Natalie Portman sotto attacco nel romanzo Life of M? Ecco la verità sul caso del momento
Life of M, il nuovo romanzo di Rachel Cusk, racconta un'attrice misteriosa con sorprendenti somiglianze con Natalie Portman: coincidenze o qualcosa di più?
Il 25 agosto arriverà nelle librerie "Life of M", il nuovo romanzo di Rachel Cusk che sta già generando un caso letterario senza precedenti. Al centro della narrazione c'è un'attrice senza nome, identificata solo come "M", ma le somiglianze con la vita di Natalie Portman sono talmente evidenti da aver trasformato il libro in uno degli eventi editoriali più attesi e controversi dell'anno. Rachel Cusk, la scrittrice britannica nota per la trilogia "Outline" e per il suo stile sperimentale che privilegia l'escavazione interiore rispetto alla trama tradizionale, ha costruito un ritratto di un'artista intrappolata tra fama e alienazione.
È un espediente narrativo che amplifica la sensazione di voyeurismo controllato: accompagniamo M in una spa dove chiacchiera con un'attrice più giovane del divario salariale di genere a Hollywood, la seguiamo a un'intervista in un ristorante chic mentre osserva estranei che le scattano foto di nascosto. Cusk ci porta nei luoghi esclusivi della celebrità, ma soprattutto ci fa penetrare nella psiche tormentata di una donna che ha costruito muri sempre più alti attorno alla sua interiorità. Il legame tra Portman e Cusk non è pura speculazione da social media, visto che l'attrice aveva selezionato il precedente romanzo della scrittrice, "Parade" del 2024, per il suo club del libro su Instagram, dove condivide regolarmente letture di alta letteratura.
Entrambe vivono a Parigi e tutte e due si muovono in circoli culturali sofisticati. Ma nonostante tutti questi collegamenti, è bene precisare che, almeno per il momento, non esiste alcuna informazione pubblica che confermi il coinvolgimento di Portman nel progetto o che attesti la sua approvazione. Né la rappresentante dell'attrice né l'ufficio stampa di Farrar, Straus and Giroux, la casa editrice, hanno risposto alle richieste di commento. Questo silenzio non fa altro che alimentare le domande attorno al romanzo, soprattutto perché al centro della discussione c'è la possibile rappresentazione letteraria di una persona vivente che potrebbe non aver mai dato il proprio consenso.
Il progetto narrativo si complica ulteriormente quando, verso la fine del libro, M manifesta apertamente il suo disagio nei confronti dell'operazione di documentazione. Essere sotto lo sguardo di una scrittrice diventa per lei intollerabile. Questa, però, non sarebbe la prima volta che Natalie Portman si muove sul confine tra vita privata e racconto pubblico. Nel 2016, l'attrice e lo scrittore Jonathan Safran Foer hanno condiviso con T Magazine del New York Times alcuni dei loro scambi via email, pubblicati insieme a un servizio fotografico che vedeva protagonista la stessa Portman. Ma Life of M non ha bisogno del mistero attorno a Natalie Portman per funzionare.
M è una figura fredda, distante, quasi impossibile da decifrare, ed è inevitabile che il lettore finisca per cercare un volto reale dietro il personaggio. Con tutte le somiglianze disseminate nel romanzo, quello di Portman è naturalmente il primo a venire in mente. Ed è proprio qui che il gioco costruito da Rachel Cusk diventa più interessante. M sembra essersi chiusa dietro una corazza proprio perché ha trascorso gran parte della sua vita sotto gli occhi degli altri. La sua distanza non è quindi soltanto un tratto del personaggio, ma il risultato di anni di fama, esposizione mediatica e attenzione costante.
È un esperimento interessante che solleva domande etiche: dove finisce l'ispirazione e dove inizia l'appropriazione? Una scrittrice ha il diritto di trasformare una persona reale in personaggio letterario? Natalie Portman, del resto, ha sempre avuto un profilo piuttosto particolare all'interno di Hollywood. Un servizio di Vanity Fair del 1999, realizzato in occasione de "La minaccia fantasma", si chiedeva se la diciassettenne avrebbe scelto Harvard o Hollywood. Alla fine riuscì a fare entrambe le cose, costruendo una carriera da Oscar senza rinunciare agli studi.
Il libro arriva inoltre in un momento in cui il confine tra vita pubblica e privata delle celebrità è diventato sempre più sottile. Life of M, però, non è un romanzo costruito sui colpi di scena e non ha quindi grandi segreti da proteggere dagli spoiler. Rachel Cusk procede piuttosto per dettagli, pensieri e piccoli frammenti che, pagina dopo pagina, compongono il ritratto di una donna schiacciata dalla propria fama. Al centro c'è soprattutto la solitudine di chi vive costantemente sotto gli occhi degli altri, con ogni gesto osservato, interpretato e trasformato in qualcosa di pubblico.