“Mi hanno licenziato”: la verità sul film di Star Wars con Rey mai nato
Non tutti sanno che il visionario creatore di Lost e Watchmen è stato rimosso in passato da un film di Star Wars, incentrato su Rey, e che avrebbe potuto cambiare tutto.
Sono passati anni da quando Damon Lindelof, il visionario creatore di Lost e Watchmen, è stato rimosso dal progetto di un film di Star Wars incentrato su Rey. Oggi, finalmente, l'autore ha rotto il silenzio e raccontato la sua versione dei fatti, svelando tutta una serie di dettagli inediti su un'idea creativa che avrebbe potuto cambiare radicalmente il futuro della saga galattica.
Ma come abbiamo accennato poco sopra nell'articolo, in una recente apparizione al podcast House of R di The Ringer-Verse, lo sceneggiatore ha finalmente affrontato quello che ha definito il "Bantha nella stanza", usando un termine proprio del linguaggio di Star Wars per indicare l'elefante nella stanza di cui nessuno voleva parlare. Lindelof ha ammesso senza mezzi termini di essere stato licenziato, un'espressione che lui stesso ha usato più volte durante l'intervista, e ha spiegato perché la sua visione creativa non ha funzionato.
L'idea alla base della sua sceneggiatura era ambiziosa e meta-narrativa. Lindelof voleva portare sullo schermo il dibattito che divide i fan di Star Wars da anni: quello tra nostalgia per il passato glorioso della saga e necessità di revisione, di evoluzione, di rottura con la tradizione. Non si trattava solo di raccontare una storia, ma di farne il contenitore di una riflessione più ampia sul conflitto generazionale e culturale che attraversa il fandom di Guerre Stellari.
Un'operazione creativa rischiosa, senza dubbio, con lo stesso Lindelof che ha ammesso come il tentativo di trasformare una conversazione fandom in dialogo cinematografico non si sia rivelato abbastanza incisivo. Guardare il pubblico strizzando l'occhio, cercando di incorporare le critiche e i dibattiti dei fan dentro la narrazione, alla fine non sembrava così rischioso o innovativo come sperato. Forse troppo cerebrale, forse troppo auto-referenziale per un franchise che vive anche di avventura pura e colpi di scena emotivi.
Ma non è stata solo una questione di concept del progetto: Lindelof ha riconosciuto che la scrittura si è rivelata incredibilmente difficile. Definire la struttura narrativa, trovare il tono giusto, stabilire il rapporto del film con la Trilogia Sequel sono stati ostacoli che non è riuscito a superare. In altre parole, anche se l'idea di fondo poteva piacere, la sua esecuzione pratica si è arenata davanti alla complessità del materiale e alle aspettative enormi che gravano su ogni prodotto Star Wars.
Ma come abbiamo visto in questo articolo, il destino di Rey rimane sospeso. Forse il suo ritorno sul grande schermo avverrà davvero, con una nuova sceneggiatura e una nuova visione. Oppure resterà un progetto fantasma, uno dei tanti "e se" che popolano la galassia lontana lontana.