Maurizio Lastrico, il lato nascosto dell’attore di Maschi Veri 2: cosa ha imparato sulla mascolinità
Dall’ironia di Zelig al successo su Netflix, passando per un’infanzia segnata da assenze e modelli maschili difficili da accettare: Maurizio Lastrico torna in Maschi Veri 2 e racconta una ricerca personale che va oltre la recitazione, mettendo al centro le fragilità, la tenerezza e il coraggio di cambiare.
Maurizio Lastrico ha costruito la propria carriera facendo ridere il pubblico, ma dietro la sua comicità si nasconde una sensibilità profonda, maturata anche attraverso esperienze personali complesse. L’attore genovese, tornato su Netflix con la seconda stagione di Maschi Veri, affronta un tema che lo riguarda anche al di fuori dello schermo: il rapporto con la mascolinità e con quei modelli di uomo che, per molto tempo, hanno lasciato poco spazio alla vulnerabilità. In un’intervista a Vanity Fair, Lastrico ha ripercorso alcune tappe della propria crescita, soffermandosi sulle figure incontrate durante l’infanzia, sull'importanza dell'educazione ricevuta al di fuori della famiglia e sul ruolo del teatro nel permettergli di esprimersi liberamente. Ne emerge il ritratto di un artista che non considera la fragilità un difetto da nascondere, ma una parte essenziale dell'identità umana.
Dopo il diploma come operatore turistico, Lastrico sceglie di dedicarsi alla recitazione. Nel 2006 conclude il percorso alla scuola del Teatro Stabile di Genova, un'esperienza decisiva per la sua formazione artistica. Qui trova uno spazio in cui sperimentare, valorizzare le proprie peculiarità e imparare a non considerare le differenze personali un limite. La notorietà televisiva arriva anche grazie a Zelig, dove conquista il pubblico con una formula comica originale: raccontare situazioni quotidiane attraverso versi in endecasillabi e rime che richiamano la struttura della Divina Commedia. La sua capacità di unire cultura letteraria e comicità popolare diventa una cifra riconoscibile.
Negli anni successivi alterna teatro, cinema e televisione. Partecipa a Camera Café, recita in Tutto può succedere e conquista una nuova fascia di pubblico interpretando il pubblico ministero Marco Nardi in Don Matteo. Prende parte inoltre a produzioni come Made in Italy, Call My Agent - Italia, Mameli - Il ragazzo che sognò l'Italia e Prima di noi, confermando una versatilità che gli consente di passare dalla commedia a ruoli più drammatici.
La presenza degli educatori della cooperativa rappresentò una possibilità diversa. In quell'ambiente, Lastrico ebbe modo di conoscere persone che riuscivano a instaurare rapporti più aperti e rispettosi, scoprendo che l'autorevolezza non deve necessariamente coincidere con la durezza e che la forza non esclude la capacità di ascoltare. La formazione al Teatro Stabile di Genova rappresenta un'altra tappa fondamentale:
"L’entrata allo Stabile di Genova mi ha aiutato. Qui, si veniva incoraggiati a essere particolari, a non nascondere le proprie fragilità. E devo dire che anche ora, nei miei pezzi comici, cerco di restituire ai miei personaggi la loro complessità che comprende, ovviamente, anche le loro debolezze."
Questi temi trovano una corrispondenza narrativa in Maschi Veri, la serie Netflix che racconta con ironia le difficoltà di quattro uomini alle prese con un mondo in trasformazione. La seconda stagione, disponibile dal 7 ottobre 2026, riporta al centro Mattia, il personaggio interpretato da Lastrico, insieme agli amici interpretati da Matteo Martari, Francesco Montanari e Pietro Sermonti.