Netflix cancella due anime amati dal pubblico e iniziano le polemiche (uno è tratto da un film di James Cameron)

Netflix cancella Terminator Zero e Leviathan: due anime di fantascienza promettenti non hanno raggiunto la Top 10. Analisi delle cause e cosa ci insegna questo fallimento.

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Un altro giorno, un'altra cancellazione Netflix. Dopo l'annuncio dei progetti originali previsti per il 2026, Netflix ha di fatto segnato il destino di Terminator Zero e Leviathan. Entrambe le serie sono state accolte con favore dalla critica al momento del lancio, ma nel vasto oceano del catalogo Netflix, visibilità e numeri fanno la differenza tra rinnovo e cancellazione. E i numeri, purtroppo, non hanno premiato né l'una né l'altra.

Il problema principale? Nessuna delle due serie è riuscita a entrare nella Top 10 di Netflix dopo il debutto. Un dato che, nel linguaggio interno della piattaforma, equivale a un certificato di morte annunciato. La Top 10 non è solo una classifica di vanità: rappresenta il termometro immediato dell'engagement, quella metrica preziosa che determina se un progetto merita ulteriori investimenti o se deve essere archiviato tra i tentativi falliti.



Al momento, Netflix non ha rilasciato comunicazioni ufficiali sul futuro di Leviathan o Terminator Zero. Ma nel mondo dello streaming, il silenzio raramente è un buon segno. Quando una serie funziona, i rinnovi vengono annunciati rapidamente, spesso entro poche settimane dal lancio. L'assenza di notizie positive, specialmente dopo l'esclusione dall'elenco delle produzioni 2026, lascia poco spazio all'ottimismo. Il destino di entrambi i progetti sembra ormai segnato, relegati al limbo delle occasioni mancate.

Eppure, per chi cerca contenuti di qualità nel genere fantascientifico, entrambe le serie meritano ancora una possibilità. Leviathan, rilasciata nel 2025, adatta la celebre trilogia di romanzi di Scott Westerfeld pubblicata nel 2009. L'ambientazione è un universo alternativo dove elementi steampunk e tecnologia avanzata ribaltano le dinamiche della Prima Guerra Mondiale. La protagonista, Deryn Sharp, si traveste per arruolarsi nella Royal Air Navy britannica, dove incontra il principe Aleksander, fuggito dopo l'assassinio del padre. Insieme, i due giovani si trovano coinvolti in uno scontro che ridefinisce i confini tra alleanze, tecnologia biologica e macchine da guerra.



Terminator Zero, invece, rappresenta un tentativo ambizioso di espandere il franchise iconico creato da James Cameron. Prodotta da Production I.G. e lanciata nell'agosto 2024, la serie si distanzia geograficamente e narrativamente dalle storie americane che conosciamo, spostandosi a Tokyo. Al centro c'è Malcolm Lee, uno scienziato impegnato a sviluppare un'intelligenza artificiale capace di contrastare Skynet. Ma come sempre accade nel mondo dei Terminator, il futuro non sta a guardare: un assassino robotico viene inviato indietro nel tempo per eliminare Lee e la sua famiglia.

La lezione è chiara: nell'ecosistema Netflix del 2026, non esistono seconde possibilità per chi non riesce a imporsi immediatamente. Il catalogo è troppo vasto, la concorrenza troppo agguerrita, l'attenzione del pubblico troppo frammentata. Terminator Zero e Leviathan entrano così nella lunga lista di progetti promettenti interrotti prematuramente, vittime di un sistema che premia l'impatto immediato rispetto alla crescita graduale. Due anime di fantascienza che avrebbero meritato un destino migliore, ma che il mercato ha già dimenticato.

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