Non una classifica, ma una mappa: il metodo di Officina Transmediale
Nell'officina transmediale il rapporto tra cinema e videogioco è più profondo di quanto si pensi.
Come si studia un’opera interattiva? È una domanda apparentemente semplice che diventa molto più complessa quando il videogioco viene sottratto alla logica della recensione e osservato come oggetto culturale. OFFICINA TRANSMEDIALE ha scelto di costruire il proprio lavoro proprio attorno a questa differenza.
Da qui nasce una struttura in quattro passaggi: selezione, documentazione, analisi e individuazione delle traiettorie comuni. Il progetto definisce così una vera e propria mappa interpretativa: ogni opera viene studiata individualmente, ma assume pieno significato quando viene messa in relazione con le altre.
La griglia di lettura considera contemporaneamente cinque dimensioni: l’opera, il medium, il pubblico, il contesto produttivo e il patrimonio. Una struttura narrativa viene quindi osservata insieme al sound design, alle meccaniche, alla posizione del giocatore e alle condizioni industriali nelle quali il progetto è stato prodotto.
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