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Non solo Jurassic Park: i film indimenticabili da rivedere per celebrare il talento di Sam Neill

Addio a Sam Neill: oltre Jurassic Park, riscopriamo i film e i ruoli indimenticabili, da Lezioni di piano a Peaky Blinders, di un gentiluomo del cinema

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La notizia della scomparsa di Sam Neill all'età di 78 anni toglie improvvisamente la luce a un faro di eleganza discreta e lascia un vuoto profondo non solo a Hollywood, ma nel cuore di chiunque ami le storie raccontate con intensità.

Se per il grande pubblico il suo nome rimarrà per sempre legato al dottor Alan Grant, il paleontologo che ci ha insegnato a guardare il cielo con meraviglia in Jurassic Park, ridurre la sua vita artistica a quel pur immenso cult sarebbe un torto alla sua memoria. Neill si è sempre tenuto lontano dal facile divismo. Ha sempre scelto la via della delicatezza, incarnando un’autorità morale e un’umanità che risplendevano anche nei ruoli più complessi. Esplorare oggi la sua filmografia significa fare un viaggio nella carriera di un interprete che ha saputo dare dignità a ogni singola inquadratura.

Dalla grazia del silenzio all'intensità del dramma

Uno dei film da riscoprire assolutamente è Lezioni di Piano. Nel film di Jane Campion, l'attore veste i panni di Alisdair Stewart, un uomo chiuso nelle fredde foreste della Nuova Zelanda, incapace di comunicare con una moglie che parla solo attraverso la musica. In mano a un interprete superficiale, quel marito sarebbe stato un semplice cattivo; Neill, invece, lo riempie di una vulnerabilità dolorosa, trasformandolo in un personaggio tragico, vittima della sua stessa repressione emotiva.

Scena dal film Lezioni di Piano (Mikado Film)

Questo rispetto sacro per le sfumature dell'animo umano lo ha guidato anche quando ha deciso di esplorare i territori più oscuri del cinema di genere. Basterebbe rivedere la sua straordinaria, viscerale performance in Possession (1981) accanto a Isabelle Adjani, o il terrore metafisico de Il seme della follia (1994) del maestro John Carpenter. In quest'ultimo, il crollo psicologico del suo personaggio di fronte all'irreale è il ritratto spaventoso e commovente di un uomo razionale a cui viene strappata la terra sotto i piedi.

Negli anni più recenti, Neill era tornato alle sue radici, regalandoci quello che oggi risuona come un meraviglioso e commovente testamento spirituale. In Selvaggi in fuga (2016), diretto dal connazionale Taika Waititi, ha interpretato Zio Hec, un anziano e burbero cacciatore costretto a fare da padre a un ragazzino difficile nel cuore della boscaglia neozelandese. Sotto la superficie ruvida di quel personaggio, Sam Neill ha messo tutto se stesso: la sua ironia, la sua malinconia e quel calore profondo che solo i grandi saggi possiedono.

Ma il talento di Neill ha saputo conquistare anche il pubblico del piccolo schermo, lasciando un segno indelebile nella serialità televisiva moderna grazie a Peaky Blinders. Nei panni dello spietato e bigotto ispettore Chester Campbell, l'attore ha dato vita a uno degli antagonisti più memorabili del piccolo schermo, un uomo di legge divorato da un'ossessione morale ed emotiva contro Thomas Shelby.

Oggi che il cinema piange la sua assenza, ci resta la consapevolezza di aver assistito alla carriera di un attore straordinariamente autentico, che era da poco uscito da una brutta malattia. Sam Neill ha attraversato lo schermo per oltre quarant'anni senza mai fare rumore, ma lasciando un'impronta indelebile.

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