Non solo L'ultimo bacio, su Raiplay il film con Stefano Accorsi e Giovanna Mezzogiorno che devi vedere

Stefano Accorsi in uno dei ruoli più realistici della sua carriera, Giovanna Mezzogiorno dà voce a un personaggio libero da stereotipi.

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Se L’ultimo bacio è uno dei film più conosciuti di Stefano Accorsi, uscito nel 2001, forse non tutti ricordano Più leggero non basta, un titolo del 1998 diretto da Elisabetta Lodoli. Una pellicola approdata su Rai Play che merita di essere vista, non solo perché ha una forza narrativa che resiste nel tempo ma anche perché non tutti citano quando si parla di una certa generazione del cinema italiano. Eppure dialoga con quella generazione in modo sorprendente.

A prima vista potrebbe sembrare un’opera minore, anche se con due attori di serie A: oltre ad Accorsi una bravissima Giovanna Mezzogiorno, due interpreti oggi iconici. In realtà, è proprio lì che si nasconde il suo valore: nell’assenza di retorica, il racconto del quotidiano senza ricerca dell’eccezionalità.

E quando si arriva al cuore del racconto, ci si accorge che alcune domande poste alla fine degli anni Novanta sono ancora le stesse di oggi. Forse perché certi film non chiedono di essere “attuali”, ma semplicemente onesti.

Un film da riscoprire: Più leggero non basta

Trasmesso per la prima volta su Rai 2 nel 1998, Più leggero non basta è un film televisivo che ha anticipato molti temi diventati centrali solo anni dopo nel dibattito pubblico e cinematografico. Ambientato nella Roma di fine anni Novanta, racconta l’incontro tra Marco, giovane architetto ambizioso, ed Elena, donna con una grave forma di distrofia muscolare.

Più leggero non basta-copyright RaiPlay-badtaste

Marco sceglie l’obiezione di coscienza per evitare il servizio militare e viene assegnato al servizio civile in un’associazione che si occupa di persone con disabilità. Una decisione inizialmente comoda, quasi opportunistica, che si trasforma presto in un’esperienza che ribalterà le priorità.

Nel ruolo di Marco troviamo Stefano Accorsi pochi anni prima del grande successo de L'ultimo bacio. Qui Accorsi non interpreta un eroe, neanche un esempio morale, ma un uomo comune messo di fronte a una realtà che non conosce e che inizialmente lo spaventa.

Elena ha il volto e la voce di Giovanna Mezzogiorno, in una delle interpretazioni più complesse e meno accomodanti della sua prima fase di carriera. Il film evita accuratamente la trappola del pietismo: Elena è ironica, a tratti brusca, lucida, contraddittoria. È un personaggio scritto per esistere davvero, non per “insegnare una lezione”.

La forza di Più leggero non basta sta nel suo approccio quasi documentaristico: le difficoltà quotidiane – una carrozzina, una scala, un parcheggio sbagliato, l’assenza di assistenza nelle scuole – diventano semplicemente elementi di una narrazione senza essere enfatizzati. Il film tocca molti temi: l’autonomia, il lavoro degli assistenti, la sessualità delle persone con disabilità, il rapporto con le istituzioni, l’ipocrisia della politica. Lo fa in modo diretto, a volte spigoloso, consapevole del rischio di risultare scomodo. Ed è proprio questa scelta a renderlo ancora oggi sorprendentemente attuale.

Non c’è una storia d’amore forzata, non c’è una redenzione spettacolare. Il rapporto tra Marco ed Elena cresce come crescono le relazioni vere: ci sono fraintendimenti, imbarazzi, battute taglienti e momenti di silenzio. L’amicizia diventa il vero centro del film, insieme alla presa di coscienza di una realtà spesso ignorata. Marco cambia, ma non diventa un altro uomo. Elena resta complessa, a volte dura, a volte fragile, senza mai essere ridotta a simbolo.

In copertina Stefano Accorsi e Giovanna Mezzogiorno-Fb@Stefano Accorsi-Yuliya Finenko-badtaste

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