Montalbano, perché Michele Riondino potrebbe prendere il posto di Luca Zingaretti? C'è un motivo preciso
Perché Michele Riondino viene indicato come possibile erede di Luca Zingaretti in Montalbano? Il legame con Camilleri e la storia della fiction Rai.
Il commissario Montalbano potrebbe tornare sul piccolo schermo con un volto diverso da quello di Luca Zingaretti, ma perché, tra i tanti attori italiani, si parla proprio di Michele Riondino come possibile erede? La risposta non riguarda soltanto le recenti dichiarazioni dell'interprete, che si è detto disponibile a raccogliere il testimone, ma affonda le radici nella storia stessa della fiction Rai. Riondino, infatti, ha già interpretato Salvo Montalbano, costruendo negli anni un legame particolare con il personaggio creato da Andrea Camilleri. Ed è proprio questo precedente a rendere la sua candidatura diversa da quella di un qualsiasi altro attore.
Non si trattava di una sfida semplice. Quando Riondino arrivò sul piccolo schermo, Luca Zingaretti interpretava Montalbano già da tredici anni e il pubblico aveva ormai associato il personaggio al suo volto, alla sua voce e al suo modo di muoversi tra le strade di Vigàta. La nuova serie doveva quindi trovare un equilibrio delicato: raccontare lo stesso protagonista senza trasformare il giovane Salvo in una semplice imitazione del commissario adulto. Riondino riuscì a costruire una propria interpretazione, mantenendo alcuni elementi riconoscibili del personaggio ma restituendogli anche l'irruenza, le incertezze e le contraddizioni di un uomo ancora all'inizio del proprio percorso.
Il risultato fu una fiction capace di sviluppare una sua identità, pur rimanendo legata all'universo narrativo della serie principale. L'esperienza proseguì nel 2015, quando arrivò la seconda stagione de Il giovane Montalbano. Complessivamente, Riondino interpretò il commissario in dodici episodi, un dettaglio tutt'altro che secondario quando si cerca di comprendere perché oggi venga considerato un possibile successore di Zingaretti, visto che non sarebbe chiamato a interpretare per la prima volta un personaggio sconosciuto, ma a riprendere un ruolo che ha già contribuito a portare in televisione.
Le due produzioni, del resto, hanno sempre raccontato momenti differenti della vita dello stesso personaggio: da una parte il giovane Salvo, dall'altra il commissario maturo interpretato da Zingaretti. Anche il passare degli anni contribuisce a rendere questa ipotesi interessante. Michele Riondino, nato nel 1979, ha oggi 47 anni, un'età che lo allontana inevitabilmente dal personaggio del giovane commissario interpretato oltre dieci anni fa. Proprio questa evoluzione potrebbe permettergli, almeno sul piano narrativo, di affrontare una nuova fase della vita di Montalbano, senza dover ripartire dalle sue origini. Naturalmente, il possibile passaggio di testimone porta con sé anche una questione molto delicata: l'eredità di Luca Zingaretti.
L'attore romano ha interpretato il commissario dal 1999 al 2021, diventando uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana. La sua versione di Montalbano ha contribuito in maniera decisiva al successo internazionale della fiction, rendendo particolarmente difficile immaginare qualcun altro nei panni del protagonista. Il distacco dalla serie è stato segnato anche dalla scomparsa di due figure fondamentali: Andrea Camilleri e Alberto Sironi, storico regista della fiction, entrambi morti nel 2019. Zingaretti ha spiegato in più occasioni quanto fosse difficile pensare di proseguire senza di loro, contribuendo a rendere incerto il futuro delle nuove produzioni.
E soprattutto bisognerebbe decidere se proseguire nel solco della fiction originale oppure costruire un progetto differente. A riaccendere il dibattito sono state le parole pronunciate da Riondino durante un'intervista concessa a Walter Veltroni per il Corriere della Sera, pubblicata il 15 ottobre 2026. L'attore ha riconosciuto di non poter più interpretare, per ragioni anagrafiche, il giovane Montalbano, ma si è detto onorato all'idea di raccogliere l'eredità di Zingaretti, sottolineando la stima e l'affetto che prova nei suoi confronti.
“Se me lo proponessero, non rifiuterei di certo”, ha dichiarato, chiarendo la propria disponibilità senza però annunciare alcun accordo. Ed è questa la distinzione fondamentale: Michele Riondino non è stato ufficialmente scelto come nuovo Montalbano. Non risultano conferme su una nuova stagione con lui protagonista, né è stato annunciato un passaggio di testimone da parte della Rai o della produzione. Il suo nome emerge perché esiste già un precedente televisivo, perché conosce profondamente il personaggio e perché ha manifestato apertamente il desiderio di tornare a interpretarlo.