Naruto diventa un film: la sceneggiatrice rivela perché è stato così difficile realizzare il live-action
Il film live-action di Naruto è finalmente realtà: la sceneggiatrice Tasha Huo svela le sfide dell'adattamento e perché ci sono voluti 11 anni per completarlo.
Sono passati undici anni dall'annuncio. Undici. Era il 2015 quando Lionsgate ha rivelato al mondo l'intenzione di trasformare Naruto, il manga leggendario di Masashi Kishimoto, in un film live-action. Da allora, il progetto ha attraversato fasi di silenzio, cambi di regia e scetticismo crescente. Eppure, contro ogni pronostico, il fuoco non si è spento. Anzi, ora sappiamo qualcosa di più: il copione è finito.
A confermarlo è Tasha Huo, sceneggiatrice e showrunner di The Mighty Nein per Amazon Prime Video, che dal novembre 2023 lavora al film come co-autrice insieme al regista Destin Daniel Cretton. In un'intervista rilasciata a Nexus Point News il 20 novembre 2025, Huo ha finalmente alzato il velo su una delle domande che tormentano i fan da anni: come si fa a prendere un manga così visivamente esplosivo, così pieno di regole narrative implicite e accettate dai lettori, e tradurlo in un film con attori in carne e ossa?
La risposta, secondo Huo, sta tutta in una parola: credibilità. "Per Naruto, si trattava di renderlo concreto, di farlo sentire reale e credibile nel mondo di un film live-action. Quando lo guardi o lo leggi, è completamente folle. È fantastico, ma è completamente folle", ha dichiarato. Il problema non è solo tecnico, è concettuale. Le regole narrative che accetti senza battere ciglio in un manga o in un anime diventano ostacoli quando devi trasferirle in un contesto di persone vere che pronunciano battute vere e devono trasmettere una trama vera.
È una sfida che ha riguardato ogni adattamento di manga per il grande schermo, da Ghost in the Shell al discusso Death Note di Netflix. Ma l'esperienza di One Piece su Netflix ha dimostrato che, con la giusta cura, è possibile riuscire dove altri hanno fallito. Huo lo sa bene, e il suo curriculum parla chiaro: oltre a Naruto, ha lavorato su Tomb Raider: The Legend of Lara Croft e sulle campagne di Dungeons & Dragons per Critical Role. È una che di proprietà intellettuali iconiche se ne intende, e che sa quanto sia delicato l'equilibrio tra fedeltà e necessità di adattamento.
Il nome di Destin Daniel Cretton, regista entrato ufficialmente nel progetto nel 2023 dopo l'uscita di Michael Gracey, è un altro segnale positivo. Cretton non è un nome a caso: nel 2021 ha diretto Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, film Marvel che ha saputo bilanciare arti marziali coreografate, elementi fantastici e un racconto umano profondo. Proprio le qualità che servono per Naruto. Non a caso, quando Kishimoto ha saputo del suo coinvolgimento, ha espresso un entusiasmo raro per un creatore giapponese di fronte a un adattamento hollywoodiano.
"Quando ho saputo del coinvolgimento di Destin, era appena dopo aver visto un suo blockbuster d'azione, e ho pensato che sarebbe stato il regista perfetto per Naruto. Dopo aver apprezzato i suoi altri film e aver capito che il suo punto di forza è creare drammi solidi sulle persone, mi sono convinto che non esista altro regista per Naruto", ha scritto Kishimoto. Parole forti, che sottolineano un elemento spesso trascurato: Naruto non è solo combattimenti e jutsu. È una storia di crescita, solitudine, amicizia e redenzione. Cretton sembra aver colto questo aspetto, e Kishimoto lo ha riconosciuto.
Il mangaka ha anche aggiunto di aver trovato Cretton un regista di mentalità aperta, disposto ad accogliere i suoi input. Una collaborazione che promette rispetto reciproco e visione condivisa, elementi che spesso sono mancati in adattamenti fallimentari del passato. Kishimoto è stato coinvolto nello sviluppo del film già dal 2016, segno che Lionsgate vuole evitare l'errore più comune: allontanarsi troppo dal materiale originale.
Tasha Huo ha chiuso la sua riflessione con una nota di ottimismo: "Questa è stata la sfida, ma anche la gioia, perché sono storie semplicemente divertenti". Dietro quella frase c'è la consapevolezza di chi sa che il rischio è alto, ma anche la passione di chi crede in ciò che sta facendo. Il copione è completo, il regista è al suo posto, il creatore originale è coinvolto. Ora manca solo una data di uscita.