FILM

"Mi sono reincarnata nel mio corpo": la rinascita di Sharon Stone dopo l'ictus che le ha cambiato la vita

Sharon Stone racconta come l'ictus del 2001 abbia trasformato la sua vita: dalla rinascita personale all'impegno per la pace

Condividi

La vita di Sharon Stone si divide in due capitoli. Il primo appartiene alla diva magnetica e inafferrabile che conquistò Hollywood. Il secondo nasce nel 2001, quando un ictus improvviso spazzò via ogni certezza. Da allora l'attrice ha imparato a guardare il tempo con occhi nuovi, trasformando il dolore in una diversa idea di felicità, fatta di piccoli istanti e di una ritrovata autenticità.

A venticinque anni da quell'evento che rischiò di ucciderla, la protagonista di Basic Instinct torna a parlare di quella prova con una lucidità disarmante, raccontando un'esperienza che, nelle sue parole, l'ha "reincarnata" nella stessa vita che credeva di aver perso.

In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, l'attrice descrive la malattia come il punto di svolta che ha separato l'esistenza della diva hollywoodiana da quella di una donna profondamente trasformata. "Morire è un'esperienza che apre gli occhi", afferma. Una frase che racchiude il senso di un percorso personale fatto di fragilità, consapevolezza e ricostruzione.

L'ictus che ha cambiato tutto

Il grave ictus di Stone fu provocato dalla rottura di un aneurisma cerebrale. Le probabilità di sopravvivenza erano ridotte e il lungo percorso di riabilitazione la costrinse a ricominciare praticamente da zero. Doveva recuperare le capacità fisiche e cognitive compromesse dall'emorragia, ma anche ricostruire anche un'identità personale e professionale profondamente segnata dall'esperienza.

Il racconto di Sharon Stone (Late Night with Seth Meyers)

Oggi l'attrice guarda a quel periodo con una prospettiva completamente diversa. "Non a tutti viene concessa la possibilità di reincarnarsi nel proprio corpo e continuare il cammino. A me è successo", racconta.

Da allora il rapporto con il tempo è cambiato radicalmente. L'urgenza di inseguire il successo ha lasciato spazio all'importanza del presente. "Si impara a restare nell'oggi, nel caso dovesse accadere di nuovo", spiega.

La presenza di Sharon Stone (che in precedenza ha anche parlato della misoginia di Hollywood) a Roma in occasione del Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War racconta molto della donna che è diventata. L'attrice ha preso parte al summit internazionale che ha riunito Premi Nobel, ex capi di Stato, leader religiosi e scienziati per discutere alcune delle sfide più delicate del nostro tempo, dall'intelligenza artificiale al rischio nucleare.

Un impegno che va ben oltre il mondo dello spettacolo. Stone ha scelto infatti di partecipare non soltanto come volto noto di Hollywood, ma come "cittadina del mondo e madre di tre giovani uomini intelligenti", sottolineando il valore della responsabilità individuale in un'epoca attraversata da trasformazioni tecnologiche e geopolitiche senza precedenti.

Continua a leggere su BadTaste