FILM

Netflix cambia radicalmente strategia per i prossimi film (ed è una vittoria per le sale)

Dopo anni di resilienza, Netflix ha deciso di dichiarare i dati al botteghino di tutti i suoi film rilasciati in sala, segnando una piccola vittoria per gli esercenti.

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Per anni Netflix ha fatto della riservatezza un'arma. Niente numeri pubblici, niente confronti diretti con gli studios tradizionali, niente concessioni al vecchio modo di fare cinema. Il colosso dello streaming ha sempre giocato con regole proprie, ignorando i rituali centenari dell'industria cinematografica: il box office, le classifiche del weekend, quella danza di cifre che ogni lunedì mattina racconta chi ha vinto e chi ha perso la battaglia delle sale. Ora qualcosa sta cambiando. E non si tratta di una concessione marginale, ma di una svolta che potrebbe ridefinire il rapporto tra streaming e cinema.

Netflix ha deciso di pubblicare ufficialmente i dati del box office per sei dei suoi prossimi film. Sei titoli che riceveranno finestre cinematografiche senza precedenti per il servizio, con permanenze in sala che arrivano fino a 50 giorni. Parliamo di progetti di peso: Narnia di Greta Gerwig, Charlie vs the Choccolate Factory, il nuovo film di David Fincher su Cliff Booth, e altri titoli destinati a confrontarsi con il pubblico delle sale prima di approdare sulla piattaforma.

La Bola Negra - Netflix

La prima pietra di questo nuovo corso si chiama La Bola Negra, il dramma queer diretto da Javier Ambrossi e Javier Calvo con Penélope Cruz. Il film ha già fatto il giro dei festival, conquistando il premio per la miglior regia al Festival di Cannes e scaldando la platea di Telluride. Ora è diretto verso le sale americane: uscirà il 16 ottobre con una finestra teatrale di 46 giorni, la più lunga mai concessa da Netflix a un suo film, prima di arrivare sulla piattaforma il 2 dicembre. Quarantasei giorni. Un'eternità, per gli standard Netflix. Un battito di ciglia, per gli standard tradizionali. Ma è il segnale che conta.

I proprietari delle sale, intanto, osservano con interesse. Per anni hanno resistito all'idea di proiettare film Netflix, principalmente per il rifiuto della compagnia di concedere una finestra di esclusività standard prima del passaggio allo streaming. Il COVID-19 aveva azzerato tutto, costringendo l'intero settore a ripensarsi. Ora che i cinema stanno faticosamente tornando alla normalità, con una finestra standard di 45 giorni prima delle altre piattaforme, l'idea che uno dei colossi tech più ricchi del pianeta possa buttare il suo peso dietro campagne di marketing cinematografico vere, non solo operazioni di prestige per gli Oscar, è tutt'altro che sgradita.

Kpop: Demon Hunters - Netflix

Ma c'è una condizione: giocare secondo le regole. E la regola numero uno è la trasparenza sui numeri. Netflix ha sempre evitato di rendere pubblici i dati del box office, con frustrazione di distributori indipendenti e studios concorrenti. Quando Alfonso Cuarón ha portato Roma nelle sale, quando Martin Scorsese ha fatto lo stesso con The Irishman, quando Glass Onion di Rian Johnson ha fatto il suo giro limitato, i numeri ufficiali non sono mai arrivati. Nemmeno per K-pop Demon Hunters, il film d'animazione vincitore dell'Oscar che nel weekend d'esordio dell'agosto 2025, in una versione sing-along, sarebbe diventato il numero uno al botteghino con circa 18 milioni di dollari in due giorni. Condizionale d'obbligo: Netflix non ha mai confermato ufficialmente.

Forse è proprio questa la scommessa: capire quanto valore reale, economico e culturale, si perde ignorando le sale. Capire se quel modello "obsoleto" ha ancora qualcosa da insegnare, o da dare, a un gigante costruito per aggirarlo. Nel 2027 lo scopriremo. Quando Narnia: Il nipote del mago aprirà in IMAX con quasi 50 giorni di esclusiva, quando Charlie vs The Chioccolate Factory riempirà le sale a Natale per 47 giorni, quando i numeri saranno lì, pubblici, confrontabili con tutto il resto. Netflix non potrà più nascondersi dietro metriche proprietarie, visualizzazioni aggiustate, dati parziali. Dovrà confrontarsi con il mercato, con il pubblico, con la realtà spietata del botteghino.

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