Netflix difende i 587 milioni spesi per la startup di AI di Ben Affleck: “Ne beneficeranno i fan”
Il colosso dello streaming svela il valore dell'acquisizione di InterPositive e ribadisce il ruolo centrale dell'intelligenza artificiale nelle future produzioni.
Netflix ha ufficialmente confermato di aver sborsato 587 milioni di dollari per acquisire InterPositive, la startup di intelligenza artificiale fondata e guidata da Ben Affleck. La cifra, emersa in un documento depositato presso la SEC lo scorso venerdì, conferma le stime circolate a marzo quando il gigante dello streaming aveva annunciato a sorpresa l'acquisizione della piccola società tech.
InterPositive è nata lontano dai riflettori, con Affleck nelle vesti di unico fondatore e amministratore delegato, sviluppando tecnologie di AI generativa applicate alla produzione cinematografica e televisiva. L'accordo prevede l'integrazione del piccolo team di InterPositive all'interno di Netflix, mentre Affleck assumerà un ruolo consultivo. Una mossa che racconta molto della direzione strategica che il colosso dello streaming intende percorrere nei prossimi anni, puntando tutto sull'ottimizzazione dei costi di produzione attraverso l'intelligenza artificiale.
Durante l'intervista trimestrale agli azionisti, il co-CEO Ted Sarandos ha affrontato direttamente la questione InterPositive e le implicazioni dell'AI nella macchina produttiva di Netflix. Un tema bollente, considerando le tensioni nella comunità creativa di Hollywood, dove l'intelligenza artificiale è percepita come una minaccia concreta per migliaia di lavoratori dello spettacolo. Sarandos ha però dipinto un quadro diverso, presentando l'AI come uno strumento di supporto che amplia le possibilità creative anziché sostituire il talento umano.
I numeri raccontano una penetrazione già significativa: circa 300 titoli Netflix hanno utilizzato workflow basati sull'intelligenza artificiale generativa, con la maggiore concentrazione nelle fasi di post-produzione. Scene complesse che prima richiedevano budget proibitivi o tempistiche impossibili ora diventano realizzabili grazie a questi strumenti. Pensate alle battaglie epiche, alle inquadrature con centinaia di comparse, alle sequenze visivamente ambiziose che spesso vengono sacrificate sull'altare dei vincoli economici.
Sarandos sostiene che molte di queste scene, che in passato sarebbero state eliminate dal montaggio finale per questioni di costi e tempo, oggi trovano spazio grazie all'AI. Ma dove finiranno questi risparmi? Sarandos ha una risposta pronta: reinvestimento in contenuti. Più soldi risparmiati significano più budget disponibile per nuove produzioni, che a loro volta alimentano un engagement di qualità superiore da parte degli abbonati. È quello che il co-CEO definisce il "volano ricavi-profitti", la strategia che Netflix persegue sin dal primo giorno.
Infatti per Netflix l'intelligenza artificiale è già una realtà concreta e secondo i dati condivisi dall'azienda, ed i circa 300 titoli che hanno utilizzato workflow basati sull'AI generativa, soprattutto nelle fasi di post-produzione, è un numero destinato con ogni probabilità ad aumentare dopo l'acquisizione della startup fondata da Ben Affleck.