Neglected: Dylan Sprouse è irriconoscibile nelle immagini del nuovo thriller con Josh Duhamel
Dylan Sprouse è un serial killer nel thriller Neglected con Josh Duhamel. Il detective deve risolvere tre omicidi per salvare suo figlio sepolto vivo.
di Alba Rossi
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Ci sono collaborazioni cinematografiche che aspetti per anni senza nemmeno saperlo. Josh Duhamel e Dylan Sprouse insieme in un thriller psicologico non era esattamente nella lista dei desideri di nessuno, eppure ora che Neglected sta per arrivare nelle sale questa primavera, la domanda sorge spontanea: come abbiamo fatto a non pensarci prima? Due attori con fanbase enormi e carriere che hanno attraversato decenni di cultura pop americana, finalmente riuniti in un progetto che promette di essere tutto fuorché prevedibile.
L'orologio inizia a ticchettare, ma c'è un problema. Anzi, tre. Prima di poter rintracciare il luogo dove suo figlio lotta per respirare sotto terra, il detective deve risolvere tre omicidi brutali che funzionano come pezzi di un puzzle macabro. È una struttura narrativa che richiama i grandi thriller degli anni Novanta, quelli in cui ogni indizio costa sangue e ogni minuto perso potrebbe essere fatale.
David Lipper, in una dichiarazione esclusiva rilasciata a Collider, non nasconde l'entusiasmo per il lavoro dei suoi protagonisti. "Penso che il pubblico rimarrà sconvolto dalla performance di Josh Duhamel, che per lui è stata particolarmente reale essendo padre di un ragazzo adolescente. Salvare suo figlio era tutto ciò che contava. E Dylan Sprouse è un talento enorme il cui personaggio è così stratificato che riusciamo effettivamente a provare empatia per questo serial killer in certi momenti".
Quella parola, empatia, è la chiave. In un panorama saturo di villain monodimensionali e cattivi per il gusto di esserlo, Neglected sembra voler esplorare terreni più complessi. Un serial killer che non è solo un mostro, ma un essere umano con strati, contraddizioni, forse persino motivi che il pubblico può comprendere senza per questo giustificare. È un equilibrio difficilissimo da raggiungere, e se la sceneggiatura di Lipper, Nicholas Ferwerda e Adam G. Levine riesce a mantenerlo, potremmo trovarci di fronte a uno dei thriller psicologici più interessanti della stagione.
Per Duhamel, questo ruolo rappresenta un ritorno a quel tipo di dramma intenso e personale che lo aveva lanciato prima di diventare il volto di franchise d'azione e commedie romantiche. L'attore, padre nella vita reale, porta al personaggio una vulnerabilità che non può essere recitata: quella paura primordiale di perdere un figlio. È il tipo di performance che può ridefinire una carriera, se eseguita con la giusta intensità.
Dall'altra parte, Dylan Sprouse sta chiaramente cercando di scrollarsi di dosso l'etichetta di ex star Disney. Dopo anni di ruoli più leggeri e una pausa dal mondo dello spettacolo per dedicarsi ad altri progetti imprenditoriali, il suo ritorno al cinema con un personaggio così dark segnala una volontà precisa: essere preso sul serio come attore drammatico. La trasformazione fisica visibile nell'immagine esclusiva è solo la superficie. La vera sfida sarà rendere umano l'inumano, farci guardare negli occhi il mostro e riconoscervi qualcosa di familiare.
La sceneggiatura, scritta a sei mani, ha il potenziale per essere il vero asso nella manica. Ferwerda viene da Hunting Grounds, Levine da An Unexpected Killer, entrambi progetti che hanno dimostrato una certa capacità di gestire suspense e costruzione del personaggio. Insieme a Lipper, che conosce bene i meccanismi del thriller dopo Murder at Hollow Creek, potrebbero aver trovato la formula giusta per bilanciare azione adrenalinica e profondità psicologica.
Fonte /
Collider.com