NCIS, addio all'amato protagonista dopo 18 anni: muore nell'episodio 500
Il 500° episodio della serie più longeva della televisione americana segna la fine di un'era. E lo fa nel modo più drastico possibile.
Cinquecento episodi e un colpo di scena che nessuno aveva previsto
Esistono serie televisive che festeggiano i propri traguardi con un episodio speciale autocelebrativo, un po' di nostalgia e qualche vecchia faccia che torna a salutare.
NCIS ha scelto un'altra strada. Il 500° episodio della serie intitolato All Good Things, trasmesso negli Stati Uniti nell'ambito della stagione 23, ha scelto di celebrare il proprio anniversario con la morte di uno dei personaggi più longevi e centrali dell'intera storia dello show: il direttore Leon Vance, interpretato da Rocky Carroll dal 2007 ad oggi. Diciotto anni, dalla quinta stagione in poi, con Vance che da presenza marginale era diventato progressivamente il punto di riferimento istituzionale dell'intera agenzia, il personaggio che dava autorità alla squadra, che bilanciava le dinamiche interne, che sopravviveva a tutti i cambi di guardia. Fino a questa stagione, nessuno lo aveva mai davvero messo in pericolo. E questo rendeva il colpo di scena ancora più efficace.Una morte eroica nell'episodio più atteso
La trama del 500° episodio costruisce la tensione progressivamente: l'intera agenzia finisce sotto attacco, il Dipartimento della Difesa ne ordina lo smantellamento, il team è impegnato a dimostrare l'innocenza di un sottufficiale accusato di omicidio. Vance interviene per difendere l'NCIS e riesce a rimettere insieme l'agenzia. Subito dopo viene ucciso a colpi d'arma da fuoco da un agente corrotto. La scena finale che lo riguarda, un incontro simbolico nell'aldilà con Donald "Ducky" Mallard, storico medico legale della serie scomparso nella stagione 21, è stata costruita come un passaggio di testimone tra due pilastri dello show, un modo per chiudere un cerchio che attraversa vent'anni di televisione americana. "Se devi salutare un personaggio, questo è il modo giusto per farlo", ha dichiarato Carroll in un'intervista a TVLine, dopo aver superato lo shock iniziale.
Carroll: "Non sono stato io a volerlo"
La telefonata dal produttore e la reazione dell'attore
La decisione non è partita da Rocky Carroll. L'attore, oggi 62 anni, ha raccontato con precisione come è andata: il produttore esecutivo Steven D. Binder è entrato nel suo camerino e gli ha presentato l'idea direttamente. "Ehi, abbiamo un'idea per il 500° episodio. Vogliamo fare qualcosa che sconvolga davvero la comunità del piccolo schermo e i fan, e il tuo personaggio è centrale in questo." Carroll ha risposto che era interessato, ha ascoltato la trama e poi ha avuto quella che lui stesso ha definito "una sorta di esperienza extracorporea" quando ha realizzato la parte finale: Vance salva l'agenzia e muore. La reazione istintiva era comprensibile, altri personaggi storici della serie avevano lasciato lo show con uscite meno definitive, porte lasciate aperte, possibilità di ritorno. Una morte è irreversibile per definizione. Ma Carroll ha poi riconosciuto la logica narrativa della scelta: dopo 23 stagioni, uno show ha bisogno di momenti che siano davvero impossibili da ignorare, e la morte di un personaggio che il pubblico conosce da quasi due decenni è esattamente questo. Le scene finali sono state girate mesi prima della messa in onda, con il tempo necessario per elaborare l'addio con cura.
La storia di NCIS e i cambi che non l'hanno fermata
Quello di Vance non è il primo addio pesante nella storia di NCIS, che dal 2003 ha dimostrato una capacità di sopravvivenza ai propri cambiamenti interni che poche serie televisive possono vantare.
La partenza di Mark Harmon — Leroy Jethro Gibbs, il volto più iconico dello show per diciotto stagioni, nella stagione 19 era stata considerata da molti addetti ai lavori un potenziale colpo mortale per la serie. Michael Weatherly, che per anni aveva interpretato Tony DiNozzo, aveva dichiarato apertamente che l'unica cosa capace di affondare NCIS sarebbe stata l'uscita di Harmon. Invece la serie non solo è sopravvissuta, ma ha continuato a macinare ascolti con Gary Cole nel ruolo del nuovo agente speciale Alden Parker, un personaggio pensato non come sostituto di Gibbs, ma come qualcosa di completamente diverso.
La stessa intelligenza narrativa si vede nella gestione dell'addio a Vance: non un trasferimento, non un'uscita di scena ambigua, ma una morte eroica nell'episodio numero 500, costruita come tributo esplicito a un personaggio e all'attore che lo ha interpretato. "Almeno sento che il mio personaggio ha davvero chiuso il cerchio", ha detto Carroll. In televisione, non è poco.
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