New Line Cinema sempre più in pericolo
Nell'ultima conference call il presidente della Warner ha annunciato grossi tagli per la New Line Cinema: cosa significa questo per franchise come Lo Hobbit e Queste Oscure Materie?
Fonte: The Hollywood Reporter, Nikki Finke, KristinThompson
Entrambi devono affrontare le difficoltà dei due rispettivi studio, anche se in ruoli diversi. Come nuovo CEO della Warner, Bewkes deve dare chiari segnali agli azionisti che con il suo arrivo al posto di Richard Parsons nella conglomerata le cose cambieranno: a Wall Street il titolo subisce cali diffusi sin dalla non lontana e costosissima fusione con AOL. Come co-presidente della New Line Cinema, invece, Boh Shaye deve convincere Bewkes a rinnovargli il contratto (che scade tra qualche mese) e ad avere fiducia nelle potenzialità dello studio (che comunque ha una gestione indipendente), sebbene l'ultimo anno finanziario sia stato un vero e proprio disastro. Una mossa da questo punto di vista l'ha fatta a dicembre, annunciando di aver sotterrato l'ascia di guerra (e giudiziaria) con Peter Jackson e di voler produrre due film sullo Hobbit, investendo "solo" 150 milioni per ciascuna pellicola (che dovrebbe fruttarne decisamente molti di più - insomma, un investimento con ritorno sicuro).
Questo tuttavia non ha impressionato Bewkes: il 6 febbraio, durante una conference call con gli analisti di Wall Street, ha parlato delle varie controllate della Warner e si è riferito quasi esclusivamente alla New Line, svelando i piani della compagnia nei confronti dello studio spendaccione: tagli per almeno 50 milioni di dollari, e un riassetto del personale. Il che significa: salteranno non poche teste, e i budget verranno controllati.
C'è un valore reale nella New Line come etichetta indipendente con un suo portfolio di film, e lo studio ha avuto molto successo con un genere di film storicamente poco interessanti per i grandi studio [horror low-budget come Nightmare o Final Destination, ndt]. Ma la tendenza recente è quella di far uscire meno film, e vista la crescente importanza dei ricavi internazionali, iniziamo a chiederci se abbia ancora senso avere due infrastrutture separate come Warner e New Line.
Questo avrebbe alcune conseguenze molto importanti:
I problemi di distribuzione a cui accennava Bewkes sarebbero risolti: episodi clamorosi come la vendita anticipata dei diritti internazionali della Bussola d'Oro (paradossalmente, l'unico mercato in cui il costoso film ha dato profitto è stato proprio quello estero) ad altri studio non accadrebbero più, perché i film li distribuirebbe la Warner in tutto il Pianeta.
Rientrerebbe in un piano più ampio di ammortizzamento dei costi di gestione delle varie controllate, che culminerà nell'ormai sicura fusione di Warner Indipendent Pictures e Picturehouse (due studio decisamente ridondanti), con Bob Berney alla guida.
Se progetti della New Line come i sequel della Bussola d'Oro diventassero di proprietà della Warner, quest'ultima applicherebbe il sano principio del massimo risparmio per il massimo profitto (secondo una strategia d'efficienza che lo studio sa applicare molto bene, vedi Batman o Harry Potter) evitando sprechi come quelli avvenuti per il primo film. Si tratta dell'unica possibilità di salvare il franchise di Queste Oscure Materie e di trarne un profitto.
Nella conference call Bewkes ha assicurato che gli interventi sulla New Line saranno decisi e verranno messi in atto molto presto. In effetti la sua è una strategia da "primi cento giorni di mandato", molto efficace se si deve rassicurare degli azionisti. Vedremo se questo si rifletterà in un assorbimento dello studio o in un (improbabile) abbandono a se stesso (che lo condannerebbe a morte).
Non è chiaro come questo film, dai profitti sicuri, potrà influenzare il rinnovo del contratto di Shaye e Lynne: lo scopriremo tra qualche giorno, quando lo sciopero degli sceneggiatori (è ormai quasi certo) finirà, Guillermo del Toro verrà confermato come regista e questo film a lungo rimandato inizierà la lavorazione...