difficoltà di quattro uomini alle prese con un mondo in trasformazione. La seconda stagione, disponibile dal 7 ottobre 2026, riporta al centro Mattia, il personaggio interpretato da Lastrico, insieme agli amici interpretati da Matteo Martari, Francesco Montanari e Pietro Sermonti.

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