Michael: l'assenza di un membro della famiglia Jackson dal film solleva interrogativi da parte del pubblico
Una delle sorelle Jackson ha rifiutato di partecipare al biopic Michael. LaToya Jackson parla delle ragioni dell'assenza della pop star dal film diretto da Antoine Fuqua.
L'attesa per il biopic dedicato al Re del Pop si è finalmente concretizzata, ma l'uscita di Michael ha portato con sé una domanda che molti fan si sono posti fin dai primi trailer: dove è Janet Jackson? L'assenza della superstar pop, seconda solo a Michael stesso nella dinastia musicale dei Jackson, lascia un vuoto evidente nella rappresentazione della famiglia che ha dominato la scena musicale mondiale per decenni.
Michael, diretto da Antoine Fuqua e scritto da John Logan, ripercorre circa 25 anni della straordinaria ascesa di Michael Jackson, dai primi passi come giovane frontman dei Jackson 5 fino ai trionfi solisti degli anni Ottanta con album iconici come Thriller e Bad. Il film vede Jaafar Jackson, nipote di Michael e figlio di Jermaine, nei panni del protagonista, affiancato da Colman Domingo nel ruolo del patriarca Joe Jackson e Nia Long come Katherine Jackson.
La scelta di Jaafar non è casuale: il giovane artista incarna in modo sorprendente lo zio, tanto da risultare quasi inquietante per la somiglianza fisica e nei movimenti. Il biopic è un vero affare di famiglia, con diversi membri dei Jackson coinvolti come produttori, tra cui Prince Jackson, figlio di Michael. Sul grande schermo appaiono anche Marlon, Tito, Jermaine e Jackie Jackson, mentre LaToya è interpretata dall'attrice Jessica Sula.
Janet non è stata l'unica a declinare l'invito. Anche Paris Jackson, figlia di Michael, ha scelto di non partecipare al progetto. E manca pure Rebbie Jackson, la sorella maggiore della famiglia, anche se la sua assenza risulta meno evidente dato il profilo pubblico più basso rispetto a Janet.
La decisione di Janet di non partecipare a Michael solleva interrogativi legittimi. Si tratta di una scelta legata alla volontà di mantenere le distanze da un progetto che tocca temi familiari dolorosi? O forse riflette semplicemente il desiderio di preservare la propria privacy e indipendenza rispetto a una narrazione che, per quanto accurata, resta comunque una ricostruzione cinematografica?