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Nord Sud Ovest Est, o di quello che viene dopo il sogno

La serie che ripercorre l'avventura degli 883 arriva il 9 ottobre su Sky e NOW con una nuova stagione che promette di essere ancora più ambiziosa. Ecco cosa aspettarci dai prossimi episodi.

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Venerdì 9 ottobre arriva su Sky e NOW la seconda stagione della serie sugli 883 e c'è un elemento che la separa da molte altre serie e miniserie tv: sappiamo già come va a finire. Che Max e Mauro ce la faranno non è in discussione, perché ce l'hanno già fatta nella realtà, nel 1992, e la prima stagione (Hanno ucciso l'Uomo Ragno, la serie Sky Original più vista degli ultimi otto anni) era in fondo la storia di come due ragazzi di Pavia sono arrivati fin lì partendo dalla provincia anni ’80. Adesso c'è da raccontare il resto, che di solito è la parte che al cinema si salta.

Il titolo è quello del secondo album, uscito il 21 maggio 1993 e capace di vendere un milione e quattrocentomila copie, l'ultimo con Mauro Repetto. Otto episodi per un solo anno. Nel teaser Pezzali dice che, dovendo scegliere un solo anno della sua vita da raccontare, sceglierebbe il 1993, e si capisce perché: nuovi amori, i concerti, il Jolly Blu, l'America, un successo che si ingrandisce più in fretta di quanto qualcuno riesca a capirlo.

La ragione per cui la prima stagione ha funzionato sta in una scelta di Sydney Sibilia che a ripensarci non era scontata: non ha minimamente mitizzato la storia di Mauro e Max. Due ragazzi che hanno successo ma non si sentono delle star definiscono molto bene gli 883. Le loro canzoni parlavano sempre di quello che andava storto, della serata fallimentare, della ragazza che non ti guarda, dell'imbarazzo di stare al mondo con addosso la faccia sbagliata. Erano underdog che hanno preso un posto in classifica, forse senza smettere di sentirsi fuori posto, e la serie ha avuto il buon gusto di raccontare tutto con una naturalezza per nulla scontata.

La seconda stagione sposta un po’ di equilibri. Sibilia parla della sfida più difficile, diventare grandi dopo il successo - e poi, inevitabilmente, del conflitto tra Max e Mauro, due punti di vista che a un certo punto smettono di coincidere. È qui che, probabilmente si gioca tutto. Un'amicizia come la loro regge benissimo finché si è in due contro il mondo, quando il mondo non ti vuole, ma comincia a scricchiolare nel momento in cui il mondo ti applaude e ognuno si accorge di volere cose diverse da quella fama in rapida ascesa.

C'è poi la questione della nostalgia, che in Italia è quasi sempre una crema spalmata ovunque. Guardare questa stagione significa guardare ogni scena con in testa quello che verrà dopo: Mauro che a breve se ne andrà, gli 883 che resteranno di fatto la creatura artistica di uno solo. Ogni festa, ogni abbraccio, ogni "ce l'abbiamo fatta" porta con sé quell'ombra. Può essere un limite, perché il finale è già scritto, oppure il motivo per cui questo racconto fa male senza esagerare. Lo scopriremo presto. Intanto il 1993 è già nella testa: un risuonare di pezzi che ci hanno fatto ballare da bambini o hanno accompagnato la nostra crescita. Qualcosa che neppure noi possiamo dimenticare.

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