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No Time to Die stasera su TV8: 4 easter eggs nascosti nel film di James Bond

I 4 dettagli nascosti in No Time to Die che quasi tutti si sono persi

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Il congedo di Daniel Craig da James Bond non è stato solo un cambio di guardia, ma una chiusura dei conti durata quindici anni. No Time to Die porta a termine il percorso iniziato nel 2006 trasformando l'ultima missione di 007 in una fitta rete di rimandi, battute a doppio taglio e citazioni nascoste.

Tra sequenze d'azione ad alto voltaggio e passaggi più intimi, il film dissemina sullo schermo diversi dettagli che sfuggono facilmente a una prima visione. Eccone cinque tra i più significativi.

1. Il raid all'edicola di Matera

Durante la fuga iniziale a bordo dell'Aston Martin DB5 tra i vicoli di Matera, Bond travolge i sicari della SPECTRE finendo per distruggere in mille pezzi un'edicola. I giornali e le riviste che volano in aria non sono materiale di scena generico: la produzione ha infatti stretto un accordo con la casa editrice italiana BAO Publishing. Tra le macerie si intravedono chiaramente le copertine di alcuni dei loro titoli più famosi, comprese le opere di autori come Zerocalcare e Leo Ortolani.

Una scena di No Time To Die (Metro-Goldwyn-Mayer)

2. Il cameo di Hugh Dennis

Nella scena del blitz nei laboratori in cui viene sequestrato lo scienziato Valdo Obruchev, l'attenzione resta concentrata sull'azione principale. Uno dei colleghi coinvolti nell'assalto, il Dottor Hardy, è però interpretato da Hugh Dennis, celebre comico della televisione britannica e volto storico dello show Mock the Week. La scelta non è casuale: il programma è famoso in patria proprio per le sue continue parodie e battute dissacranti sul mito di James Bond.

3. L'album di famiglia dell'MI6

Trattandosi dell'ultimo capitolo dell'era Craig, la pellicola ricompone quasi al completo la rete di affetti e colleghi costruita negli anni. Oltre ai soliti noti — M, Q, Moneypenny, Tanner e Felix Leiter — il film rievoca la memoria di Vesper Lynd con la lapide a Matera e mostra un ritratto tributo alla M di Judi Dench nei corridoi dei servizi segreti. L'unico alleato storico a non ricevere alcuna citazione resta René Mathis, uscito di scena ai tempi di Quantum of Solace.

4. Il ricorrente simbolismo della lettera "M"

Fin dai tempi di Casino Royale, la sigla "M" è stata oggetto di battute tra Bond e la sua direttrice. La lettera finisce però per segnare tutti i punti di snodo affettivi della spia. Come riportato nei romanzi originali di Ian Fleming, la madre di James si chiamava Monique; lo stesso filone linguistico torna poi nella figura di Madeleine Swann e nella piccola Mathilde.

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