FILM

Monica Vitti, volto della Festa del Cinema di Roma: lo scatto dal film cult di Antonioni scelto per l’evento

La ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma rende omaggio a una delle interpreti più amate della storia cinematografica italiana. A riportare Monica Vitti al centro della scena è una fotografia in bianco e nero che attraversa oltre sessant’anni di storia e restituisce tutta la forza espressiva di un’attrice che ha rivoluzionato il modo di rappresentare le donne sul grande schermo.

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Non è soltanto una scelta celebrativa, ma un richiamo a una stagione del cinema italiano che ha saputo parlare al mondo. Per la fotografia ufficiale della 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma, in programma dal 13 al 25 ottobre 2026 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, è stata selezionata un’immagine di Monica Vitti scattata da Sergio Strizzi durante la lavorazione di L’eclisse, film uscito nelle sale nel 1962.

La protagonista appare immersa nell’ambiente urbano dell’EUR, quartiere romano che Antonioni trasformò in uno spazio narrativo essenziale per raccontare l’inquietudine dei suoi personaggi. Le architetture moderne, le prospettive rigorose e le geometrie degli edifici diventano parte integrante della fotografia, contribuendo a creare un’atmosfera sospesa, nella quale anche gli spazi sembrano riflettere le emozioni dei protagonisti.

È questa la forza dello scatto scelto per rappresentare la manifestazione: non una semplice immagine d’archivio, ma una testimonianza diretta di un cinema che continua a interrogare gli spettatori. Il volto di Vitti riporta alla memoria un’interpretazione fondamentale della sua carriera e, allo stesso tempo, ricorda quanto il lavoro dell’attrice sia ancora capace di dialogare con il pubblico contemporaneo.

Diretto da Michelangelo Antonioni, L’eclisse costituisce uno dei capitoli centrali della collaborazione artistica tra il regista ferrarese e Monica Vitti. L’attrice interpreta Vittoria, una giovane donna che si muove tra relazioni sentimentali incerte e un senso di estraneità che sembra investire ogni aspetto della sua esistenza. Al suo fianco c’è Piero, interpretato da Alain Delon, con cui nasce un rapporto segnato dall'attrazione, ma anche dall'incapacità di costruire una comunicazione autentica. Antonioni non si affida ai meccanismi tradizionali del melodramma: preferisce osservare i gesti, i silenzi, gli ambienti e le distanze tra i personaggi, lasciando che siano anche gli elementi che stanno intorno a raccontare ciò che le parole non riescono a esprimere.

Il film completa idealmente un percorso iniziato con L’avventura (1960), proseguito con La notte (1961) e continuato con Il deserto rosso (1964). Queste opere, spesso riunite sotto l'espressione "tetralogia dell’incomunicabilità", hanno contribuito a definire una nuova grammatica cinematografica, nella quale il disagio interiore non viene necessariamente spiegato, ma prende forma attraverso immagini, ambientazioni e comportamenti. La scelta della Festa di Roma acquista quindi un significato particolare: celebrare Vitti significa anche riportare l'attenzione su una delle collaborazioni più importanti del cinema d'autore europeo.

Ridurre Monica Vitti al suo sodalizio con Antonioni, tuttavia, significherebbe trascurare una parte decisiva del suo talento. L'attrice romana, nata Maria Luisa Ceciarelli il 3 novembre 1931, ha dimostrato una versatilità rara, passando con naturalezza dai personaggi tormentati del cinema d'autore a figure ironiche, anticonformiste e travolgenti.

La svolta arrivò con La ragazza con la pistola (1968), diretto da Mario Monicelli. Nei panni di Assunta Patanè, una donna siciliana che raggiunge la Scozia per vendicare un torto subito, Vitti mostrò un'energia comica che conquistò il grande pubblico. Il successo del film contribuì a consolidare una nuova immagine dell'attrice, ormai pronta a confrontarsi con i protagonisti maschili della commedia all'italiana senza rinunciare alla propria personalità.

Negli anni successivi recitò accanto ad Alberto Sordi in titoli come Polvere di stelle (1973) e Io so che tu sai che io so (1982), confermando la capacità di alternare leggerezza, sarcasmo e sensibilità. Lavorò inoltre con registi come Ettore Scola, Mario Monicelli e Luis Buñuel, costruendo una filmografia che attraversa generi e stili differenti.

La sua voce roca, il ritmo della recitazione e l'espressività del volto contribuirono a renderla immediatamente un' icona. Vitti non fu soltanto un'interprete brillante: portò sullo schermo donne complesse, spesso lontane dai modelli rassicuranti, capaci di desiderare, contraddirsi e mettere in discussione le convenzioni sociali.

Nel corso della sua carriera Monica Vitti ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui cinque David di Donatello come migliore attrice protagonista e tre Nastri d'argento. Nel 1995 la Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia le assegnò il Leone d'oro alla carriera, consacrando il suo contributo al cinema italiano e internazionale.

Dopo Scandalo segreto (1990), film che scrisse, diresse e interpretò, e la miniserie televisiva Ma tu mi vuoi bene? (1992), l'attrice si allontanò progressivamente dal lavoro. La sua ultima apparizione pubblica risale al 2002. Negli anni successivi visse lontana dai riflettori, assistita dal marito Roberto Russo, che le rimase accanto fino alla morte, avvenuta a Roma il 2 febbraio 2022, all'età di 90 anni. La riservatezza degli ultimi decenni non ha attenuato l'affetto del pubblico. Al contrario, la sua assenza ha contribuito a rendere ancora più prezioso il patrimonio artistico lasciato in eredità.

L'omaggio del 2026 si inserisce nel rapporto tra la Festa del Cinema e le grandi protagoniste del cinema italiano. Nel 2023 era stata Anna Magnani a rappresentare simbolicamente la manifestazione; tre anni dopo, la scelta di Monica Vitti rinnova l'attenzione verso due interpreti differenti, ma unite dal talento di imprimere un segno indelebile nella cultura cinematografica nazionale.

L'edizione 2026 si apre il 13 ottobre con Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese e proseguirà fino al 25 ottobre, con film italiani e internazionali, incontri e appuntamenti dedicati anche alle serie televisive. La manifestazione, prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma, è presieduta da Salvatore Nastasi e diretta artisticamente da Paola Malanga. Monica Vitti torna così a essere il volto di Roma attraverso un'immagine che appartiene al passato, ma non sembra mai invecchiata.

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