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Monster cambia completamente tono nella quarta stagione: dietro c'è un'ispirazione davvero inaspettata

Monster torna su Netflix con la storia di Lizzie Borden, ma la quarta stagione cambia la formula della serie con più ironia e dark comedy.

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Dopo Jeffrey Dahmer, i fratelli Menendez ed Ed Gein, Monster è pronta a raccontare un altro dei casi più celebri della cronaca nera americana, ma questa volta Ryan Murphy e Ian Brennan hanno deciso di cambiare qualcosa nella formula della loro controversa serie Netflix. Monster: La storia di Lizzie Borden è arrivata su Netflix il 17 settembre e mette al centro la donna accusata di aver ucciso a colpi d'ascia il padre e la matrigna nel 1892, prima di essere assolta al termine di uno dei processi più famosi dell'epoca.

A interpretarla è Ella Beatty, mentre Charlie Hunnam torna nella serie dopo aver vestito i panni di Ed Gein nella terza stagione. Questa volta l'attore interpreta Andrew Borden, il padre di Lizzie, e proprio Hunnam ha anticipato che il pubblico potrebbe accorgersi rapidamente di una differenza rispetto alle storie raccontate finora. La quarta stagione avrà infatti un tono più ironico, con una componente da dark comedy decisamente più pronunciata rispetto al passato.

C'è un leggero cambiamento di tono. C'è molta più commedia in questa stagione”, ha spiegato Hunnam parlando della nuova incarnazione di Monster. Una scelta che potrebbe sembrare particolare per una serie diventata famosa proprio per il modo cupo e spesso brutale con cui ha ricostruito alcuni dei casi criminali più conosciuti degli Stati Uniti. Ma secondo Hunnam, questo non significa che Monster abbia improvvisamente smesso di essere inquietante.

Monster: Lizzie Borden, fonte: Netflix

L'attore ha spiegato che la componente più leggera convive con il lato oscuro della vicenda e che proprio il contrasto tra questi due elementi rappresenta una delle caratteristiche della stagione. Il risultato dovrebbe quindi essere un racconto capace di passare da situazioni grottesche e ironiche a momenti decisamente più disturbanti. Anche il regista Max Winkler ha parlato di una stagione più libera e “ribelle” rispetto alle precedenti, sottolineando come la storia di Lizzie Borden abbia permesso alla serie di sperimentare maggiormente con il tono.

“Sono ossessionato dal film e dallo spettacolo teatrale Rumori fuori scena: le persone continuano a entrare nelle stanze, lanciano una granata e subito dopo se ne vanno. Mi sono chiesto: ‘Come possiamo prendere quella sceneggiatura e farla sembrare così quando guardiamo persone reali interpretarla?’. Ogni cosa è stata intenzionale. Semplicemente non sapevamo se avrebbe funzionato oppure no. L'argomento è molto serio, ma il modo in cui volevamo raccontare questa storia prevedeva fin dall'inizio una componente di dark comedy”. - Max Winkler

Ma non è l'unico cambiamento, visto che per la prima volta Monster costruisce una stagione principalmente attorno a una donna. Dopo Dahmer, i fratelli Menendez ed Ed Gein, la protagonista è Lizzie Borden, diventata nel corso di oltre un secolo una vera e propria figura della cultura popolare americana. Nel 1892 suo padre Andrew e la matrigna Abby furono trovati morti nella loro abitazione di Fall River, in Massachusetts. Lizzie venne accusata degli omicidi e processata l'anno successivo, ma fu assolta. Il caso non venne mai definitivamente risolto e la sua figura finì per alimentare libri, film, serie televisive e persino una celebre filastrocca popolare.

Monster, fonte: Netflix

La serie sceglie inevitabilmente una propria interpretazione degli eventi. Ian Brennan ha spiegato di ritenere personalmente Lizzie responsabile degli omicidi, pur riconoscendo che la verità storica rimane impossibile da stabilire con certezza. Gli episodi mostrano infatti anche diverse possibilità su ciò che potrebbe essere realmente accaduto quella mattina. Monster vuole però andare oltre il semplice interrogativo sulla colpevolezza di Lizzie.

La nuova stagione utilizza la sua storia per parlare soprattutto della condizione femminile alla fine dell'Ottocento, della repressione sociale e di quella che gli autori hanno definito “rabbia femminile”. L'obiettivo è interrogarsi sulle condizioni che possono portare una persona alla violenza, senza ridurre i protagonisti semplicemente alla definizione di “mostri”. Ed è qui che entra in gioco un'altra delle grandi novità. La storia di Lizzie viene messa in relazione con quelle di altre donne che, in epoche completamente differenti, sono state considerate dei mostri.

Monster, fonte: Netflix

Tra queste c'è Aileen Wuornos, interpretata da Sarah Paulson, serial killer statunitense condannata per diversi omicidi commessi tra il 1989 e il 1990. Nella stagione compare inoltre la figura della contessa Erzsébet Báthory, interpretata da Vicky Krieps. Tre donne separate da secoli di storia, utilizzate dagli autori per esplorare un tema comune: cosa accade quando qualcuno rimane intrappolato per anni all'interno delle aspettative e delle limitazioni imposte dalla società.

Il cast comprende anche Rebecca Hall nei panni della matrigna Abby Borden, Billie Lourd in quelli della sorella Emma e Jessica Barden nel ruolo dell'attrice Nance O'Neil. C'è inoltre un'altra curiosità: Charlie Hunnam è il primo protagonista di una precedente stagione di Monster a tornare interpretando un personaggio completamente diverso. Dopo essere stato Ed Gein, uno dei criminali più inquietanti raccontati dalla serie, questa volta si trova dall'altra parte della storia nei panni del padre della donna che finirà accusata del suo omicidio.

Monster cambia quindi protagonista, epoca e in parte persino tono. La quarta stagione resta immersa nella cronaca nera che ha decretato il successo della serie Netflix, ma questa volta Ryan Murphy e Ian Brennan sembrano intenzionati a giocare maggiormente con il grottesco e la dark comedy. Un cambiamento che potrebbe rendere La storia di Lizzie Borden (basato su eventi inquietanti) uno dei capitoli più diversi realizzati finora dall'antologia.

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