Melania, i Rolling Stones smentiscono il fatto che Mick Jagger abbia autorizzato l'uso di Gimme Shelter
I Rolling Stones smentiscono l'autorizzazione di Gimme Shelter per il documentario su Melania Trump. La controversia coinvolge Mick Jagger, ABKCO e i diritti musicali.
di Alba Rossi
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Una fonte anonima vicina a Mick Jagger ha categoricamente negato che il leggendario frontman dei Rolling Stones abbia avuto alcun ruolo nella decisione di concedere in licenza "Gimme Shelter" per il documentario "Melania", dedicato alla First Lady americana. La smentita arriva pochi giorni dopo che Marc Beckman, produttore del film, aveva dichiarato pubblicamente a Variety che Jagger "era effettivamente coinvolto" e aveva "dato la sua benedizione" all'utilizzo del brano iconico.
Un rappresentante ufficiale della band ha confermato al Guardian che la licenza "è stata stipulata esclusivamente tra i detentori dei diritti ABKCO e i produttori di Melania, e che la band non ha avuto nulla a che fare con essa". Tuttavia, le fonti vicine al film continuano ad asserire che Jagger fosse direttamente coinvolto. Chi dice la verità in questa vicenda ingarbugliata?
Tecnicamente, ABKCO potrebbe avere il diritto contrattuale di concedere licenze per questi brani senza il consenso esplicito della band, anche se negli ultimi decenni i rapporti tra le due parti si sono stabilizzati. Hanno collaborato a numerosi progetti di ristampa e a innumerevoli utilizzi delle canzoni nei film, generalmente dietro compensi molto generosi. Mick Jagger stesso aveva dichiarato a Fortune nel 2002 di ricevere "moltissime richieste" per licenze cinematografiche e di dire "quasi sempre di sì", aggiungendo che si trattava di "un ottimo business".
Eppure, data la storia notoriamente conflittuale tra i Rolling Stones e Trump, sembra altamente improbabile che ABKCO avrebbe proceduto senza almeno un cenno di approvazione dalla band, anche se contrattualmente potrebbe non essere obbligata a farlo. I rapporti tra il gruppo e il presidente sono stati tesi per anni, costellati di scambi al vetriolo e battaglie legali.
Gli scambi tra Jagger e Trump nel corso degli anni hanno oscillato tra critiche feroci e battute pungenti. Il cantante ha ripetutamente affermato di non sostenere Trump come candidato e ha criticato duramente le sue politiche, mentre Trump ha risposto con dichiarazioni altrettanto taglienti. Jagger ha anche risposto alle domande sull'uso delle canzoni ai comizi con ironia, dicendo "non sono il DJ di Donald".
Ma l'episodio più emblematico della loro relazione risale al dicembre 1989, quando gli Stones letteralmente fecero cacciare Trump dal suo stesso locale. Durante il tour "Steel Wheels", la band si esibì all'Atlantic City Convention Center, di proprietà di Trump. Nonostante un accordo precedente, Trump organizzò una conferenza stampa sullo show, contro i desideri della band. Il promoter Michael Cohl cercò di dissuaderlo, ma Trump proseguì.
Questa storia aggiunge un ulteriore strato di incredulità all'idea che Jagger o la band possano aver volontariamente autorizzato l'uso di una delle loro canzoni più celebri per un documentario su Melania Trump, anche se pagato profumatamente. Eppure il produttore Beckman ha insistito pubblicamente sul coinvolgimento di Jagger, creando una contraddizione che al momento sembra irrisolvibile senza ulteriori chiarimenti ufficiali.
I rappresentanti dei Rolling Stones e di ABKCO non hanno risposto alle molteplici richieste di commento avanzate da Variety, lasciando la questione avvolta nel mistero. Il giornalista del Guardian che ha scritto l'articolo ha confermato la veridicità del racconto e ha messo in copia conoscenza il rappresentante della band, che però non ha replicato.
"Gimme Shelter", scritta da Jagger e Richards e pubblicata nel 1969, è una delle canzoni più potenti e oscure del catalogo degli Stones, un brano che parla di guerra, violenza e ricerca di rifugio in tempi turbolenti. Il suo utilizzo in un documentario sulla moglie di un presidente così controverso aggiunge un ulteriore livello di significato simbolico che difficilmente può essere passato inosservato agli stessi autori del brano.
La questione dei diritti musicali è da sempre un terreno scivoloso nell'industria discografica, specialmente quando gli artisti non possiedono le registrazioni originali delle loro opere. Il caso degli Stones e ABKCO è uno dei più celebri esempi di come accordi stipulati decenni fa possano continuare a generare controversie e situazioni ambigue nel presente.
Fonte /
Variety.com