TV

Netflix, il caso Mica Miller continua in tribunale: il marito cerca prove per scagionarsi prima del processo

Il caso raccontato da Death of the Pastor’s Wife continua in tribunale: la difesa di John-Paul Miller cerca testimonianze e documenti prima del processo.

Condividi
TV

La storia di Mica Miller è tornata prepotentemente sotto i riflettori grazie a Death of the Pastor’s Wife, la docuserie Netflix che ricostruisce gli ultimi anni della giovane e il difficile rapporto con il marito John-Paul Miller. Ma mentre milioni di spettatori stanno scoprendo il caso attraverso lo streaming, negli Stati Uniti la vicenda giudiziaria che riguarda l'ex pastore è ancora tutt'altro che conclusa. John-Paul Miller si prepara infatti ad affrontare un processo federale con le accuse di cyberstalking ai danni della moglie e false dichiarazioni agli investigatori.

Un processo che avrebbe dovuto entrare nel vivo prima, ma che è stato nuovamente rinviato. Questa volta è stata la difesa a chiedere altro tempo. Gli avvocati di Miller hanno spiegato al tribunale di essere ancora impegnati nella preparazione del caso e, soprattutto, nella ricerca di materiale che potrebbe giocare a favore del loro assistito. La richiesta è stata accolta dal giudice Joseph Dawson III, che ha spostato il procedimento alla sessione di ottobre 2026. Secondo i documenti citati da Court TV, la squadra legale sta intervistando diversi testimoni e programmando nuovi colloqui con persone che potrebbero essere in possesso di informazioni utili alla difesa.

Ma c'è anche un altro fronte. Gli avvocati starebbero preparando alcune richieste di subpoena per ottenere documenti che non si trovano attualmente nelle mani del governo federale e che, secondo la difesa, potrebbero contenere informazioni potenzialmente favorevoli a Miller. Non è ancora noto pubblicamente che cosa contengano questi documenti né quali siano esattamente gli elementi sui quali la difesa intenda costruire la propria strategia. Ma la loro esistenza è stata indicata tra le ragioni per cui è stato chiesto ulteriore tempo prima di arrivare in aula.

Si tratta dell'ultimo rinvio di un procedimento che ha già subito diversi slittamenti. Miller ha inoltre rinunciato al proprio diritto a un processo rapido, mentre i suoi legali hanno sostenuto che concedere altro tempo permetterebbe di preparare adeguatamente la difesa. Il prossimo appuntamento dovrebbe essere una conferenza preliminare fissata per il 6 ottobre 2026, mentre il processo è stato spostato alla sessione federale dello stesso mese. Ma di cosa è accusato esattamente John-Paul Miller? L'ex pastore della Solid Rock Church è stato incriminato da un grand jury federale nel dicembre 2025.

Le accuse riguardano un presunto comportamento persecutorio nei confronti di Mica che, secondo i procuratori, sarebbe iniziato nel novembre 2022 e sarebbe proseguito fino alla morte della donna, avvenuta il 27 aprile 2024. L'atto d'accusa descrive una serie di comportamenti particolarmente pesanti, che rimangono naturalmente contestazioni dell'accusa e dovranno essere dimostrati in tribunale. Secondo i procuratori, Miller avrebbe inviato alla moglie comunicazioni indesiderate e moleste, interferito con le sue finanze e con le sue attività quotidiane e fatto installare dispositivi di localizzazione sulla sua automobile. In una singola giornata l'avrebbe inoltre contattata più di 50 volte.

Tra gli episodi contestati figura anche la pubblicazione online, senza il consenso di Mica, di una sua fotografia privata. I procuratori sostengono inoltre che Miller avrebbe danneggiato gli pneumatici dell'automobile della moglie. Ed è proprio quest'ultimo episodio a essere collegato alla seconda accusa federale. Quando venne interrogato dagli investigatori, Miller avrebbe negato di aver danneggiato gli pneumatici. L'accusa sostiene invece che avesse acquistato online un dispositivo per sgonfiare le gomme e che esistessero messaggi inviati ad altre persone riguardanti l'auto di Mica.

Death of the Pastor’s Wife, fonte: Netflix

Miller avrebbe inoltre dichiarato agli investigatori di aver assunto un investigatore privato perché preoccupato che la moglie potesse acquistare un'arma. Secondo l'accusa, però, il vero obiettivo sarebbe stato sorvegliarla in relazione a sospetti di infedeltà. John-Paul Miller si è dichiarato non colpevole di entrambe le accuse e si trova attualmente in libertà su cauzione. Se condannato, rischia fino a cinque anni di carcere per il cyberstalking e fino a due anni per le false dichiarazioni agli investigatori, oltre a una possibile multa fino a 250.000 dollari.

Il procedimento federale non riguarda però direttamente la morte di Mica Miller, una distinzione fondamentale soprattutto dopo la nuova attenzione generata dalla docuserie Netflix. Mica aveva 30 anni quando, il 27 aprile 2024, venne trovata morta al Lumber River State Park, in North Carolina. Poco prima aveva chiamato il 911 comunicando l'intenzione di togliersi la vita e chiedendo che la sua famiglia potesse sapere dove trovarla. Le indagini e l'esame medico-legale hanno stabilito che la morte è avvenuta per un colpo d'arma da fuoco autoinflitto. John-Paul Miller non è stato incriminato per la morte della moglie e le autorità non lo hanno accusato di avervi avuto un ruolo.

La famiglia e gli amici di Mica hanno tuttavia continuato negli anni a sollevare interrogativi sul rapporto tra i due e sui presunti comportamenti subiti dalla donna prima della morte. Proprio queste testimonianze occupano una parte centrale di Death of the Pastor’s Wife. Dopo la morte di Mica, la sua famiglia ha continuato a battersi per quella che è stata ribattezzata “Mica's Law”, una proposta pensata per ampliare le tutele contro il controllo coercitivo all'interno delle relazioni.

Death of the Pastor’s Wife, fonte: Netflix

E dopo una lunga serie di rinvii, ottobre potrebbe finalmente diventare il mese decisivo per capire come John-Paul Miller intende difendersi dalle accuse che lo hanno portato davanti alla giustizia federale. La docuserie in tre episodi, arrivata su Netflix il 26 agosto, ripercorre la relazione tra Mica e John-Paul attraverso testimonianze di familiari e amici, messaggi, pagine di diario, documenti della polizia e cartelle cliniche. Miller ha scelto di non partecipare al documentario e ha negato le accuse di abusi avanzate nei suoi confronti.

Nel frattempo John-Paul Miller ha lasciato la Solid Rock Church, il cui edificio è stato successivamente venduto, e nel 2025 si è risposato con Suzie Skinner. Secondo quanto raccontato nel documentario e riportato da Netflix, continuerebbe comunque a predicare davanti a un piccolo gruppo di fedeli nell'area di Myrtle Beach. Ora l'attenzione torna inevitabilmente sul tribunale. La difesa sostiene di essere ancora alla ricerca di testimonianze e documenti che potrebbero aiutare Miller a contrastare le accuse federali. Sarà il processo a stabilire quale peso avranno realmente questi elementi.

Continua a leggere su BadTaste