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Monopoly diventa un reality Netflix: svelati i primi dettagli del format e il montepremi da 2 milioni

Netflix ha ordinato il reality ufficiale di Monopoly: dodici concorrenti si sfideranno in una città a grandezza naturale per conquistare un premio da 2 milioni di dollari.

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Il gioco da tavolo che ha fatto litigare generazioni di famiglie italiane sta per fare il salto definitivo dalla scatola alla realtà, visto che Netflix ha ufficialmente dato il via libera alla produzione di un reality competition basato su Monopoly, il leggendario board game che da decenni trasforma pacifici parenti in spietati magnati immobiliari. E questa volta la posta in gioco non è qualche banconota colorata di carta: il vincitore si porterà a casa 2 milioni di dollari.

La notizia arriva dopo mesi di speculazioni e trattative. Lo scorso anno, il colosso dello streaming aveva stretto un accordo con Hasbro per acquisire i diritti del franchise, battendo una concorrenza agguerrita. Secondo fonti interne, circa 50 case di produzione hanno partecipato a una vera e propria gara per aggiudicarsi il progetto, dove a spuntarla è stata Studio Lambert, la stessa realtà dietro successi come The Traitors e Squid Game: The Challenge, titoli che hanno dimostrato come la formula del reality game ad alta tensione possa funzionare perfettamente nell'era dello streaming.

Stando a Deadline, la meccanica del programma promette di essere semplice ma spietata. Dodici concorrenti si sfideranno in una versione completamente realizzata e a grandezza naturale di Monopoly Town Square. Non stiamo parlando di un semplice set televisivo: l'idea è quella di costruire un'ambientazione immersiva, dove proprietà, strade e luoghi iconici del gioco prenderanno vita fisica. I partecipanti inizieranno tutti sullo stesso piano, ma l'uguaglianza di partenza durerà poco dato che, proprio come accade nel gioco originale, l'obiettivo sarà accumulare ricchezze, acquisire proprietà e mandare gli avversari in bancarotta.

Ogni negoziazione, ogni decisione strategica, ogni lancio di dadi potrebbe fare la differenza tra costruire un impero immobiliare o finire direttamente in prigione. Il format prevede eliminazioni progressive: man mano che i concorrenti vanno in bancarotta, vengono estromessi dalla competizione, fino a quando rimarrà un solo giocatore a portarsi a casa l'intero montepremi. Un meccanismo darwiniano che richiama le dinamiche del gioco da tavolo, ma amplificato dalla pressione televisiva e dalla presenza di telecamere h24.

Stando al report (confermato anche da Variety), Netflix ha già avviato il casting per il programma, la cui premiere è prevista per il prossimo anno. Il progetto rappresenta una priorità strategica per la piattaforma, che negli ultimi tempi ha investito massicciamente nel settore dei reality competition. Jeff Gaspin, ex responsabile dei contenuti unscripted di Netflix recentemente uscito dall'azienda, aveva dichiarato di essere stato convinto ad acquistare il progetto senza nemmeno ascoltare il pitch completo, in parte grazie al successo planetario di Monopoly Go!, il gioco mobile che ha riportato il brand al centro dell'attenzione delle nuove generazioni.

Anche la scelta di Studio Lambert non è casuale, visto che la casa di produzione britannica, parte del gruppo All3Media recentemente acquisito dal colosso francese Banijay, ha dimostrato più volte di saper gestire format complessi e ad alto budget. The Traitors, in particolare, è diventato un fenomeno culturale, mostrando come la psicologia di gruppo e la strategia possano creare televisione avvincente senza bisogno di prove fisiche estreme. Il team di produzione vede al timone nomi esperti del settore: Nia Yemoh, Tim Harcourt, Jack Burgess, Stephen Lambert e Kim Murphy per Studio Lambert, mentre Gabriel Marano e Zachary Edwin rappresenteranno Hasbro Entertainment.

Una squadra che dovrà affrontare la sfida di tradurre la meccanica bidimensionale di un gioco da tavolo in un'esperienza televisiva tridimensionale, mantenendo intatta la tensione strategica che rende Monopoly così coinvolgente e frustrante allo stesso tempo. La domanda che molti si pongono è: come si può rendere cinematografico un gioco che consiste essenzialmente nel tirare dadi, girare intorno a un tabellone e accumulare proprietà? La risposta risiederà probabilmente nelle dinamiche sociali tra concorrenti.

Monopoly non è solo un gioco di fortuna e strategia economica: è un laboratorio di negoziazione, alleanze temporanee, tradimenti e rivalità. Elementi che, amplificati in un contesto televisivo, potrebbero trasformarsi in oro puro per lo streaming. In tutto questo, il montepremi da 2 milioni di dollari posiziona il programma tra i reality competition più ricchi attualmente in produzione, segno che Netflix crede fermamente nel potenziale del format. Non è la prima volta che il gigante dello streaming punta su adattamenti di giochi iconici: Squid Game: The Challenge ha dimostrato che è possibile trasformare concetti ludici estremi in intrattenimento di massa, pur con le inevitabili polemiche sul trattamento dei concorrenti.

Il successo di un progetto del genere dipenderà tutto dall'equilibrio tra strategia, spettacolo e dinamiche umane. Da questo punto di vista, la scelta di affidarsi a Studio Lambert, la società di produzione dietro The Traitors – con la seconda stagione in arrivo – lascia intendere che la piattaforma voglia puntare proprio sugli elementi che hanno reso quel format un successo: alleanze, tradimenti e tensione costante. Trasportare tutto questo nel mondo di Monopoly è una scommessa ambiziosa, ma anche incredibilmente affascinante. Se il risultato sarà all'altezza delle aspettative, il celebre gioco da tavolo potrebbe trovare una seconda vita anche sul piccolo schermo.

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