"Morte a Venezia mi ha rovinato la vita”: Björn Andrésen attacca Visconti in un documentario
L'attore di Morte a Venezia parla della sua esperienza in un documentario e accusa il regista (e il film) di avergli rovinato la vita
Con la sensibilità di oggi certi comportamenti e aneddoti che accompagnarono le grandi produzioni risultano discutibili da un punto di vista etico e puramente umano. Per questo vengono raccontate e riviste con occhi critici. Il documentario The Most Beautiful Boy in the World si concentra sull’esperienza dell’attore Björn Andrésen, interprete di Tadzio in Morte a Venezia di Luchino Visconti.
Oggi non ha peli sulla lingua. Intervistato dal Guardian Andrésen ha usato parole dure nei confronti di Visconti.
“Vaff*****o” vorrebbe dire a Visconti il quale "se ne è sbattuto dei miei sentimenti”. E ancora: “non ho mai visto così tanti fascisti e st****i come ce ne sono nel mondo del cinema e del teatro. Luchino fu una sorta di predatore culturale disposto a sacrificare qualsiasi cosa e chiunque per il suo lavoro. Mi ha parecchio rovinato la vita”.
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Nel film il compositore Gustav von Aschenbach si invaghisce di Tadzio. L’attore Dirk Bogarde, nel 1983, aveva raccontato che sul set ad Andrésen non era permesso di stare al sole, giocare a pallone o nuotare nell’acqua sporca o fare qualsiasi cosa che gli potesse concedere un po’ di piacere. Tutto per preservare la sua bellezza.
Ma Björn Andrésen non era nemmeno un attore professionista. Orfano, crebbe con la nonna, che lo portava ai provini cinematografici come “lavoretto estivo”. Non era pronto a tutto quello che comportò Morte a Venezia. Tanto che nel documentario descrive la premiere del film al Festival di Cannes e il conseguente bagno di folla come un’assalto di pipistrelli attorno a lui. Un incubo reale, dice, che gli ha dato l’impressione di venire usato come un oggetto per promuovere il film.
Durante il tour in Giappone inoltre il giovane dovette assumere pillole per riuscire a tenere il passo degli impegni promozionali.
Oggi l’attore ha fatto pace con i suoi demoni nati sul set di Morte a Venezia. Ha continuato con la sua attività al cinema, sebbene saltuariamente. L’abbiamo recentemente visto in Midsommar prestare il suo volto e i suoi bianchissimi capelli a un anziano, vittima del rituale al centro del film.