Michael 2 si farà: dopo il boom al cinema arriva l’annuncio che cambia tutto (ma c’è un nodo delicato)
Il biopic sul Re del Pop, in grado di polverizzare ogni record d'incassi nel suo weekend d'apertura, riceverà un sequel? Adesso abbiamo la riposta ufficiale (e i fan sono contenti).
Quando un biopic sul Re del Pop polverizza ogni record d'incassi nel suo weekend d'apertura, la domanda non è se ci sarà un seguito, ma quando. La risposta è arrivata direttamente da Adam Fogelson, chairman di Lionsgate: Michael 2 è ufficialmente in sviluppo, con le riprese programmate per il 2027. L'annuncio, fatto durante un'intervista al podcast The Town, certifica quello che molti sospettavano dopo il trionfo al botteghino del primo capitolo dedicato a Michael Jackson.
Il film originale, diretto da Antoine Fuqua (l'uomo dietro Training Day) e interpretato da Jaafar Jackson, nipote della leggenda musicale, ha conquistato pubblico e critica raccontando l'ascesa del bambino prodigio alla superstar planetaria. La performance di Jaafar, al suo debutto cinematografico, ha ricevuto consensi entusiastici da parte del pubblico, dimostrando che portare sullo schermo il proprio zio non era solo una scelta di casting evocativa, ma una decisione artistica azzeccata.Secondo Fogelso, il materiale per un secondo film non manca. Anzi, abbonda. "C'è una quantità enorme di musica ed esperienze di vita, separate dalle accuse, che potrebbero riempire più di un secondo film", ha dichiarato il chairman, lasciando intendere che la vita di Jackson offre ancora ampi spazi narrativi da esplorare. Tra i momenti iconici che potrebbero trovare spazio in Michael 2, Fogelson ha citato esplicitamente la performance all'halftime show del Super Bowl, riconosciuta come la migliore nella storia dell'evento sportivo più seguito d'America. Un momento che ha ridefinito cosa significhi esibirsi davanti a centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.
Ma ogni racconto biografico su Michael Jackson deve fare i conti con le ombre che hanno accompagnato gli ultimi anni della sua vita. Fogelson non ha evitato la domanda più scomoda: il sequel affronterà le accuse di abusi sessuali che hanno segnato la narrazione pubblica dell'artista? "È una questione davvero complicata, e non sono sicuro di essere la persona migliore o che questo sia il momento migliore per rispondere", ha ammesso, con una cautela comprensibile.
Ha tuttavia rivelato un dettaglio significativo: le prime bozze di Michael includevano riferimenti a quelle vicende, ma una clausola legale legata all'accordo Chandler ne ha richiesto la rimozione. Un vincolo contrattuale che ha condizionato la narrazione del primo film e che potrebbe continuare a influenzare anche il sequel. La questione resta aperta, complessa, divisiva. Da un lato c'è il desiderio di raccontare una storia completa, dall'altro le implicazioni legali, etiche e commerciali di toccare argomenti così sensibili.Le tempistiche del progetto, però, non sono ancora definitive. Fuqua è attualmente impegnato nella preparazione di un nuovo progetto Netflix con Denzel Washington, previsto per l'estate prossima. Il duo regista-attore ha costruito nel corso degli anni 2000 una partnership creativa solida e proficua, e questo impegno potrebbe slittare il calendario di Michael 2. "Non siamo ancora arrivati al momento in cui dobbiamo risolvere queste questioni", ha spiegato Fogelson, indicando che le decisioni sulla programmazione sono ancora in fase di definizione.
Nonostante le incertezze temporali, Lionsgate non nasconde l'ottimismo sulle potenzialità commerciali del franchise. Fogelson ha proiettato incassi globali tra i 700 e gli 800 milioni di dollari per il primo Michael, con una possibilità concreta di raggiungere il miliardo. Numeri che trasformano un biopic in un evento cinematografico di portata globale e che giustificano ampiamente l'investimento in un seguito.
Il pubblico italiano, da sempre legato alla figura di Michael Jackson attraverso generazioni che hanno ballato su Thriller, pianto su Man in the Mirror e cantato a squarciagola Beat It, attende con curiosità di vedere quali capitoli della star verranno raccontati. Perché se c'è una cosa certa è che la storia del Re del Pop è ancora lontana dall'essere esaurita sul grande schermo.