Maximum Overdrive: perché l'adattamento di King è un cult, malgrado il basso punteggio su Rotten Tomatoes

Maximum Overdrive di Stephen King ha solo il 14% su Rotten Tomatoes ma è un cult incompreso. Analisi del film del 1986 con camion assassini e colonna sonora AC/DC.

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Stephen King è talmente prolifico che definirlo semplicemente "prolifico" sembra riduttivo. Decine e decine dei suoi romanzi sono stati adattati per il grande schermo, eppure il maestro dell'horror ha seduto sulla sedia del regista una sola volta nella sua carriera. Era il 1986, e il risultato fu Maximum Overdrive, un film di fantascienza horror in cui le macchine prendono vita e sterminano l'umanità. King scrisse anche la sceneggiatura, liberamente ispirata al suo racconto "Trucks", decisamente più cupo e disperato. Fece persino un cameo. Tutto questo King concentrato in un unico progetto avrebbe dovuto essere una garanzia, invece Maximum Overdrive oggi detiene un imbarazzante 14 percento su Rotten Tomatoes.

Eppure c'è qualcosa che sfugge ai critici, sia professionisti che improvvisati: Maximum Overdrive è in realtà un ottimo film. Non "ottimo" nel senso di Shining di Stanley Kubrick o dei due capitoli di It diretti da Andy Muschietti, ma ottimo nel modo in cui può esserlo una storia classica e delirante di Stephen King. Una storia come, appunto, "Trucks".

In un giorno apparentemente normale, una cometa passa vicino alla Terra e irradia il pianeta con una qualche forma di radiazione cosmica che dona vita a tutte le macchine. Un bancomat insulta Stephen King chiamandolo "stronzo", un ponte levatoio si alza intrappolando decine di auto, un videogioco arcade ipnotizza e fulmina Giancarlo Esposito, e un distributore automatico lancia lattine di bibite contro un allenatore di baseball fino a ucciderlo. Ma la vera minaccia arriva dai camion, in particolare alcuni TIR, tra cui uno con una gigantesca faccia del Goblin Verde dipinta sulla griglia, che attaccano un'area di servizio costringendo un gruppo di sopravvissuti a rifugiarsi all'interno.



Tra i superstiti troviamo Emilio Estevez, Pat Hingle (il commissario Gordon dei vecchi film di Batman) e Yeardley Smith, la voce di Lisa Simpson. Alla fine vengono costretti a fare rifornimento ai camion affinché possano continuare a girare per sempre. Gli esseri umani tentano qualche ribellione qua e là, le macchine introducono nuove tattiche mortali, e un discreto numero di persone finisce massacrato. Il tutto si conclude in un modo talmente folle e sopra le righe da sembrare quasi una parodia, ma dopo 98 minuti di camion senzienti, coltelli elettrici e asciugacapelli assassini, non ci si può aspettare un finale serio e meditativo.

Il motivo per cui Maximum Overdrive resta impresso nella memoria di chi lo guarda è proprio questa sua sfacciataggine esagerata che non può che suscitare rispetto. Le morti sono creative, la violenza viene spinta sorprendentemente oltre, e la sequenza in cui gli esseri umani vengono obbligati a rifornire i camion è genuinamente inquietante. Come nei migliori slasher, è anche vagamente divertente vedere che tipo di stratagemmi i "killer" escogitano per fermare gli umani, come l'arrivo di un "platform truck", praticamente una mitragliatrice montata su un rimorchio. E poi c'è un dettaglio non da poco: l'intera colonna sonora è stata composta dagli AC/DC, e questo è oggettivamente figo.

Ma è il finale a portare l'audacia del film a un livello superiore. Senza rovinare troppo la sorpresa, un ristretto gruppo di umani riesce a sfuggire alle macchine malvagie, e poi un testo sullo schermo presenta una spiegazione molto fantascientifica di cosa abbia causato l'animazione delle macchine e cosa le abbia infine fermate, con un simpatico riferimento alla paranoia della Guerra Fredda. E poi parte il riff iniziale di "You Shook Me All Night Long". È talmente trionfante da funzionare come una battuta, specialmente se paragonato al finale del racconto originale "Trucks" di King, in cui il narratore immagina un futuro in cui gli esseri umani sono costretti a continuare a fare rifornimento ai camion fino a quando non si sfasciano, momento in cui saranno obbligati a costruire nuovi camion, e poi il mondo verrà asfaltato perché i camion possano correre liberi. Nessuno si gode "You Shook Me All Night Long" dopo un finale del genere.

Maximum Overdrive è un cult classico incompreso perché gioca con codici diversi rispetto al canone kingiano più celebrato. Non cerca la profondità psicologica di Misery o l'angoscia metafisica di Pet Sematary. Abbraccia invece l'estetica del B-movie con consapevolezza, portando avanti un'idea assurda con totale convinzione. È un film che sa di essere ridicolo e lo celebra, ma lo fa con una tale energia e un tale commitment che diventa irresistibile. La violenza cartoonesca, le morti assurde, i dialoghi sopra le righe: tutto contribuisce a creare un'esperienza che è più vicina al cinema exploitation che all'horror psicologico.

King non ha mai più diretto un altro film, e questo è un peccato. Maximum Overdrive dimostra che possiede un talento naturale per la commedia weird, un filone che non ha mai davvero esplorato nel suo lavoro successivo. C'è una leggerezza autoironica in questo film che raramente emerge nelle sue opere letterarie, un'attitudine che avrebbe potuto generare altri esperimenti interessanti dietro la macchina da presa. Ma forse è proprio il fatto di essere rimasto un unicum a rendere Maximum Overdrive ancora più speciale: un esperimento folle, una deviazione dalla norma, un gioiello grezzo che continua a dividere il pubblico quasi quarant'anni dopo.

Fonte / Collider.com
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