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Non così vicino è tratto da una storia vera? Cosa si nasconde dietro il commovente film con Tom Hanks

Non così vicino, il film con Tom Hanks, nasconde una storia davvero particolare. Ecco le origini del racconto e cosa ha ispirato il suo protagonista.

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Un uomo dal carattere impossibile, un dolore che sembra aver cancellato ogni ragione per andare avanti e l'arrivo di una famiglia destinata a cambiare tutto. Non così vicino, il film diretto da Marc Forster e interpretato da Tom Hanks, racconta una storia così intensa e profondamente umana da sembrare ispirata a fatti realmente accaduti. Ma si tratta di una storia vera? Precisiamo subito che dietro le vicende di Otto Anderson si nasconde una verità decisamente particolare, che affonda le sue radici in un episodio apparentemente insignificante avvenuto molti anni prima.

Il lungometraggio, in onda martedì 3 novembre 2026 alle 21:10 su Rai Movie, segue la vita di Otto Anderson, un uomo di 63 anni rimasto vedovo dopo la morte dell'amatissima moglie Sonya. Incapace di superare il lutto, il protagonista si è trasformato in una persona scorbutica, ossessionata dalle regole e sempre pronta a rimproverare i vicini per qualsiasi comportamento considerato scorretto. La sua esistenza sembra ormai priva di significato, almeno fino all'arrivo di Marisol, interpretata da Mariana Treviño, e della sua famiglia. La donna, con la sua personalità esuberante e la sua determinazione, riesce lentamente ad abbattere le barriere che Otto ha costruito intorno a sé, dando vita a un'amicizia inaspettata.

Una vicenda che affronta temi universali come la solitudine, il lutto, la depressione e la possibilità di ritrovare uno scopo nella vita, ma che solleva anche una domanda: Otto Anderson è realmente esistito? La risposta è no, almeno non nel modo in cui viene raccontato nel film. Non così vicino non è tratto direttamente da una storia vera, ma nasce dall'adattamento di un romanzo che deve parte della sua esistenza a un uomo realmente incontrato, seppure indirettamente, dal suo autore. Per comprendere questa curiosa origine bisogna tornare al 2012, quando lo scrittore svedese Fredrik Backman pubblicò il romanzo L'uomo che metteva in ordine il mondo, conosciuto a livello internazionale con il titolo A Man Called Ove.

Non così vicino con Tom Hanks, fonte: Sony Pictures

Il libro racconta le vicende di un uomo anziano e burbero, incapace di accettare i cambiamenti della società e profondamente segnato dalla perdita della moglie. Il successo dell'opera portò alla realizzazione di un primo adattamento cinematografico svedese, Mr. Ove, diretto da Hannes Holm nel 2015 e successivamente candidato a due premi Oscar. Soltanto alcuni anni dopo sarebbe arrivata la versione americana con Tom Hanks, nella quale il protagonista cambia nome da Ove a Otto. Ma l'elemento più interessante riguarda proprio la nascita del personaggio.

In un'intervista rilasciata a Shelf Awareness nel 2016, Fredrik Backman raccontò di aver scoperto il nome Ove attraverso un episodio narrato dal collega e blogger Jonas Cramby. Quest'ultimo si trovava in fila in un museo quando assistette a una discussione tra un uomo particolarmente irritato e alcuni dipendenti. Il motivo della lite era sorprendentemente banale: la pronuncia del nome di un pittore. L'uomo, convinto di avere ragione, continuava a discutere animatamente con il personale, finché sua moglie non intervenne invitandolo a lasciar perdere e chiamandolo per nome: Ove. Fu proprio quella piccola scena quotidiana a colpire Backman, che ne ricavò il nome del futuro protagonista e uno spunto per il suo temperamento.

La creazione del personaggio, però, non si fermò a quell'episodio, visto che in un'altra intervista, lo scrittore raccontò che anche un'esperienza vissuta personalmente in un negozio Apple contribuì alla nascita del romanzo. Backman si trovava dietro a un cliente furioso che pretendeva di sapere se un iPad potesse essere considerato un computer e la discussione proseguì per diversi minuti e lo scrittore comprese che quella situazione sarebbe stata perfetta per aprire una storia. Il carattere di Ove nacque quindi da un insieme di osservazioni, esperienze personali e caratteristiche ispirate anche al padre dell'autore e ad altre persone incontrate nel corso della sua vita.

Non così vicino con Tom Hanks, fonte: Sony Pictures

Non esiste dunque un vero Otto Anderson che abbia vissuto gli eventi mostrati nel film. La morte di Sonya, il rapporto con Marisol e il percorso emotivo del protagonista sono elementi narrativi inventati da Backman e successivamente reinterpretati per il cinema. Anche l'ambientazione è stata modificata e mentre la storia originale si svolge in Svezia, la versione americana trasferisce le vicende negli Stati Uniti, adattando nomi, abitudini e riferimenti culturali al nuovo contesto.

Il film presenta inoltre un particolare legame familiare con il suo protagonista. Truman Hanks, figlio di Tom Hanks, interpreta Otto nelle scene ambientate durante la sua giovinezza, mentre Rachel Keller presta il volto alla giovane Sonya. La vera forza di Non così vicino, quindi, non risiede nella ricostruzione di una vicenda realmente accaduta, ma nella capacità di trasformare alcuni piccoli episodi quotidiani in una storia universale. E pensare che tutto ebbe inizio anche grazie a un uomo arrabbiato in un museo e a una discussione sulla pronuncia del nome di un pittore. Un dettaglio apparentemente trascurabile che, molti anni dopo, avrebbe contribuito alla nascita di uno dei personaggi più emozionanti interpretati da Tom Hanks.

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