Netflix fa ancora centro: in arrivo un nuovo fantasy dopo The Witcher
Netflix ci riprova con il fantasy: in arrivo l'adattamento che vuol essere l'erede di The Witcher
Come un giocatore d'azzardo che non sa quando alzarsi dal tavolo, Netflix torna a puntare le sue fiches sul fantasy di matrice letteraria. Nonostante i traumi da separazione (leggi: l'addio polemico di Henry Cavill a The Witcher), i funerali anticipati di progetti costosi come Tenebre e Ossa e i dimenticabili esperimenti sbrigativamente archiviati alla stregua di Cursed o Lettera al Re, i piani alti di Los Angeles non si arrendono. La fame di mondi alternativi, mitologie spacciate per "epiche" e parrucche platino è più viva che mai. L'algoritmo ha fame, e la fame va saziata.
L'ultimo trofeo strappato a una feroce concorrenza di mercato, secondo quanto rivelato da Variety, risponde al nome di The Everlasting, il romanzo di Alix E. Harrow nato con l'ambizione di ridefinire il concetto di worldbuilding contemporaneo. Siamo ancora alle fasi embrionali dello sviluppo, nessun ordine formale a serie, sia chiaro. Ma l’intenzione c'è, il denaro pure, e per non rischiare troppo la piattaforma ha affidato lo script a Daphne Ferraro, fresca del successo adolescenziale e zuccheroso ottenuto con Maxton Hall su Amazon.Se il passato si morde la coda
Sulla carta, la trama di The Everlasting possiede quell'incastro tra dramma storico e sfrigolio romantico che fa impazzire i reparti marketing.
Al centro della vicenda troviamo Sir Una Everlasting, una sorta di Giovanna d'Arco in salsa fittizia elevata a icona nazionale da canti patriottici e manifesti di reclutamento, la cui reale e traumatica esistenza è stata abilmente occultata dai secoli e dalla propaganda di Stato. A risvegliare il mito ci pensa Owen Mallory, uno studioso in bolletta con la classica ossessione accademica che, tra un archivio e l'altro, finisce per scivolare direttamente nel passato.
Il cuore del racconto, manco a dirlo, è il più classico dei classici: i due si incontrano, si innamorano e si ritrovano intrappolati in un loop storico destinato a finire sempre in tragedia. L’unica soluzione, va da sé, è prendere la linea temporale e riscriverla da capo, sfidando la logica.L'opera della Harrow è apprezzata dai lettori per la capacità di riflettere sul potere della memoria e sulla manipolazione delle storie, ma la vera sfida per Netflix sarà puramente cinematografica. Il rischio di trasformare una riflessione meta-letteraria nell'ennesimo melodramma in costume con inserti digitali è dietro l'angolo. Il pubblico generalista, ormai saturo di presunti eredi del Trono di Spade cucinati nel microonde dello streaming, ha sviluppato un palato esigente e una soglia della pazienza drammaticamente bassa.
L'affidamento della cattedra di scrittura a una sceneggiatrice proveniente dal teen-drama di matrice teutonica ci fa intuire che forse ci saranno più sguardi intensi attraverso i secoli e triangoli amorosi ad alto potenziale di shipping che sangue e violenza. Vedremo se The Everlasting riuscirà a diventare il nuovo pilastro della piattaforma o se finirà nel cimitero dei titoli cancellati dopo due stagioni.